Cosa fa un pilota quando finisce la carriera? Come nella maggior parte degli sport, quando arriva la fine del percorso ognuno si reinventa, cercando spesso di rimanere nell’ambito in cui ha militato. In passato i piloti di F1 fondavano anche scuderie, diventando così costruttori; ad oggi questa scelta è meno in voga e sicuramente economicamente più complicata da fare. Conosciamo quindi alcune delle scuderie fondate da piloti che negli anni hanno perso fama e sono state quasi “dimenticate”.

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Riccardo Patrese, Arrows – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Piloti F1 costruttori – Piccoli successi

Arrows
Fondato nel 1978, il team deve il suo nome alle iniziali dei cinque fondatori, ex Shadow: il finanziere Ambrosio; Rees; il pilota di F1 Oliver; Wass e Southgate. La scuderia rimane nel Circus fino al 2002, anno in cui fallisce a causa di problemi finanziari; nessuna vittoria, solo una pole, ottenuta da Patrese a Long Beach, e 8 podi. Il team non conquista titoli ma vanta grandi piloti come Berger, Alboreto, Damon Hill, Jones e Frentzen.

Prost Grand Prix
Alain Prost, 3 volte campione del mondo e una carriera indimenticabile, combattuta al fianco e contro Ayrton Senna.  Nel ’93 si ritira dalla F1 dopo aver vinto l’ultimo titolo mondiale con la Williams; 3 anni dopo, alla fine del ’96, Prost rileva la Ligier fondando la sua scuderia, la Prost Grand Prix. Il bottino del team sarà di soli 3 podi, due ottenuti da Panis ed uno da Trulli; la scuderia del Professore chiuderà nel 2002 a causa dei troppi problemi economici. 

Brabham
Jack Brabham, fondatore dell’omonima scuderia, è ad oggi l’unico pilota ad aver vinto un titolo mondiale con una vettura avente il proprio nome. Fondata nel ’62 dal campione del mondo Brabham e dall’ingegnere Tauranac; la scuderia ha un buon successo, coronato nel 1966 con il titolo piloti. L’apice del successo arriva negli anni ’80 con Ecclestone alla guida del team e Piquet che porta a casa due titoli mondiali; altri grandi nomi sono stati Lauda, Rindt, Graham e Damon Hill. Dopo l’incidente e la scomparsa di De Angelis, il team cadrà in una crisi che porterà alla chiusura totale della scuderia.

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Prost Grand Prix – Photo Credit: Prost Official Twitter Account

Penske
Roger Penske, pilota statunitense per solo due GP negli anni ’60, torna nel mondo della F1, una decina di anni dopo, come costruttore. Nel 1974 fonda l’omonimo team del quale resta proprietario fino al 1977; nell’arco di questo tempo la scuderia ottiene 3 podi e una sola vittoria, con John Watson, in Austria nel ’76. Conclusa l’avventura in F1, Penske continua l’attività di costruttore in America; nel mondo dell’automobilismo statunitense è una delle realtà più famose e vincenti.

Piloti F1 costruttori – Sogni e disastri

Copersucar
Tra le prime scuderie dimenticate c’è sicuramente la Copersucar, team fondato da uno dei piloti migliori negli anni ’70. Emerson Fittipaldi, due titoli mondiali con la McLaren, nel 1976 fonda la scuderia insieme al fratello; l’avventura fu un disastro, con la magra consolazione di un solo podio in Brasile. Nel 1980, Emerson si dedica solo a fare il manager lasciando il ruolo di pilota; perde però lo sponsor principale e di lì a un anno la rinominata Fittipaldi scompare del tutto.

Merzario
Un altro pilota che tentò lo stesso percorso di Fittipaldi fu Arturo Merzario che fonda l’omonima scuderia nel ’78; proprio come il brasiliano anche l’avventura dell’italiano fu disastrosa. Per due stagioni la vettura Merzario non riuscì quasi mai a qualificarsi per i GP; quelle poche volte che lo fece, la bandiera a scacchi diventava un miraggio. I troppi insuccessi portarono all’inevitabile fallimento della scuderia.

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Aguri Suzuki – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Suzuki
Tra le brevi avventure da costruttori va certamente ricordata quella di Aguri Suzuki, pilota di F1 tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Aguri fonda nel 2006 l’omonima scuderia con l’obiettivo di rendere il team tutto giapponese, così come Fittipaldi lo rese brasiliano; la scuderia Super Aguri rimane in vita fino alla stagione 2008, nessuna soddisfazione e tanti problemi economici che portano quindi alla chiusura della stessa. 

Hill 
Graham Hill, campione del mondo nel ’62 e nel ’68, lascia la F1 nel 1975 per fondare un propio team; nasce così la Embassy Hill, progetto ambizioso che però non riuscì ad imporsi. La scuderia infatti nasce e muore nell’arco di una sola stagione, il 1975 appunto; il rilancio del team, previsto per l’anno successivo, fu però fermato dalla prematura scomparsa di Graham. Insieme a lui se ne andò anche la sua scuderia.

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