Formula 1

F1, piloti new age sempre più social

Piloti di F1 e social network, due mondi in apparenza separati, diversa ma che in realtà sono ormai coppia di fatto. Ovviamente non tutti usano i social allo steso modo, ma soprattutto in questo periodo di lockdown sono diventati il primo mezzo di comunicazione. Oltretutto la ventata di freschezza data dall’arrivo di piloti giovani ha sicuramente aiutato la F1 ad avvicinarsi al mondo virtuale dei social. 

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Daniel Ricciardo – Photo Credit: Ricciardo Official Twitter Account

Piloti F1 social – Protagonisti virtuali

Piloti e social, i due lati della stessa medaglia. Da una parte appunto i piloti, abituati a risolvere le cose con i fatti, in scontri ruota a ruota, sull’asfalto della pista, dal vivo; dall’altra il mondo dei social, senza contatto diretto, un confronto diverso con scontri e incontri attraverso un post, una foto, un video, uno schermo. Due mondi separati, uniti da un’esigenza mondiale che si è sviluppata negli ultimi anni. 

Il sovrano sicuramente indiscusso, non solo in pista con i suoi sei titoli mondiali ma anche sui social, è Lewis Hamilton; il pilota inglese vanta infatti milioni di followers sulle piattaforme social principali quali Instagram, Twitter e Facebook. I contenuti da lui pubblicati sono tanti e vari, dalla vita privata a quella mondana includendo anche battaglie sociali alle quali Lewis partecipa attivamente; dall’ambiente al razzismo, Hamilton non manca mai di informare o di esprimere l’opinione personale.

Ricciardo, Raikkonen, Bottas e Verstappen tra i piloti che usano i social in maniera più moderata, non pubblicando ogni sfaccettatura riguardante la propria vita; ma anche Alonso, Massa, Barrichello, Button, ex piloti del Circus che tramite i social continuano a coinvolgere i “followers” nelle loro vite. 

Piloti F1 social – Semplicità prima di tutto

Se Hamilton è più vicino a quelli che oggi vengono chiamati “influencers”, a Norris va dato il merito di aver portato l’uso moderno dei social in F1. Il pilota McLaren ha infatti mostrato come un giovane usa il social al giorno d’oggi; vita privata, allenamenti e lavoro, ma anche e soprattutto scherzi, amici e gag divertenti. Complice inaspettato un Carlos Sainz spensierato, diverso e e divertente, forse trascinato dal giovane Lando. Norris e Sainz hanno sciuramente dato spettacolo in questo senso; il significato dietro a questo comportamenti è uno ed è molto semplice.

Piloti di Formula 1 certo, ma anche persone, giovani, uomini che amano fare esattamente quello che fanno tutti; il social network sembra quasi una via di fuga, quel momento di leggerezza in mezzo alla tanta pressione che aleggia tra un paddock e l’altro. Certo Lando non è stato certo il primo ad usare il social in maniera leggera; qualche anno fa Ricciardo amava prendere il telefono di Hamilton e riempire le “stories” col suo sorrisone, mentre il probabile ignaro Lewis era impegnato in altro. 

Instagram e Twitter i più usati a cui si è aggiunto Twitch, una piattaforma social usata per lo più per condividere le tante sessioni di gioco virtuale fatte in questo periodo. Una telecamera su chi gioca, la condivisone dello schermo e una chat per interagire con chi ti guarda; pochi semplici elementi ma un risultato efficace, scoprendo che in fondo chi corre in Formula 1 ha le stesse passioni, lo stesso modo di pensare e di scherzare di chi la F1 magari non sa nemmeno cos’è. 

Piloti F1 social – Virtuale è reale?

Un solo pilota non compare ufficialmente nelle piattaforme social: Sebastian Vettel. Si può dire che non sono mai andati d’accordo, un’incompatibilità data dalla personalità che ha il pilota tedesco. In tanti negli anni hanno provato a convincerlo ad usare i social, ma senza successo; una richiesta semplice, soprattutto perché il mondo dei giovani ad oggi vive tanto sui social, giusto o sbagliato che sia. Sebastian invece ha sempre espresso il suo parere “old school”, contrario a questa ulteriore esposizione. Proteggere la sua vita privata è sempre stata una priorità; il mondo social, sul quale condividi tanti contenuti, soprattutto privati, non prevede questa protezione.

Una medaglia con due facce, anche in questo caso. Da un lato la possibilità di comunicare ciò che vuoi, quando vuoi, con una semplicità che fa evadere da una realtà che a volte può risultare molto pesante. Dall’altro esiste però il rischio di confondere ciò che è virtuale da ciò che è reale; l’uso smodato dei social network può purtroppo portare a confondere le due cose, soprattutto dopo un periodo di lockdown in cui le persone hanno vissuto solo ed esclusivamente dietro ad uno schermo, perché era l’unico modo di comunicare.

I social network ci sono, fanno parte del moderno e sono un metodo di informazione; sono anche però teatro di bullismo e trattamenti simili. Confondere i due mondi può essere semplice, uscire da situazioni non reali potrebbe però non esserlo. Giusto usarli, con parsimonia. Giusto mostrare e mostrarsi. Sbagliato sarebbe dar loro quell’importanza che forse non si meritano così tanto. Per quanto possa essere divertente, un simulatore non darà mai l’adrenalina che dà l’asfalto in pista. E questo i piloti lo sanno, lo mostrano, sta solo a chi li segue notare gli occhi e gli sguardi nostalgici di un mondo che invece è reale.

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