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Petit Peuples, una città in miniatura

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Petit Peuples – Ecco per voi un’esclusiva dello Studio Bombyx, ancora non presente in Italia. Si tratta di un astratto con meccanismi di maggioranze per 2-4 giocatori, della durata di circa 60 minuti, consigliato dai 10 anni in su.
I game designers sono Nathalie & Rémi Saunier, mentre la grafica è a cura di Maxime Morin.

Petit Peuples – Ambientazione & Ispirazione

I piccoli popoli sono stati esiliati dalla foresta ed hanno trovato rifugio in un giardino abbandonato. Ora tocca ricostruire una nuova città utilizzando quello che capita sotto mano, come casse di legno, caffettiere e radio!

I 4 clan (Sylphens, Mecass, Pterygota, Azagayahs) sembrano inizialmente voler collaborare, ma ognuno di loro ha le proprie visioni riguardo la gestione dei 7 territori in cui è suddiviso il giardino. Avranno, quindi, lo scopo di soddisfare i propri obiettivi e missioni segrete per poter ottenere il controllo della città.

L’influenza tra i popoli si fa sentire, infatti ogni azione che compiremo avrà effetto sulle scelte dei nostri avversari. Continuate a leggere per scoprire come!

TartaGru, edifici e popolazione – Contenuto: Con Cosa Giochiamo

La città che dà il tema al gioco è immediatamente visibile sulla copertina della scatola, con una palette di colori ispirai alla natura dal forte contrasto. Ovviamente, il verde è il colore predominante nelle sue numerose sfumature. Eccone il contenuto:

-7 Tessere Territorio
-4 Angoli del Tabellone
-1 Tracciato Ordine di turno
-45 Carte Obiettivo
-80 Miniature Edificio
-19 Miniature Tetto
-1 Miniatura TartaGru
-4 Pedine Giocatore
-4 Pedine Punteggio
-1 Plancia degli Obiettivi
-4 Plance Giocatore
-4 Tokens Popolazione
-9 Segnalini Rovo
-16 Segnalini Stratagemma
-4 Tokens 40 Abitanti
-4 Segnalini 70 Punti Vittoria

Petit Peuples
Macro Aree e terreni – PHC: Emanuele Iuliano

Materiali di ottima qualità e fattura, decisamente. Abbiamo un’unione di carte, cartoncino, legno e plastica. I dettagli sono fantastici, così come le illustrazioni.

Petit Peuples – Come si gioca

Ogni giocatore, in base al numero di partecipanti, comincia con un certo numero di abitanti ed edifici. Una volta terminati questi ultimi, la partita si conclude con il round in corso.

L’originalità di Petit Peuples sta soprattutto nel passaggio di turno; questo perché il giocatore attivo non solo deciderà a chi toccherà in successione, ma stabilirà anche l’area in cui verranno svolte le prossime azioni. Vediamolo nel dettaglio.

Il tabellone di gioco è suddiviso in 7 macro aree ed ogni area è suddivisa in 7 terreni. Questi sono disposti esattamente come le tessere delle macro aree che formano, appunto, il tabellone principale.
Dopo ogni azione, i giocatori sposteranno la miniatura della TartaGru sulla macro area corrispondente alla posizione del terreno su cui hanno svolto l’azione.

In base alla propria posizione sul tracciato dei turni, ogni capo-clan potrà svolgere 1 o 2 azioni tra: Costruire o Abbandonare un edificio.
Il costo per la costruzione è in abitanti. Questi, indicati sulla plancia giocatore, dovranno essere pari al requisito stampato sul tipo di terreno (ne esistono di 3 tipi, più uno neutro sul quale posizioniamo a nostra scelta 1 dei Segnalini Rovo con costo 5), più uno per ogni altro piano già presente.
All’opposto, per “smantellarlo”, guadagneremo un numero di abitanti pari al doppio di quelli utilizzati per innalzarlo. Il tutto è riportato in maniera facilitata sulle plance personali.

Stratagemmi ed obiettivi

Durante il proprio turno, ogni giocatore può utilizzare un segnalino Stratagemma per azione. Sarà possibile scegliere tra 4 opzioni.

Petit Peuples
Obiettivi Comuni – PHC: Emanuele Iuliano

Movimento strategico: consente di spostarsi gratuitamente in un’altra area di valore +/-1 rispetto a quella dov’è posizionata la TartaGru (ogni macro area è, infatti, numerata da 1 a 7).

Trasferimento del Tetto: un edificio con un tetto è bloccato; su di esso non possono essere piazzati altri piani. Grazie a questo stratagemma gratuito potremo trasferire un tetto presente su un nostro edificio, nell’area dove ci troviamo, su un altro nostro edificio ovunque sulla mappa; purché sia sorto sullo stesso tipo di terreno dove stiamo compiendo l’azione.

Invasione: questa conta come una vera e propria azione di turno. L’Invasione ci permette di abbattere un edificio avversario, spendendo il doppio degli abitanti necessari per costruirlo. Gli stessi, invece, verranno guadagnati dal proprietario dell’edificio distrutto. L’attaccante posiziona tanti piani quanti quelli rimossi, che torneranno nelle mani del difensore.

Esistono Obiettivi Comuni e Segreti. Questi ultimi vengono rivelati e conteggiati solo a fine gioco.
All’opposto, è possibile soddisfare un obiettivo Comune per ogni azione, durante la partita. Ve ne saranno sempre 4 disposti a faccia in su nell’apposita plancia.
La particolarità di questi è che quando ne vengono soddisfatti i requisiti, il giocatore in corso posizionerà un tetto sull’ultimo piano dell’edificio che ha consentito il raggiungimento dell’obiettivo.
Ricordiamo che non sarà più possibile posizionare piani sugli edifici con tetti, a meno che questo non venga abbandonato.

Petit Peuples – Titoli di coda

Giocare a Petit Peuples è come leggere un racconto ispirato ai famosi “Rubacchiotti“, giusto un po’ più battagliero come genere.
I dettagli della grafica ti trascinano all’interno di questo minuscolo mondo e le meccaniche ti portano a voler conquistare, a tutti i costi, il controllo della città nel giardino.

Petit Peuples
Plancia Giocatore – PHC: Emanuele Iuliano

L’ambientazione potrebbe risultare assente, anche se tutta la natura illustrata difficilmente ci farà uscire dal tema.
L’interazione è abbastanza alta, sia per il movimento della TartaGru che per lo Stratagemma dell’Invasione.
I materiali e le componenti sono decisamente da 10 e lode, secondo me. Tanta plastica rifinita nei minimi particolari, per non parlare della confezione illustrata anche all’interno!

Il punto forte di Petit Peuples è sicuramente il meccanismo della TartaGru e dell’ordine di turno. Trovo davvero strategica l’idea che siano i giocatori stessi a decidere chi gli succederà tra gli avversari e, soprattutto, dove svolgeranno l’azione.

La presenza dei Tetti rende anche la crescita degli edifici abbastanza stretta, se si vuole puntare agli Obiettivi Comuni. L’utilizzo degli Stratagemmi aumenta, inoltre, la varietà di gioco.

Se una cassa di legno può diventar una casa, allora quella lattina sarà un ottimo bunker. Conquistiamola!

Have a good game!

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Emanuele Iuliano

Napoletano all'anagrafe ma viaggiatore di innumerevoli mondi grazie alla sua fantasia. I boardgames si annoverano fra le sue più grandi passioni, insieme a quella per la scrittura. Dall'unione di queste, nasce la voglia di entrare a far parte del team di Metropolitan Magazine Italia, in particolare tra i folli Unicorni di InfoNerd.

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