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Aprile 15, 2021, giovedì

Plautilla Bricci: la prima architettrice della storia

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L’uscita di “L’Architettrice” di Melania Mazzucco ci fornisce la scusa perfetta per approfondire la conoscenza di Plautilla Bricci, la prima architettrice della storia. Una delle poche donne del ‘600 che solo grazie alla loro passione riuscirono ad affermarsi in posizioni lavorative fino ad allora declinate al solo maschile.

Plautilla stessa ha coniato il termine Arch(it)ettrice” definendosi tale nel contratto di costruzione della villa de Il Vascello.

Ma andiamo con ordine…

Il Vascello (immagine dal Web)

La vita di Plautilla Bricci

Plautilla Bricci nacque a Roma, il 13 Agosto 1616, da Giovanni Bricci e Chiara Recupita, con loro e i suoi due fratelli (Virginia e Basilio) viveva nei pressi di via del Babuino. Quel poco che si sa sulla vita di Plautilla viene dalle poche opere rimaste e dai carteggi presenti negli Archivi di Stato.

Ad indirizzarla all’arte fu molto probabilmente proprio il padre, Giovanni Bricci, già pittore e scrittore, che ad un certo punto decise di affidare la promettente ragazzina al celebre Giuseppe Cesari, ovvero Il Cavaliere d’Arpino, allora tra i più famosi pittori di Roma. Cesari fu anche il maestro di grandi artisti, quali Guido Reni, Artemisia Gentileschi e Caravaggio e fu grazie a lui che Plautilla entrò ben presto all’interno di una cerchia di artisti molto attivi e ben predisposti nei confronti delle donne, nonostante l’epoca.

Plautilla, pur essendo donna, riuscì ad essere ammessa nella prestigiosa Accademia di San Luca, dove entrò in contatto con Artemisia Gentileschi. Non si escludono contatti dell’architetta con Bernini, ci sono sospetti che abbia imparato l’arte architettonica proprio da lui. Anche se l’ipotesi che sia un’autodidatta resta la più accreditata.

La Bricci visse in famiglia e non si sposò mai, tra le sue amicizie è importante ricordare quella con Suor Maria Eufrasia Benedetti Della Croce, che la introdusse come “artista di casa” presso Elpidio Benedetti, suo fratello. Fu Benedetti a commissionare a Plautilla gran parte delle opere da lei firmate, nel libro di Melania Mazzocco, inoltre, si fa riferimento ad una probabile relazione amorosa tra i due. Testimoniata anche dai lasciti testamentali dell’uomo.

Il rapporto con Benedetti la portò a vivere in usufrutto in una casa a Trastevere, in cui visse gran parte della sua esistenza. Alla morte di Benedetti, ormai molto anziana, si rifugiò nel monastero di Santa Margherita in Trastevere, dove morì nel 1705.

Le opere a noi conosciute

La prima opera di Plautilla è avvolta nella leggenda, ma probabilmente è solo un’abile mossa di suo padre, utile a rendere nota la figlia nel mondo dell’arte. Sto parlando di una pala dell’altare di Santa Maria in Montesanto. L’opera fu dipinta da una Plautilla ancora giovinetta. Dopo aver terminato di dipingere Gesù e il busto della Madonna, si narra non riuscì a dipingere degnamente il volto della Vergine e si addormentò. Al suo risveglio l’opera era terminata e all’epoca si presuppose che l’opera fosse stata compiuta dall’intervento divino. La notizia si diffuse in tutta Roma e portò non poca visibilità alla giovane artista.

Nel 1660 portò a compimento “La Nascita della Vergine“, all’interno del monastero benedettino di Santa Maria in Campo Marzio, commissionato da Anna Maria Mazzarino, sorella del cardinale Giulio Mazzarino.

Ma la sua opera più importante è senza dubbio la villa cosiddetta “Il Vascello“, nei pressi di Porta San Pancrazio, tra il Gianicolo e Trastevere. La costruzione, avviata nel 1663, terminò nel 1667 e fu una delle più innovative di Roma grazie ai richiami al mondo marinaro e alla somiglianza, appunto, ad un vascello.

Testimonianze dell’epoca raccontano di una Plautilla 48enne completamente a suo agio in cantiere, ben inserita nel team e padrona della materia. Per nulla in imbarazzo in un ruolo che, all’epoca, era solo maschile.

Nel 1849, la villa fu gravemente danneggiata durante un attacco francese. Da quel momento sono davvero pochi i resti di quello che si può ammirare del capolavoro di Plautilla.

Spero di avervi incuriosit* con la storia di Plautilla, che dopo gli approfondimenti utili alla stesura di questo articolo, ho dovuto inserire di diritto all’interno della mia personale lista di BRAVE girls e che spero trovi un posto anche nella vostra.

Serena Colucci

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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