Quando si pensa a Bud Spencer la mente corre quasi sempre ai film realizzati in coppia con Terence Hill, dalle commedie western fino agli action degli anni Settanta; a fare così, purtroppo, si rischia di non dare il merito a qualcosa davvero in grado di evidenziare la qualità dell’attore e la sua iconicità, tale da diventare protagonista di scene che sono state riprese e citate da giochi presenti nei casino online.

Piedone Lo Sbirro, diretto da Steno e uscito nel 1973 è il film che segna una vera svolta nella carriera del gigante buono del cinema italiano perché è un primissimo esempio di film in cui è posizionato nel contesto di un ruolo serio, fondamentale per quella che sarà la sua trasformazione in vero e proprio eroe popolare.

A più di cinquant’anni di distanza la pellicola continua a essere riproposta in televisione e a trovare un pubblico nuovo, restando immortale nell’immaginario collettivo nonostante una lunga e variegata carriera cinematografica prima e televisiva dopo.

Piedone un film cult tra produzione e curiosità

Il film nasce come tentativo di Steno di adattare il successo della commedia all’italiana alle nuove esigenze del cinema poliziesco di quegli anni, diventando rapidamente il banco di prova del sodalizio fra il regista e Bud Spencer.

La scelta più “estrema” è quella di caratterizzare il personaggio principale, il commissario Rizzo, con l’assenza della pistola; Bud Spencer infatti affronterà tutti i criminali che affronterà a mani nude, con il celebre pugno “a martello”; questa scelta di fatto propone l’eroe come una figura sostanzialmente pacifica, che ricorre alla forza solo come ultima risorsa. Una cosa che poi non tutti sanno è che in questo primo film Bud Spencer non ha doppiato sé stesso ma è stato doppiato da Glauco Onorato.

Le ambientazioni napoletane, da Pozzuoli a Licola, offrono uno spaccato documentaristico di una città molto cambiata rispetto a oggi, cosa che ne aumenta il fascino per tutti quelli che hanno un interesse storico verso il capoluogo della Campania. La scelta di definire Piedone come “Il commissariato del Porto, è poi un’invenzione di sceneggiatura: il luogo non esisteva, ma è stato ricreato per le esigenze della storia.

Perché Piedone resta immortale ancora oggi

Le ragioni della longevità del film sono diverse e si intrecciano fra loro: sul piano produttivo, Piedone Lo Sbirro segna il passaggio di Bud Spencer dal western al poliziesco contemporaneo, dando modo al pubblico di comprendere quanto l’attore fosse in realtà capace di interpretare ruoli diversi da quelli monodimensionali dello spaghetti western all’italiana.

Sul piano del personaggio, il commissario Rizzo è una figura calda, vicina alla gente, capace di unire forza fisica e gentilezza d’animo: questa formula si è dimostrata capace di catturare generazioni di spettatori, anche grazie all’humour caratteristico delle sceneggiature dell’epoca. Culturalmente parlando, poi, il film è stato talmente popolare da generare una saga di ben quattro pellicole più una parodia, “Piedino il questurino”, cosa che non molti altri film sono riusciti a fare, sebbene anche dalle parole dei figli non si abbiano idee delle opinioni dell’attore sulla questione parodia.

Nel corso dei film successivi il personaggio di Piedone interpretato da Bud Spencer viaggerà per il mondo, in maniera simile a quanto già accadeva per i personaggi del cinema di genere Cinese o Americano. Bud Spencer infatti girerà in ambientazioni esotiche, passando dalla savana Africana alle architetture orientali di Hong Kong. Molto più recente è il reboot del personaggio, a cura dello sceneggiatore Peppe Fiore che vede Salvatore Esposito (attore famoso per Gomorra) nei panni del giovane Piedone, stavolta alla prese con i primi casi della sua lunga carriera.