Iran presenta agli Usa la sua nuova proposta per la pace, ma l’accoglienza americana è fredda: “Al momento, non sono soddisfatto di quanto offrono”, ha detto Donald Trump tornando ad aleggiare lo spettro di nuovi attacchi e ad attaccare l’Europa per il mancato aiuto sul dossier.

“Siamo in una guerra perché non possiamo permettere a dei pazzi di avere l’arma nucleare, Non possiamo consentire all’Iran di avere il nucleare”. Lo ha detto Donald Trump, assicurando che porterà a termine correttamente il conflitto e l’accordo. “Se non avessimo agito Israele sarebbe stato fatto a pezzi, il Medio Oriente sarebbe stato fatto a pezzi e penso anche l’Europa”, ha aggiunto il presidente spiegando che si sarebbe atteso un calo dei mercati finanziari del 25% e prezzi del petrolio ben più alti di quelli attuali. “Chiunque tolleri che l’Iran possieda un’arma nucleare non è molto intelligente. Sarebbe una cosa terribile in futuro se fosse mai permesso all’Iran di avere un’arma nucleare”, dice rispondendo alle domande dei cronisti alla Casa Bianca. “Ci sarebbero problemi come il mondo non ha mai visto prima, e questo non accadrà”, aggiunge. “A parte questo, al momento non hanno una marina… né un’aeronautica. Sono state annientate. Non hanno niente. Non hanno una difesa antiaerea. Non hanno un radar. L’Iran vuole raggiungere un accordo perché, in sostanza, non ha più un esercito. E vuole raggiungere un’intesa, ma io non sono soddisfatto” della proposta formulata da Teheran.

Iran propone confronto sul nucleare in cambio allentamento sanzioni

La nuova proposta iraniana offre di discutere le condizioni di Teheran per l’apertura dello stretto di Hormuz contestualmente alle garanzie americane di porre fine agli attacchi e revocare il blocco dei porti iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza l’Iran chiedeva la rimozione del blocco come precondizione per l’avvio dei negoziati. La proposta prevede inoltre il confronto sul dossier nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. L’Iran ha detto ai mediatori di essere pronto a trattare in Pakistan agli inizi della prossima settimana se Washington è aperta alla proposta.