Pinocchio di Matteo Garrone: Benigni è Geppetto

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Di Redazione Metropolitan

Federico Ielapi nel nuovo film di Matteo Garrone
Federico Ielapi nel nuovo film di Matteo Garrone. Photo Credit: dal web

Il nuovo film di Matteo Garrone uscirà nelle sale il 25 dicembre 2019. Nel cast spuntano i nomi di Roberto Benigni, Gigi Proietti, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini. (Nell’articolo il teaser ufficiale).

Pinocchio rimane, nella cultura tradizionale del nostro paese, il romanzo di formazione per eccellenza. Nessun’opera letteraria italiana ha conosciuto un successo internazionale paragonabile a quello della favola per ragazzi di Carlo Collodi. Il fascino del burattino dal naso lungo non conosce confini geografici, né di genere: ne sono prova le tantissime rivisitazioni cinematografiche e animate che si tramandano di generazione, in generazione con nuovi punti di vista della fiaba, nuove chiavi di lettura.

Pinocchio di Roberto Benigni

Era il 2002 e nelle sale cinematografiche di tutta Italia usciva l’intramontabile favola di Pinocchio di Collodi, raccontata e interpretata da Roberto Benigni.

Roberto Benigni in Pinocchio
Roberto Benigni in Pinocchio. Photo Credit: dal web

Nell’immaginario collettivo italiano, in effetti, Pinocchio ha il viso e la fisicità esuberante e un po’ fanciullesca dell’attore fiorentino. La tutina bianca e rossa, simbolicamente carnevalesca, è cucita addosso all’attore, quasi come una seconda pelle. Nonostante altra interpretazione nostrana più degna di nota- acclamata anche dalla critica- sia quella di Luigi Comencini per la RAI, chi ha vissuto gli anni dell’uscita del film del 2002 e ne ha subito il clamore mediatico, difficilmente riesce a strappare dalla mente il ricordo e l’interpretazione di Roberto Benigni.

L’ horror per ragazzi di Garrone

La pellicola del 2002 ormai è figlia del proprio tempo e il Pinocchio di Collodi necessita di altre interpretazioni e rivisitazioni. Necessità che Matteo Garrone sente di dover colmare re-interpretando nuovamente il romanzo del 1888. Pinocchio è il decimo film del regista e dopo il plauso del festival di Cannes per Dogman (2018), Garrone ritorna nel mondo delle fiabe, terreno che aveva già sperimentato con Il Racconto dei racconti (2015).

Il Pinocchio di Benigni sembra ormai una pellicola in tramonto, e l’attore fiorentino non può che cedere la sua eredità al regista romano, proprio come una padre a un figlio. Forse è per questo motivo che Garrone ha voluto fortemente l’attore, un tempo volto di Pinocchio, nei panni, ora, di Geppetto.

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Girare finalmente Pinocchio e dirigere Roberto Benigni sono due sogni che si avverano in un solo film. Con il burattino di Collodi ci “inseguiamo” da quando – bambino – disegnavo i miei primi “storyboard”. Poi, negli anni, ho sempre sentito in quella storia qualcosa di familiare. Anche con Benigni è stato un “inseguimento” iniziato molto tempo fa: l’ho conosciuto da bambino, grazie a mio padre. Avere finalmente l’opportunità di lavorare insieme è per me un’occasione straordinaria: nessuno come Roberto – che ha divertito e commosso milioni di spettatori in tutto il mondo – riesce a emozionare il pubblico di ogni età. Lo ringrazio per la fiducia che mi ha dimostrato accettando di condividere con me questa nuova, spericolata avventura.

– Matteo Garrone

Ad incrementare la curiosità per questo nuovo film di Garrone il nome di Mark Coulier make-up artist dei personaggi di Harry Potter.

“Sapevamo di non voler ricorrere a tecniche digitali nella creazione dei personaggi di Pinocchio, e per questo motivo ci siamo affidati a Mark, che grazie allo special make-up è riuscito a restituire la magia e insieme il realismo delle creature immaginate da Collodi, sorprendendoci e trasportandoci in un’atmosfera fiabesca. Speriamo che quello stesso stupore arrivi al pubblico, e soprattutto agli spettatori più piccoli”

Le immagini del trailer ci catapultano già in un ambiente per nulla fiabesco e allegro, anzi: le primissime immagini della pellicola sono scure e i personaggi che scorgiamo nei pochi minuti del trailer sembrano avere un’aria tutt’altro che amichevole. Il produttore conferma l’ obiettivo del regista di creare un prodotto horror per famiglie, cosa che ci fa ben sperare.

Non ci resta che attendere Natale.

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