Cultura

Perché si fa l’Albero di Natale l’8 dicembre?

Fra le tradizioni natalizie più diffuse al mondo, c’è l’albero di Natale. Addobbato con palline, luci, festoni, dolciumi e ghirlande, l’albero di Natale viene solitamente preparato in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre. È proprio intorno all’albero di Natale che ci si riunisce la mattina di Natale per scartare i regali che sono stati disposti ai piedi dell’albero. Ma da dove arriva l’usanza di addobbare l’abete per il Natale? Ecco, 5 cose che probabilmente non conosci di questa antica tradizione.

Le origini dell’albero di Natale sono pagane 

natale 2021

Le origini dell’albero di Natale sono pagane. Sembra infatti che all’origine dell’odierno albero di natale ci sia una lunga e antica tradizione che affonda le sue radici nella cultura celtica. Per i druidi, gli antichi sacerdoti dei Celti, l’abete era considerato simbolo di lunga vita, dal momento che rimaneva sempre verde anche d’inverno. Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli abeti venivano dunque tagliati e addobbati con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi, per propiziarsi il favore degli spiriti. 

C’è chi sostiene che l’usanza di addobbare l’abete risalga addirittura all’Antico Egitto. O meglio: “Non si trattava di un vero e proprio albero, ma di una piccola piramide di legno sormontata dal disco solare” chiarisce l’esperta.Un uomo, di cui non sappiamo nulla se non che stava visitando l’Egitto, venne particolarmente colpito da questa piramide e decise di portarne un prototipo con sé in Europa. “Ad alcune popolazioni, come quelle germaniche e scandinave, quell’oggetto piacque così tanto che decisero di utilizzarlo come simbolo del solstizio d’inverno, e quindi dei festeggiamenti che si tenevano in tale data.  Il disco solare ricordava loro il sole che, a partire dal mese di dicembre, ricomincia a farsi vedere maggiormente, portando a un allungamento delle giornate, e quindi, pian piano, alla rinascita della natura” chiarisce Fabiola Marchet. Passando dagli antichi Egizi al 600, si arriva invece a San Bonifacio. Come spiega l’esperta, “una più nota storia collega invece l’albero di Natale all’inglese San Bonifacio (672-754), colui che evangelizzò i popoli germanici. Bonifacio affrontò i pagani che si erano riuniti presso la ‘Sacra Quercia del Tuono di Geismar’ per adorare il dio Thor. Mentre stavano per compiere un sacrificio umano, egli prese una scure e cominciò ad abbattere l’albero che cadde e si spezzò in quattro parti: si trattava di un abete verde. Bonifacio disse che quello, d’ora innanzi, sarebbe stato il loro albero sacro e della pace, poiché le case erano costruite con il suo legno. Disse che si sarebbe chiamato ‘l’albero di Cristo bambino’, e che dovevano riunirsi attorno a esso per compiere riti d’amore e bontà, non di sangue. Il capo del villaggio si lasciò convincere, portò un abete a casa e decorò i suoi rami con delle candele.

“Nell’antichità, durante le feste per la celebrazione del solstizio d’inverno, si usava adornare gli alberi con pezzi di legno ardente a rappresentare il sole, la luna e le stelle. Gli antichi davano infatti grande importanza al cielo, che veniva attentamente osservato. L’atto di bruciare dei tizzoni era anche una sorta di richiesta-invito al sole di tornare a risplendere per molte ore al giorno, come durante la stagione estiva, favorendo in tal modo la rinascita della natura apparentemente morta durante l’inverno. Il ritorno, insomma, della primavera.Secondo una leggenda, un taglialegna, tornando a casa in una notte molto fredda ma illuminata dalla luna, notò attraverso i rami di un pino ricoperti di ghiaccio delle stelle molto luminose. Non avendo – come al giorno d’oggi! – una macchina fotografica per immortalare tale spettacolo, pensò di riprodurre lui stesso quella bellezza. Tagliò quindi un piccolo pino e lo decorò con fiocchi e candeline, che donò a sua moglie. L’albero era così bello che presto tutti i paesani andarono ad ammirarlo, e da quel momento a Natale anche loro decisero di farne uno uguale nelle loro case”.

Ma c’è anche un’altra leggenda a riguardo. Come spiega Fabiola Marchet, “si narra inoltre che a Betlemme vivesse un artista di strada che non aveva cibo per sfamarsi, figuriamoci per fare un regalo a Gesù Bambino nel giorno della sua nascita. Decise quindi di sfruttare la sua abilità di giocoliere, l’unica cosa che possedeva. Il bambino si divertì molto, e si dice che da allora sull’albero mettiamo le palline, proprio per ricordarci delle sue risate nel vedere l’artista”.

L’abete è un simbolo di vita 

Oltre ai Celti, pare che anche i Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa seguissero il culto dell’abete rosso, albero in grado di esprimere poteri magici. Gli alberi venivano tagliati, portati a casa e decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro.

Il significato cristiano dell’albero di Natale

Con la nascita del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane. A conferirgli un significato cristiano è la scena biblica dell’Eden. Nella notte in cui si celebra la nascita di Cristo, l’albero posto al centro del giardino dell’Eden diventa anche l’albero intorno al quale l’umanità ritrova il perdono.

Quale città ha ospitato il primo albero di Natale

Sembra che l’albero di Natale sia nato a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. L’usanza fu poi ripresa in Germania, dove nel 1570 si racconta di un albero decorato a Brema con mele, noci, datteri e fiori di carte. Fra le città che si dichiarano sedi del primo albero di Natale, c’è anche Riga in Lettonia, dove si trova anche una targa scritta in otto lingue per commemorare l’evento del 1510. 

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