Musica

Peter Tosh: il sodalizio ed il successo con Bob Marley

Peter Tosh, insieme a Bob Marley, ha condiviso la band: i Wailers. Ma è grazie a lui che Get Up Stand Up e Stop That Train sono riusciti a portare il reggae fuori dalla Giamaica. Nei suoi pezzi cantava contro ingiustizie, apartheid e violenza. La stessa violenza che il primo settembre del 1987 lo uccise ella sua abitazione di Kingston.

Gli esordi musicali

Bob Marley Mick Jagger e Peter Tosh al Palladium theatre di New York, 1978, dopo un concerto dei Rolling Stones

Peter Tosh nasce nel villaggio di Grange Hill, nel nord-ovest della Giamaica. A 15 anni si trasferisce a Trenchtown, il ghetto di Kingston. Inizia a prendere lezioni di canto da Joe Higgs, e conosce i cantanti Robert Nesta Marley e Neville O’Riley Livingston: ovvero Bob Marley e Bunny Wailer. Con loro fonda il gruppo ska “Teenagers“. Al trio si aggiungono il cantante Junior Braithwaite e le coriste Beverley Kelso e Cherry Smith, il gruppo cambia così nome prima in “Wailing Rudeboys“, poi in “Wailing Wailers“.

Il primo ad accorgersi del gruppo è Clement “Coxsone” Dodd, che li mette sotto e produce il loro primo singolo, I’m Still Waiting. Dopo questa parentesi Junior e le coriste lasciano il gruppo. Il trio elegge Bob Marley come frontman e pubblicano un altro singolo, Simmer Down. Un pezzo molto forte e crudo dove incoraggiano i Rude Boy del ghetto a non sottomettersi alle autorità. Con Dodd la band pubblica altri due singoli One Love e Hoot Nanny Hoot e, nel 1965, arriva il primo album intitolato The Wailing Wailers.

L’anno successivo Bob Marley parte per lavorare negli Stati Uniti e Tosh canta alcune cover di brani soul e pop statunitense. Quando Marley torna in Giamaica il trio cambia il nome in “Wailers” e fonda un’etichetta propria, la Wail’N’Soul. L’etichetta produce però un solo singolo, Ben Down Low, un brano con un tempo rallentato rispetto allo ska classico. La band comincia quindi a collaborare con il produttore Lee “Scratch” Perry e pubblicano tre album: Soul Rebels nel 1970, Soul Revolution e Soul Revolution Part II nel 1971. E’ in questo periodo che i fratelli Aston “Family Man” e Carlton Barrett, rispettivamente bassista e batterista, entrano nei Wailers.

Nel 1972 i Wailers firmano per la Island Records con la quale pubblicano, l’anno successivo, l’album Catch a Fire. Verso la fine dell’anno pubblicano Burnin’, secondo album per la Island. Durante la registrazione le tensioni tra Bob, Peter e Bunny aumentano. Alla fine Bunny lascia la band durante il tour e lo stesso Tosh si allontana dai Wailers poco dopo per contrasti personali con Marley. Da quel momento il gruppo cambia nome e diventa Bob Marley & The Wailers. I due vengono rimpiazzati con le coriste Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt, che formano le I-Trees. Peter Tosh e Bunny Livingston cominciano le loro carriere soliste.

Peter Tosh e la carriera solista

Finita l’avventura con i Wailers, Tosh firma per la Capitol Records e pubblica l’album d’esordio Legalize It. Questo lavoro rimarrà per anni l’inno alla legalizzazione della marijuana. Per il secondo album, Equal Right, si avvale della collaborazione del duo Sly and Robbie. E’ da molti considerato il suo miglior lavoro: contiene riedizioni di vecchi brani come Get Up, Stand Up, affiancati a nuovi pezzi rabbiosi contro il governo giamaicano.

Mick Jagger lo vide esibirsi dal vivo e viene colpito dalla potenza espressa sul palco da Tosh. Gli offre un contratto con l’etichetta Rolling Stones Records con la quale pubblica nel 1978 l’album Bush Doctor. Jagger partecipa alla traccia Don’t Look Back che regala a Tosh una grande esposizione mediatica, che lo porta al Saturday Night Live. Nel 1979 e nel 1981 pubblica due album sempre per la RSR, due lavori rabbiosi contro il sistema: Mystic Man e Wanted Dread and Alive.

Tosh firma poi un contratto con la EMI che lo porta a pubblicare nel 1983 l’album Mama Africa, dal cui tour nasce l’album Captured Live. Dopo questo tour il cantante sparisce dal giro musicale per un po’, per poi pubblicare nel 1987 No Nuclear War. Un album contro la violenza dilagante, contro l’apartheid e contro la società moderna. Il disco, prodotto dalla EMI, vince il Grammy Award come miglior album reggae.

Peter Tosh e Bob Marley

Se Marley è e resta la figura centrale della musica reggae, non c’è dubbio che si devono alla penna di Peter Tosh i primi grandi successi dei Wailers, brani che ancora oggi sono considerati dei capolavori come Get Up Stand Up, 400 Years e Stop That Train. Tosh è stato l’anima più dura e pura del reggae, non conosceva compromessi alla sua visione del mondo. Nella sua musica portava avanti la battaglia contro le ingiustizie di una terra, quella giamaicana, dove la violenza è sempre stata all’ordine del giorno. Una violenza che raramente ha assunto contorni davvero politici ma che ben più spesso è nata dalle condizioni di miseria in cui vivevano le persone nei ghetti.

Peter Tosh è stato tra i primi a cercare di rendere “internazionale” il suono del reggae, mescolandolo con il pop e il rock, addirittura con la dance e la disco, come nel brano Buck-in-hamm Palace, contribuendo al rinnovamento della scena giamaicana, dando spazio alle “rivoluzionarie” aperture elettro-dance di Sly and Robbie, senza però ricavarne un successo duraturo e stabile a livello internazionale.

Nel 1987, Tosh vinse un Grammy, ma non ci fu nemmeno il tempo di festeggiare, perché poche settimane dopo, restò ucciso in un tentativo di rapina nella sua casa. La musica giamaicana perse una delle sue voci più originali e una delle figure che maggiormente hanno contribuito alla diffusione e allo sviluppo del reggae in tutto il mondo.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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