Il primo ministro polacco, Donald Tusk, si è recato lunedì a Seul per incontrare il presidente sudcoreano Lee Jae-myung. L’obiettivo che si sono posti entrambi è di rafforzare la cooperazione, specie nel fronte difesa. Sia Polonia che Corea del Sud, infatti, hanno intenzione di diventare partner strategici a livello globale.
Accordo di partenariato strategico che rafforza i legami tra Polonia e Corea del Sud
L’arrivo di Donald Tusk rappresenta la prima visita di un primo ministro polacco in Corea del Sud in 27 anni. I due leader hanno ampiamente discusso su numerose questioni concernenti soprattutto l’espansione della cooperazione nel settore della difesa. Lee Jae-myung ha affermato che la collaborazione andrà ben oltre la vendita di armi, espandendosi anche alla produzione congiunta, ai trasferimenti tecnologici e alla formazione. Il presidente sudcoreano ha affermato: «I carri armati K2, gli obici semoventi K9, gli aerei da attacco leggero FA-50 e i lanciarazzi multipli Chunmoo – che portano la tecnologia e l’orgoglio della Corea del Sud – stanno ora salvaguardando il territorio polacco e la sua popolazione nelle sue vaste terre». Congiuntamente, Tusk ha indicato la Corea del Sud come principale «alleato della Polonia dopo gli Stati Uniti», facendo particolare riferimento al settore della difesa.
Oltre i settori sopraindicati, i due leader hanno intenzione di ampliare la cooperazione anche sotto il fronte energetico. A questo si andrebbero a sommare anche le infrastrutture, la scienza, le industrie ad alata tecnologia e lo spazio. Come riporta Euronews, Varsavia rappresenta uno dei principali acquirenti di armi della Corea del Sud che, in aggiunta, sta modernizzando le proprie forze armate a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. In generale, la guerra in Ucraina si è dimostrata rilevante in una dimensione più ampia. Congiuntamente, sia Corea del Sud che Giappone hanno visto con allarmismo la presenza di truppe nordcreane sul fronte ucraino. I due Paesi asiatici, infatti, ritengono preoccupante l’esperienza bellica che hanno accumulato sul campo, specie con l’approccio alle tattiche belliche occidentali.
Stefania Cirillo





