Secondo El País verrà richiesta una cifra multimilionaria. La multinazionale petrolifera spagnola Repsol considera che la causa dello sversamento in mare di migliaia di barili di greggio al largo di Lima, il 15 gennaio scorso, sia stato un “movimento brusco” della Mare Doricum, la nave battente bandiera italiana che lo trasportava: è quanto riportano l’agenzia di stampa Efe e il quotidiano El País, citando fonti vicine al caso.

Motivo per cui, aggiungono queste due testate giornalistiche spagnole, la compagnia ha intrapreso azioni legali volte a reclamare un risarcimento de danni ai proprietari e alla compagnia assicuratrice della petroliera, che stava effettuando operazioni di scarico del greggio presso la raffineria La Pampilla quando è avvenuto lo sversamento. Come specificato da El País, Repsol starebbe pensando di chiedere un risarcimento “multimilionario”, anche se la cifra non è stata ancora precisata. La proprietaria del Mare Doricum è Fratelli D’amico Armatori Spa, secondo il sito web della compagnia stessa. Il quotidiano spagnolo riporta che la tesi di Repsol è supportata da uno studio realizzato dalle società Inerco e Orbital Eos.

Gravissimi danni ambientali

L’Organismo di valutazione e certificazione ambientale (Oefa) del Perù ha annunciato di aver imposto una multa di 460.000 nuovi sol (quasi 128.000 franchi) alla compagnia petrolifera spagnola Repsol. La società è considerata responsabile di gravissimi danni ambientali per lo sversamento in mare al largo di Lima, il 15 gennaio scorso, di circa 6.000 barili di greggio durante operazioni di scarico da una petroliera alla raffineria La Pampilla. Le autorità peruviane hanno preliminarmente identificato a gennaio che le aree interessate in mare e in terra dalla marea nera coprivano oltre 113 chilometri quadrati, “un territorio più grande di Parigi”. Si tratta, hanno precisato, del peggior disastro ecologico degli ultimi tempi in Perù, con la contaminazione di 24 spiagge, gravi danni al turismo e all’attività di migliaia di pescatori che alimentano le loro famiglie con i prodotti del mare. Da parte sua Repsol ha avviato un piano di contingenza, dispiegando centinaia di persone nelle operazioni di risanamento del mare e della costa, anche se ha sostenuto che l’incidente è stato causato da movimenti anomali del mare, frutto dell’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai.

Claudia Di Giannantonio

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