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Ottobre 24, 2020, sabato

Pocket Detective, un nome, una garanzia

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Ammetto che quando ho sentito parlare di Pocket Detective ho pensato “ma ce n’era davvero bisogno?” D’altronde, il mercato dei giochi investigativi, di cui questo titolo fa parte, ha un buon numero di concorrenti molto sfidanti. Lo abbiamo quindi provato per capire se era all’altezza, grazie anche alla copia review gentilmente concessaci dall’editore Cranio Creations.

Cosa aspettarsi nella scatola?

Il gioco si presenta come una semplice scatolina di cartone, che aperta contiene un mazzo di 71 carte. E le regole? Non ci sono… O meglio- il gioco ti butta direttamente nell’azione: dopo le prime tre carte che ti spiegano brevemente il gioco, l’ambientazione e il setup, stai già iniziando a investigare.

Il flusso di gioco è veramente semplice: ogni turno scegliete una pista da seguire, che corrisponde ad una carta da trovare nei vari mazzetti disponibili (i quali rappresentano le abitazioni, il distretto di polizia, i rapporti confidenziali, le fabbriche…), la quale potrà darvi ulteriori informazioni sul caso. Quando sarete pronti, girerete la carta del Procuratore Distruttale che vi chiederà di indicare l’assassino.

La maggior parte delle carte ha un “costo” in tempo o in tensione, i quali varranno come punti negativi a fine partita. La tensione rappresenta quegli azzardi (come chiedere l’alibi a un grande capo o prenderne le sue impronte digitali) che scegliete di fare in quanto detective – se questi risultano essere fondati, allora avrete fatto bene il vostro lavoro, altrimenti vi beccherete delle sonore lavate di capo (e quindi grossi punti negativi).

Pocket detective setup iniziale
Il setup iniziale di Pocket Detective. Photocredits: Stefano Nicotra

Pro e contro di Pocket Detective

Questa meccanica delle piste, pur essendo nulla di travolgente, lascia ampio spazio di scelta, e vi farà costantemente chiedere: “qual è la scelta giusta?” Vi sentirete assaliti dalle informazioni, e cercherete di trovarne un senso, che secondo me è un sentimento azzecato per questo tipo di gioco. Inoltre ci sono alcune carte che vi costringono a prendere una decisione nel turno immediatamente successivo, con tutti i rischi e le informazioni incomplete del caso.

Ci sono alcuni elementi però che secondo me hanno un po’ stonato. In primis, una delle carte iniziali ti dice esattamente il minimo tempo richiesto per scovare l’assassino, il che l’ho trovato molto anticlimatico. Anche il punteggio finale massimo richiede un’esecuzione perfetta, e questo è stato leggermente frustrante. Infine, alcune carte dentro al mazzo erano messe al contrario, e dato che di solito nel retro delle carte ci potrebbero essere spoiler sul caso, ho rischiato di rovinarmi il gioco. Per fortuna sono stato attento e ho risolto in fretta.

Avendo già giocato a Sherlock, mi aspettavo una serie di domande a cui rispondere, invece la fine del gioco richiede semplicemente di indicare chi è l’assassino (e l’eventuale complice). Questo non è ncessariamente un male, però ho perso del tempo prezioso a cercare la prova schiacchiante mentre era sufficente quello che avevo già trovato.Comunque, Il caso provato (omicidio all’università) era molto semplice, non appena trovate le carte giuste, la dinamica dell’omicidio grossomodo era abbastanza chiara.

Secondo me, nonostante la grande quantità di giochi investigativi o comunque ad enigmi come le Escape Room, Pocket Detective riesce nel suo intento, e merita anche lui di far parte di questa cerchia di giochi. D’altronde, tutti questi giochi si possono giocare solo una volta, quindi più ci sono, meglio è! I testi sono chiari e privi di errori, e le immagini sono ben fatte. Stavolta possiamo dire che la Cranio ha fatto un buon lavoro con questo gioco. Spero di avere una sfida maggiore con il prossimo caso!

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Stefano Nicotrahttp://www.metropolitanmagazine.it
Programmatore, marito, appassionato di giochi con una forte fede che pensa di essere divertente. Gli dicono di scrivere, lui in realtà parla di sè stesso. Se poi quello che c'è scritto sembra fatto apposta per voi, allora si ritiene soddisfatto.
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