Cronaca

Perù: le reazioni e il perché dell’indulto all’ex presidente Fujimori

In Perù è arrivata ieri la notizia dell’indulto umanitario per l’ex presidente del Paese, Alberto Fujimori. Concesso dall’attuale presidente, Pedro Pablo Kuczynski. Immediata la reazione dei cittadini: in migliaia a Lima hanno protestato oggi contro questa decisione. Ma vediamo anche chi è e cosa ha fatto Fujimori per ottenere l’indulto. E per scatenare questa reazione.

Le proteste di oggi a Lima per l’indulto dell’ex presidente Fujimori credits: euronews.co

Perù: l’annuncio dell’indulto umanitario concesso all’ex presidente Alberto Fujimori, ora in carcere, arriva nella tarda serata del 24 dicembre. Decisione presa e resa pubblica (in un comunicato) dal presidente attuale del Perù: Pedro Pablo Kuczynski. Il motivo? I problemi di salute sempre più gravi che attanagliano Fujimori. 

Ma il popolo, almeno una parte, non sembra proprio averla presa bene. E in migliaia sono scesi in piazza oggi a Lima per protestare. Perché il 79enne ex presidente era, e si conferma, una figura divisiva in Perù. Alcuni peruviani lo apprezzano per avere sconfitto il movimento di guerriglia maoista Sendero Luminoso, mentre altri lo criticano per le violazioni dei diritti umani. Perché l’ex politico di origini giapponesi è in carcere per scontare una condanna a 25 anni. Le accuse? Violazione dei diritti umani, corruzione e sostegno alle squadre della morte. Un personaggio che forse in carcere poteva anche restare. 

Le notizie che arrivano dalla Bbc parlano di una folla, bloccata dalla polizia, che ha cercato di raggiungere l’ospedale dove Fujimori è ricoverato da sabato per un abbassamento di pressione. E raccontano anche di scontri tra manifestanti e polizia, lacrimogeni e dello slogan “No alla grazia”. Inoltre, in molti avrebbero anche urlato e protestato contro il presidente Pedro Pablo Kuczynski, al grido di “Fuori, fuori ppk!” (suo acronimo e soprannome).

Fujimori: le scuse e le accuse dell’ex presidente del Perù

Il 79enne Fujimori, presidente del Peru’ dal 1990 al 2000, ha dunque ottenuto l’indulto umanitario. I suoi problemi di salute sono sempre più gravi e non gli consentono più di sopportare il carcere. Eppure, per le migliaia di persone che oggi hanno protestato contro la decisione di concedergli l’indulto, questo non basta. Non basta per giustificare l’uscita dal carcere per un personaggio politico agli occhi di molti, e della giustizia, colpevole di reati troppo gravi. 

L’ex presidente Fujimori nel video di scuse postato su Fb credits: Bbc.com

Un caso, questo, che ricorda le polemiche sulla richiesta di scarcerazione per Totò Riina. Nella vicenda peruviana, però, ci sarebbe anche altro. Sì, perché, chi è sceso in piazzo ha protestato anche contro chi ha preso la decisione di concedere l’indulto, il presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski.

Una parte dei cittadini accusa infatti il presidente attuale di aver concesso la grazia come parte di un accordo con il suo partito per evitare il proprio impeachment. Oltre che per aver ricevuto pagamenti illegali dal gigante edile brasiliano Odebrecht. Accuse pesanti, che Kuczynski nega, dicendo invece che non poteva “permettere a Fujimori di morire in prigione”.

Dal canto suo l’ex leader con un video postato su Facebook dalla sua camera d’ospedale ha chiesto “scusa dal profondo del cuore” ai peruviani, dicendosi pronto a sostenere il processo di pacificazione nazionale avviato da Kuczynski. 

“Sono consapevole che i risultati sotto il mio governo sono stati, in parte, ben accolti, ma riconosco che ho anche deluso una parte dei miei connazionali. Chiedo loro perdono dal profondo del cuore”.

Federica Macchia

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