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Pinocchio, l’intervista a Garrone e Benigni a Che Tempo Che Fa

Questa sera il regista Matteo Garrone e Roberto Benigni hanno presentato un originale e artigianale “Pinocchio”, nelle sale da giovedì 19 dicembre

Pinocchio, un frame del film - Photo Credit: leggo.it
Pinocchio – Photo Credit: leggo.it

Basato sull’omonimo romanzo di Carlo Collodi, del 1881, il “Pinocchio” di Matteo Garrone (pluripremiato autore di pellicole come “Dogman”, “Gomorra” e “Il Racconto dei racconti”) si figura già essere una delle trasposizioni più originali e d’impatto della mitica favola toscana. Con un cast d’onore, che conta alcune delle figure più espressive e famose del panorama attoriale italiano, il film sarà colorato e animato da Roberto Benigni (già il piccolo burattino nel suo film del 2002) nei panni dell’amorevole falegname Geppetto, Federico Ielapi, di soli otto anni ma già promettente, come Pinocchio; Gigi Proietti come Mangiafuoco; Rocco Papaleo come il Gatto e Massimo Ceccherini come la Volpe. Mentre la Fata Turchina sarà interpretata dalla giovane Alida Baldari Calabria.

Uno di quei film che rimarranno per sempre al cinema. Già un classico, un capolavoro per le famiglie e tutti quanti gli altri“, così Fabio Fazio decide di annunciare l’arrivo dei due rappresentanti di questa grande produzione italiana.

Matteo Garrone esordisce invece ricordando che:

Pinocchio è sempre stato con me, sin dall’età di sei anni, quando disegnavo i personaggi della storia, inquadrandoli in disegni simili al fumetto. Seppur il romanzo sia difficile già di per se da trasporre sullo schermo, vista la struttura labirintica della trama, il fatto che le sue immagini e i suoi personaggi si siano radicati così nel profondo nell’immaginario collettivo e le numerose volte in cui è già stato rappresentato. Non per altro, ci sono serviti quattro anni per la sua realizzazione“.

Questo progetto è quindi da considerarsi sicuramente un atto coraggioso, che sin dal trailer mette in mostra nei suoi aspetti più artistici e “manuali”.

Benigni è Geppetto nel Pinocchio di Garrone - Photo Credit: mymovies.it
Benigni è Geppetto nel Pinocchio di Garrone – Photo Credit: mymovies.it

In questo film c’è il dolore, c’è un’umanità estrema. E Garrone, un pittore che fa cinema

Roberto Benigni da parte sua afferma:

Per me interpretare Geppetto è stato quasi viscerale, naturale, m’è venuto fuori così facilmente questo personaggio, che è il padre per eccellenza, quasi da paragonare a un altro padre storico, mitico, estremamente simbolico, quale è il Giuseppe della tradizione evangelica”. E continua così, l’unico attore italiano ad aver vinto un premio Oscar: “La storia di Pinocchio è tanto internazionale quanto nostrana. Più italiana non si può, ogni volta che lo si rivede se ne scoprono nuovi significati. Pinocchio è immagine della libertà, della felicità, Fellini lo riteneva un libro sciamanico“.

Fellini che regalò uno suo schizzo del Pinocchio interpretato da Benigni all’attore toscano, che secondo quest’ultimo aveva due cose preferite al mondo: Leopardi e Pinocchio.

Leggendo da grande il libro, mi sono accorto di molte parti dimenticate, e così ho deciso di ripartire dalle origini, ci si è rifatti ai disegni originali di Enrico Mazzanti

Per ritornare all’aspetto tecnico della produzione Garrone ricorda come: “

L’ispirazione sia venuta dalla pittura toscana, dal gruppo degli artisti ottocenteschi toscani dei Macchiaioli, (rappresentanti di un movimento realista, che le loro opere raffigurarono l’ambiente rurale, contadino e povero della regione nel XIX secolo)”.

E’ stato compiuto un lavoro straordinario nella costruzione delle scenografie e nella realizzazione dei costumi, rispettivamente guidate e dirette dai premiati Dimitri Capuani, scenografo, e il costumista Massimo Cantini Parrini. Non solo, ma per la realizzazione del trucco la pellicola si è affidata allo straordinario lavoro di Mark Coulier, vincitore di due premi Oscar per “The Iron Lady” e “Grand Budapest Hotel”.

E’ stato difficile trovare un piccolo attore tanto resistente da mettere a disposizione la propria pelle (e pazienza) per quattro ore al giorno, e lasciare che il proprio volto si facesse ligneo“, ha affermato Garrone, che ha continuato dicendo:

Leggendo da grande il libro, mi sono accorto di molte parti dimenticate, e così ho deciso di ripartire dalle origini, ci si è rifatti ai disegni originali di Enrico Mazzanti (illustratore e ingegnere ottocentesco che collaborò con Collodi per alcuni suoi scritti) e altri riferimenti pittorici, sui quali abbiamo basato i modelli dei costumi e delle scenografia. Vedrete come è molto presente l’elemento artigianale, meccanico, realistico e al contempo fantasioso“.

Pinocchio, Alcune scene del film - Photo Credit: premiere.fr
Pinocchio, Alcune scene del film – Photo Credit: premiere.fr

E Fazio aggiunge nella promozione del film:

Mi sono commosso. Pinocchio nasce dall’amore di un solo uomo, ma allo stesso tempo è da considerarsi figlio del mondo. Non solo, ma c’è anche l’elemento della povertà, una povertà quasi dignitosa quella di Geppetto. Tu, Roberto, ringraziasti la povertà quella sera, durante la premiazione degli Oscar, quando ricevesti il premio per “La Vita è Bella“”.

Mi sono commosso. Pinocchio nasce dall’amore di un solo uomo, ma allo stesso tempo è da considerarsi figlio del mondo

Io sono nato in quella povertà, araldica, aristocratica, quella che è di Geppetto, che tutto dà, pur essendoci poco. Mia madre, una principessa contadina, così pulita quando andava a cogliere nei campi, mi chiamava Pinocchietto, e mio padre fu un modello per il mio Geppetto, lui che era proprio un falegname. Dormivamo insieme, con un camino quasi disegnato, per quanto piccolo. In questo film c’è il dolore, c’è un’umanità estrema. E Garrone è un pittore che fa cinema, egli racconta la pedagogia, tramite questa che è la “favola delle bugie”, del “gatto e la volpe” e “dei miracoli della fata turchina”. Un libro sacro ed evangelico e misterioso allo stesso tempo“.

Il Trailer

In questo modo chiude Roberto Benigni, che ci lascia con il suo sorriso (lo rivedremo fra poco sul palco dell’Ariston), accompagnato da Garrone, ormai dimostratosi in più occasioni essere un regista e narratore eccellente. Vedremo se anche questa sua ultima sfida sarà portata a termine con successo, come molte altre sue opere. Per scoprirlo dovrete andare al cinema il prossimo giovedì, 19 dicembre. Buona visione!

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