Pittore e scultore italiano Piero Manzoni è stato un artista concettuale di fama internazionale durante gli anni Sessanta.

La sua arte, particolare e ricercata, si intreccia ad elementi tipici del Dadaismo (movimento artistico-letterario fondato perlopiù sulla negazione di elementi razionali e sull’esaltazione invece di tutti quegli elementi istintivi ed elementari) e dell’arte povera, nuda e concettuale.

È seguendo le orme del pittore francese M. Duchamp che Piero Manzoni trasforma completamente il suo linguaggio artistico.  Le sue opere infatti si presentano come monocrome bianche su teli di stoffa dove, a fare la differenza è l’assoluta mancanza del colore.

Chi era Piero Manzoni?

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photo dal Web, credit: artspecialday

Nato il 13 luglio del 1933 a Soncino da una famiglia aristocratica e cattolica, Piero Manzoni cresce a Milano dove studierà Legge.  È solo anni più tardi, in seguito all’incontro avvenuto con il grande artista Lucio Fontana che Manzoni smetterà di studiare per dedicare la sua intera vita all’arte.

Il 1956 è l’anno che segna il suo esordio artistico alla IV Fiera Mercato del Castello Sforzesco di Soncino e anno in cui Manzoni pubblica il suo primo manifesto “Per la scoperta di una zona di immagini”.

Nel 1958, Manzoni dà vita alle sue prime opere incentrate sullo studio dell’assenza del colore, tra le più note “Ipotesi” e “Achromes”. Si trattava di semplici tele ricoperte di gesso e imbevute di colla dove l’artista andava a posizionare altri materiali quali tessuti, batuffoli di ovatta, peluche, ecc.

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Achromes – photo dal web

La sua opera più nota è senza dubbio “Merda d’artista”: 90 barattoli di latta numerate e vendute a peso d’oro ai quali Manzoni ha inciso e tradotto in diverse lingue la dicitura “merda d’artista”.

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Merda d’artista- photo dal web-wikipedia

Uno stile il suo obsoleto, diverso e sicuramente provocatorio rispetto alla tradizione ma assolutamente libero da ogni pregiudizio.

Come lui stesso affermava:

“Ho sempre considerato la pittura una questione di impegno morale più che un fatto plastico, ma ora che in nome dell’avanguardia tutti si sono messi a fare quadri bianchi la cosa sta diventando altamente immorale e dovrò essere ancora più rigido per evitare la confusione e gli equivoci”

Piero Manzoni morì per infarto nel suo studio a Milano nel 1963 lasciando al mondo una grande eredità artistica che diventò subito un mito.

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