Uno degli eventi religiosi più attesi della Pasqua cristiana quest’anno si carica di una sfumatura diversa: accessi limitati, tensioni e misure di sicurezza straordinarie. Le autorità israeliane, infatti, a causa dei recenti attacchi associati all’Iran (che hanno interessato anche le aree prossime alla Città Vecchia di Gerusalemme), hanno dovuto mettere in guarda i credenti e porre delle limitazioni considerate necessarie. Pertanto, la Cerimonia della Santa Luce, il rito ortodosso che si svolge ogni sabato Santo nella Basilica del Santo Sepolcro, rimane profondamente incerta.

Gerusalemme, misure preventive per la sicurezza dei fedeli

Le autorità israeliane, a causa dell’escalation di tensioni nella regione, hanno imposto delle notevoli misure di sicurezza per lo svolgimento della Cerimonia religiosa. In primo luogo l’accesso alla Chiesa sarà consentito a un massimo di 50 persone, a patto che vi sia un rifugio idoneo in caso di possibile emergenza. Inoltre, affinché si possa entrare sarà necessario un permesso speciale richiesto preventivamente e approvato. Infine, l’intera area interessata resterà sotto stretta sorveglianza durante il periodo di riferimento. Oltre il numero massimo e i permessi da richiedere, per le altre misure sopra indicate è necessaria un’attenta verifica. Il 1° aprile verrà comunicato se la cerimonia verrà svolta oppure no. Nello specifico, le autorità verificheranno il completamento dei lavori all’interno della Chiesa e la disponibilità di spazi e condizioni di sicura ritenuti adeguati.

Tuttavia, non è solo il luogo religioso ad essere avvolto da un velo di tensione e allerta, ma l’intera città. Il traffico è ridotto, i negozi sono chiusi e qualsivoglia accesso è severamente controllato. Questo appare come il riflesso di una preoccupazione estranea al periodo pasquale. Difatti, anche la polizia israeliana resta in allerta qualora si verificassero situazioni che richiedono la modifica o la cancellazione degli eventi religiosi. All’attuale preoccupazione si sommano i frammenti di razzi iraniani e i detriti provenienti dalla loro intercettazione collocati vicino i luoghi santi. Tra questi figura il Monte del Tempio, il Tempio della Resurrezione e il quartiere ebraico. Un’ulteriore ragione che alimenta i timori per la sicurezza in quelle aree.

Stefania Cirillo