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Settembre 14, 2024, sabato

Pierfrancesco Favino: “Mio padre si oppose alla mia scelta di fare l’attore”

Pierfrancesco Favino ha vissuto un periodo burrascoso con il padre quando ha comunicato al genitore la sua scelta di voler diventare attore: il loro rapporto è rifiorito solo in seguito.

Oggi il 52enne sarà tra gli ospiti di “Domenica In” a partire dalle 14:00 su Raiuno dove presenterà il nuovo film “Corro Da Te” del quale è protagonista insieme a Miriam Leone attualmente nelle sale italiane. Agli albori della sua carriera, nei primi anni Novanta Favino si è dovuto scontrare con il padre per via della sua decisione di intraprendere la strada nel mondo dello spettacolo. Sulle pagine di Vanity Fair il tre volte vincitore del David ha affermato che il genitore non aveva accolto in maniera positiva la notizia:

“Gli dissi ‘Voglio fare l’attore’ e papà rispose ‘Solo un coxxxone può fare una scelta del genere’. Risposi a tono: ‘Da qualcuno deve aver preso’.

Fonte Vanity Fair

Pierfrancesco Favino ricorda la scomparsa del padre

Anni di sacrifici, gavetta fino ad arrivare al successo con Gabriele Muccino nel suo cult movie “L’Ultimo Bacio” del 2001 ed i lavori con Ozpetek (Saturno Contro) e Placido (Romanzo Criminale) che hanno portato Favino nell’olimpo del nostro cinema. Con il padre il rapporto migliora come lo stesso ha dichiarato:

Poi però con lui ho ritrovato un rapporto, mi sono sentito dire ‘Ho capito che hai fatto tutto da solo e sono orgoglioso di te’. Ho scoperto che collezionava i ritagli di giornale con il mio nome e un po’ mi sono commosso”

Fonte Vanity Fair

Nel 2002 durante le riprese di El Alamein di Enzo Monteleone l’attore apprende sul set della scomparsa del padre:

″È il 2002. Sono nel deserto, nei panni del sergente Rizzo, sul set El Alamein. U assistente di produzione viene incontro e mi guarda in modo strano. ‘Chiama tua sorella’, dice, poi abbassa gli occhi. Rientro in roulotte e le telefono. ‘Papà non c’è più‘, sussurra lei. Riaggancio e ho un momento di totale scollamento dalla realtà,. Mi osservo allo specchio. Nell’immagine riflessa c’è un tipo che mi somiglia, vestito in modo strano. Esco all’aria aperta. Mi chiedono se me la sento di continuare. Mi hanno già permesso di andarlo a trovare in precedenza e so che non potrò ripartire. Decido di girare. Mentre aspetto il mio turno sulla sedia, il dolore mi attraversa a ondate. Mi ferisce e prima di tornare come una fitta, lascia spazio a un’assurda euforia. Mi sento una balla di fieno trasportata dal vento in un film western. Quando torno a casa, al posto di papà, c’era una pietra col suo nome”.

Fonte Vanity Fair

Immagine di copertina – Photo Credits © Marina Carbone

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