Ambiente

Plastica monouso, stop dal 14 gennaio

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Nell’ambito di una politica sempre più green, volta a ridurre l’impatto ambientale dei consumi e della produzione, nonché della relativa generazione di rifiuti, per la salvaguardia della salute umana e del nostro pianeta, rientra anche la nuova direttiva sulla plastica monouso. A partire da domani, infatti, sarà fatto divieto di vendita e di utilizzo di tutti quei prodotti che fino ad oggi hanno fatto parte della nostra quotidianità. Dalle posate ai bicchieri, passando per le cannucce e i cotton fioc, nessuno di questi sarà più in commercio, pena sanzioni amministrative decisamente elevate.

Quali oggetti in plastica monouso saranno vietati da domani?

Da diverso tempo, l’Unione Europea e gli altri Paesi del mondo discutono sui provvedimenti da adottare in vista di un miglioramento delle condizioni di vita sulla Terra. L’inquinamento, il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico, difatti, hanno superato soglie preoccupanti. Ciò ha spinto i Governi a cercare delle soluzioni, nella speranza di abbattere drasticamente la percentuale di rischi che si profilano all’orizzonte. In particolare, decisioni importanti sono state prese in merito alla plastica monouso non riciclabile e non biodegradabile. Non a caso, essa costituisce circa il 50% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane. Per non parlare di quelli dispersi in mare e che minano la sopravvivenza delle varie specie acquatiche. Pertanto, gli Stati Membri dell’UE hanno varato la SUP, ossia Single Use Plastic, norma che entrerà in vigore da domani e porrà lo stop definitivo all’uso di determinati oggetti.

Tra i prodotti che rientrano nel provvedimento ci sono posate, bicchieri, bastoncini cotonati, piatti e cannucce (eccezion fatta per quelle che rispettano i parametri della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE). Ma non è tutto, perché spariranno persino i contenitori i polistirene espanso per il cibo, i porta-bevande con tappi e aste per i palloncini. Al contrario, saranno permessi i prodotti biodegradabili, a patto che contengano una percentuale di materia prima rinnovabile uguale o superiore al 40%. A partire dal 2024, invece, il valore dovrà salire al 60%.

Lo scopo è quello di spingere le varie aziende a convertire la propria produzione e avviarne una più ecosostenibile entro il 2026. In quell’anno, ci sarà una rivisitazione della direttiva in base ai risultati raggiunti. E se questi saranno promettenti, nel 2027 si potrebbero prendere in considerazione misure più drastiche per la plastica biodegradabile!

Scritto da Diego Lanuto.

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