Continua il Ritorno Del Diablo Tour, con il quale Piero Pelù sta attraversando i club dello stivale e che nella serata di ieri ha fatto tappa alla Casa Del Musica di Napoli.
Con il “Giubileo del Rock”, l’artista toscano è ritornato alla dimensione live con otto concerti che sanciranno quel periodo di grazia necessario per tutti gli appassionati del rock che insieme al loro sacerdote, Piero Pelù, festeggeranno 4 importanti anniversari (40 anni di Desaparecido, 35 anni di El Diablo, 30 anni di Spirito e 25 anni di Né buoni né cattivi) e riconvertirsi al vero Rock’n’ Roll. Sul palco l’artista e la sua band passano in rassegna la storia del rocker fiorentino e dei Litfiba fino ad arrivare all’ultimo disco di Pelù, Deserti, passando per momenti fondamentali per la sua lunga carriera come Né buoni né cattivi, il suo primo lavoro da solista del 2000 in cui ha esplorato suoni e generi e Spirito, l’album del 1995 che arrivò come una scarica elettrica nella vita del rocker, un disco quasi grunge co-prodotto insieme a Rick Parashar dei Pearl Jam che ha segnato un nuovo percorso fatto di suoni più ampi, di contaminazioni e nuovi ritmi (Spirito è stato, ed è ancora oggi, un grido di ribellione rinnovato rispetto a Terremoto, un inno alla libertà e alla vita, un manifesto per chi non accetta muri né confini, per chi crede che la musica possa abbattere qualsiasi limite”).
Piero Pelù le foto del concerto alla Casa Della Musica di Napoli






Nella scaletta del tour spazio anche a “El Diablo”, l’album del 1990 che è diventato un simbolo, un viaggio di puro rock latino e passioni, segnato da rivoluzioni umane e musicali, grandi perdite e rinascite esplosive. “Un album, come racconta Pelù, che è diventato epocale per sua natura e non per calcolo, un culto spontaneo che ancora oggi fa vibrare le corde fisiche e le corde dell’anima(L) che tutti abbiamo dentro, tutta roba che si è affinata col tempo e che con migliaia di concerti è arrivata a livelli potentissimi”.






Sarà l’occasione per festeggiare un altro momento fondamentale nella storia del rock italiano: era il 1985 e i Litfiba pubblicarono Desaparecido, la loro voce, la loro ribellione, il loro manifesto. “Trentatré minuti di puro fuoco, un viaggio breve ma intenso, che ha scosso tutto. E quest’anno siamo pronti a farlo esplodere di nuovo. Riguardando queste vecchie foto, ricorda Pelù, non posso che pensare a quanto eravamo affamati di cambiare tutto”. Sul palco insieme a Piero Pelù i suoi Bandidos (Amudi Safa alla chitarra, Luca Martelli “Mitraglia” alla batteria e Max Gelsi “Sigel” al basso) e un super guest: il mitologico Antonio Aiazzi, detto “il Don”, che sarà alle tastiere nei brani del repertorio Litfiba.
Le immagini sono di © Lorenza Calafati
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