Yorgos Lanthimos si dà in modo più esclusivo alla fotografia e parla di come percepisce oggi il cinema. Il regista visionario del secolo potrebbe dire addio al cinema, ma non è del tutto detto. Per fare i film serve la gioia, e Lanthimos dice che al momento quella gioia gli è lontano. Meglio aspettare di ritrovarla senza sforzare cose che non funzionano. Vediamo insieme cosa ha raccontato.
Il cinema folle e geniale di Lanthimos
Dopo tre film in appena tre anni, Yorgos Lanthimos sembra pronto a rallentare. Il regista greco racconta di aver ritrovato nella fotografia una libertà che il cinema, tra produzioni e finanziamenti, rischia talvolta di soffocare.

Negli ultimi anni il nome di Yorgos Lanthimos è comparso con una frequenza quasi insolita per un autore del suo calibro. Prima Povere creature, poi Kinds of Kindness, infine Bugonia. Un’accelerazione creativa che ha lasciato il segno, ma che potrebbe avere presentato il conto. Oggi il regista greco parla apertamente della necessità di fermarsi e, per la prima volta dopo molto tempo, lascia persino aperta una domanda che fino a poco fa sembrava impensabile: continuerà davvero a fare cinema?
A sentire Yorgos Lanthimos il suo ritorno al cinema non è così scontato. Intervistato dal Financial Times in occasione della sua nuova mostra fotografica, il regista ha raccontato di aver trovato nella fotografia qualcosa che il cinema raramente concede: serenità. Nessuna troupe da coordinare, nessun budget da inseguire, nessuna corsa contro il calendario. Solo una persona, una macchina fotografica e il tempo necessario per osservare.
Le parole del regista
I segnali di questo “esaurimento” d’altronde erano già emersi. Nel 2018, dopo il successo di La Favorita, Lanthimos è praticamente sparito per cinque anni. Quando adesso, nell’intervista con il Financial Times, si è arrivati alla domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo – in futuro farai altri film? – la risposta è stata spiazzante: «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo. Ho bisogno di ritrovare la gioia di fare cinema. Voglio che arrivi in modo naturale, senza forzature».





