Economia

Prezzo della benzina alle stelle: ecco perché è salito

Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico si registra oggi un prezzo medio della benzina pari a 1.953,14 euro ogni mille litri. Questo dato aggiornato a lunedì 7 marzo, differisce dell’84,28% dall’ultimo aggiornamento del 28 febbraio. Si parla inoltre di prezzo record, considerando l’ultima impennata risalente al 10 settembre 2012, corrispondente a 1,890 euro. Quali sono però le principali motivazioni che hanno scatenato un picco del genere?

La combinazione di accisa e Iva sul prezzo della benzina

Ad oggi possiamo contare principalmente tre elementi rilevanti rispetto al cosiddetto incremento del prezzo della benzina. Se da una parte infatti la crisi ucraina è parzialmente responsabile con l’incremento del prezzo del petrolio e il cambio tra euro e dollaro, il terzo fattore è legato alla combinazione di accisa e Iva. Quest’ultima variante, su cui il governo è stato chiamato ad intervenire per risollevare la situazione, peserebbe del 55,3% sul prezzo finale.

Secondo l’Adn, l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, l’ultimo aggiornamento che risale a gennaio, registra un dato pari a 728,40 euro per mille litri per quanto riguarda l’accisa sulla benzina. L’unico modo dunque per migliorare la situazione corrente sarebbe modificare l’imposta definita dal 1995. Questo da un lato ridurrebbe i costi della benzina e dall’altro influenzerebbe negativamente le finanze statali.

Prezzo della benzina: le conseguenze per le famiglie italiane

È lecito infine, domandarsi quanto e come tutto questo peserà sull’Italia e in particolar modo sui costi annuali che le famiglie italiane dovranno fronteggiare.

Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi, la situazione sarebbe da imputare al governo ”E mentre in Italia imprese e attività produttive si fermano non potendo più sostenere i costi impossibili dei carburanti, il Governo resta a guardare e le casse dello Stato si arricchiscono grazie all’escalation dei prezzi alla pompa e alle tasse su benzina e gasolio. Un comportamento immorale, considerato l’ampio margine dell’esecutivo per intervenire su Iva e accise e calmierare i listini”.

Lara Luciano

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