È arrivata ieri – prima del 30 Giugno – l’ufficialità dello scambio di Miralem Pjanic con Arthur Melo tra Barcellona e Juventus. Insieme ai comunicati stampa dei due club sono arrivati anche i primi saluti/addii dei giocatori sulle proprie piattaforme social (Instagram, Twitter ecc…). Nonostante gli addii già espressi, sia Pjanic che Arthur continueranno a far parte della rosa delle rispettive (ormai ex) squadre fino alla fine della stagione.

Una sorta di situazione da separati in casa, anche se già da stasera Pjanic potrebbe e dovrebbe essere schierato titolare nel centrocampo di Maurizio Sarri per la partita contro il Genoa. Per quanto riguarda Arthur le cose sembrerebbero essere un pelo differenti: il giocatore aveva espresso alla società blaugrana alla sua volontà di non giocare fino a fine stagione; richiesta non accolta da Setien e compagni e perciò anche il brasiliano avrà minutaggio nel corso di questo periodo caldo di partite.

Pjanic
Pjanic

Focalizziamoci ora su Pjanic e sul perché di questa cessione. Innanzitutto non possiamo nascondere il fatto che questa operazione sia stata intavolata soprattutto per rimettere a posto un po’ di numeri a bilancio, sia per la Juventus che per il Barcellona. I bianconeri infatti – a queste cifre – hanno fatto una plusvalenza di 41 milioni puliti e averla potuta scrivere a bilancio entro il 30 giugno è stato oro colato per Paratici e staff.

Pjanic: le ragioni tecniche dell’addio

Arriviamo ora alle ragioni tecniche. C’è chi dice che il vero Pjanic visto alla Roma non si è mai visto alla Juve, c’è chi dice che i bianconeri faranno fatica senza il bosniaco e c’è chi dice che l’operazione è un colpaccio della Juventus perché Miralem era da almeno un anno buono in autogestione. Tutte cose vere, forse. Il Pjanic della Roma era un giocatore che – per forza di cose, giocando da trequartista – era portato più vicino alla porta avversaria e aveva spazio e tempi per fare divertire i tifosi giallorossi. Con l’arrivo alla Juventus ha dovuto fin da subito ricoprire i panni del regista post-Pirlo, ruolo affidatogli da Massimiliano Allegri. Negli anni Pjanic ha avuto molti alti e bassi con i bianconeri, momenti di onnipotenza calcistica in mezzo al campo mischiati a partite totalmente anonime nelle quali non rischiava più del passaggio di 5/10 metri, il classico “compitino”.

Sia per Pjanic che per Arthur sarà una nuova avventura molto stimolante: Miralem va a giocare in un campionato che potrà esaltare di più le sue caratteristiche, in una squadra di palleggiatori. Arthur arriva alla Juventus per alzare il livello tecnico in un centrocampo che pecca di questo dall’addio del trio PogbaPirloVidal.

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