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Pokémon Perla Splendente Recensione: un remake poco coraggioso

Grazie a Nintendo ho avuto la possibilità di provare Pokémon Perla Splendente, remake del titolo per DS del 2006, uscito lo scorso 19 novembre per Nintendo Switch assieme alla versione Diamante Lucente.
Scopriamolo insieme!

Pokémon Perla Splendente: un titolo molto atteso

Partiamo dicendo che Perla Splendente è sicuramente uno dei titoli per Nintendo Switch in uscita quest’anno che più mi incuriosiva. Questo per il semplice fatto che Pokémon Diamante è il capitolo che mi ha avvicinato alla serie di giochi di Game Freak.
Quando me lo sono ritrovata fra le mani non ho quindi potuto fare a meno di tuffarmi immediatamente nell’avventura che la regione di Sinnoh mi aveva già regalato anni fa (portandomi anche a riscegliere il mio amato Chimchar come starter).

Trama: restiamo sul classico

Sulla trama non ci sono molte parole da spendere, essendo questa la stessa del capitolo originale.
Vestiamo i panni di una persona che, incaricata dal Professor Rowan, deve viaggiare per la regione di Sinnoh e completare il Pokédex per aiutarlo nella ricerca che sta portando avanti.
Sulla nostra strada troveremo ad ostacolarci e ad affrontare più volte il Team Galassia, intento in un piano malvagio.
Fino a qui tutto liscio come nei titoli originali, trama classica ma sempre piacevole.

Grafica: una scelta un po’ azzardata…

La grafica realizzata per questi remake è stata sicuramente uno dei punti più criticati di Perla Splendente e Diamante Lucente fin dall’uscita del primo trailer.
ILCA ha infatti optato per un rinnovamento del comparto grafico in stile chibi per ciò che riguarda le ambientazioni e i personaggi durante l’esplorazione.
Questo a mio parere stride un po’ con l’idea di remake, in cui ci si aspettava sicuramente che la grafica sarebbe stata modernizzata e avvicinata a quella dei titoli Pokémon più recenti.
Così la grafica rischia di risultare un po’ approssimativa, anche perché si è scelto di non animare i volti nelle cutscenes. In questo modo si annulla il pathos e i personaggi risultano perennemente inebetiti.
Nonostante ciò non si può non dire che le ambientazioni sono molto ricche e che dettagli come ombre e riflessi sono realizzati veramente in maniera impeccabile.

Per quanto riguarda l’aspetto dei personaggi e dei pokémon durante la battaglia, qui si è scelto di restare vicini ai capitoli più recenti, con uno stile grafico più “adulto” e dettagliato che ho decisamente apprezzato.
Inoltre le animazioni degli attacchi in battaglia (che sono disattivabili dalle opzioni) sono abbastanza varie e ben realizzate, rendendo anche il gameplay molto più dinamico.

Perla Splendente Photo credit: web
Grafica in stile chibi – Photo credit: web

Gameplay: poche novità sul fronte occidentale

Qui arriviamo purtroppo al punto dolente di questa recensione, che ovviamente non va a toccare il gameplay della serie Pokémon in sé, che è un grande classico che non mi stancherà mai, bensì le novità introdotte nei remake. O meglio il fatto che queste siano decisamente poche rispetto a ciò che mi aspetto da un remake.

Tra le novità introdotte sicuramente una delle più importanti è la Condivisione dell’esperienza, ovvero tutti i pokémon della squadra salgono di livello anche senza combattere, opzione obbligatoria e non disattivabile.
Questa novità sembra inizialmente la cosa più comoda del mondo, ma in realtà ho trovato il fatto che la squadra salisse di livello così velocemente un’arma a doppio taglio. Da un lato è molto più veloce la crescita dei pokémon, dall’altro ci ritroveremo presto con una squadra un po’ troppo forte per le zone che andremo ad attraversare, rendendo così un po’ noiosi gli scontri con gli allenatori e un po’ difficoltosa la cattura dei pokémon selvatici (che spesso mi sono ritrovata a sconfiggere in un sol colpo).

Altre novità che invece ho apprezzato e trovato utili sono sicuramente l’utilizzo delle MN direttamente dal Pokékron e l’aumento delle possibilità di personalizzazione del personaggio.
Per quanto riguarda la prima, possiamo usare le MN con l’aiuto di pokémon selvatici, senza bisogno di farle imparare ad un pokémon presente in squadra.
Le opzioni di personalizzazione invece mi hanno fatto fare un sorriso. Oltre alla possibilità di scegliere fra diverse tipologia di incarnato, più avanti nel gioco è possibile anche acquistare degli abiti per il nostro personaggio, rendendo il tutto decisamente più simpatico.

Altre aggiunte sono poi le Super Gare-show (dei piccoli rhythm game già presenti in Pokémon Platino) che si svolgono nell’Arena delle virtù di Cuoripoli e il minigioco di creazione dei Poffin. Possiamo inoltre portare a passeggio con noi i nostri pokémon più affezionati. Aggiunte carine, ma anche qui nulla di completamente nuovo.
Novità invece di questo titolo è la sostituzione dei Sotterranei con i Grandi Sotterranei, un’area raggiungibile tramite un Esplorokit che ci verrà consegnato durante l’avventura e dove potremo trovare oggetti, pokémon rari e costruire la nostra base segreta.
Insomma, a mio parere si poteva aggiungere e osare di più.

Perla Splendente Photo credit: web
Protagonista con Pachirisu a passeggio – Photo credit: web

Fattore nostalgia, sempre apprezzato

Sicuramente il fatto che Pokémon Diamante durante la mia infanzia non può essermi indifferente nella stesura di questa recensione.
In generale il sentimento di nostalgia e il ritorno all’infanzia che mi ha fatto provare il giocare questo remake è per me un punto a favore di Pokémon Perla Splendente (vi ho anche già parlato della serie di Pokémon in un articolo della rubrica RetroNerd)
Inoltre, nonostante i remake abbiamo poche novità e modifiche, questi possono essere la dimostrazione che, a distanza di tutti questi anni, il gameplay e la trama dei capitoli originali siano ancora perfettamente in grado di divertire ed intrattenere i videogiocatori.

Pokémon Perla Splendente: in conclusione…

Pokémon Perla Splendente è sicuramente un buon titolo, la struttura originale del gioco ancora oggi riesce ad essere piacevole da giocare.
Sull’essere un buon remake invece ho un pochino di dubbi. Secondo me si poteva fare di più, non solo sotto il punto di vista dello stile grafico, a mio parere un po’ troppo semplice, ma soprattutto sotto il punto di vista delle novità inserite.
Sono sicuramente tutte aggiunte simpatiche e carine, ma nulla che effettivamente ti faccia dire di essere davanti a qualcosa di effettivamente nuovo.
Nonostante ciò il prodotto finale è comunque pienamente godibile e gradevole da giocare.

Trailer di Diamante Lucente e Perla Splendente

Pokémon Perla Splendente | Nintendo SwitchPRO

  • PRO
  • Il fattore nostalgia rende sempre piacevole questi titoli
  • La personalizzazione del personaggio è un’aggiunta carina
  • Comode le MN utilizzabili dai pokémon selvatici
  • CONTRO
  • Grafica curata nei dettagli, ma semplice e approssimativa
  • Animazioni visive troppo semplici
  • Meccanica di condivisione dell’esperienza che abbassa la difficoltà di gioco
  • Poche novità per essere un remake

VOTO: 7,5

Federica Giorgi

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Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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