Natale è ormai passato, ma siamo pronti a scommettere che, oltre ai canonici auguri e a «Buon appetito!», la parola da voi più usata in questo periodo sia «Salute!». I brindisi sono all’ordine del giorno e, in tutti i bar d’Italia, i calici non fanno che tintinnare, mentre gli avventori si scambiano dei divertiti «Cin cin!». Un tempo, tuttavia, l’espressione più utilizzata in queste occasioni era «Prosit!». Il termine, preferito ancora oggi da enologi, amanti del vino e classicisti, deriva dal latino, e ha un sottotesto benaugurante che lo rende più che adatto a questi giorni di celebrazioni e gioia.

Prosit: etimologia e significato del termine

prosit
Prosit è una formula benaugurante derivante dal latino

A livello grammaticale, la parola è ascrivibile come interiezione, attraverso la quale trasmettere lo stato d’animo o l’emozione di chi se ne serve; si tratta di una formula prettamente orale, impiegata soprattutto nella lingua parlata. Prosit è, nello specifico, la terza persona singolare del congiuntivo presente del verbo latino prodesse, ovvero “giovare, portare beneficio, essere vantaggioso”. Letteralmente, quindi, il suo significato è “che giovi, che sia di buon augurio”; un buon auspicio verso il prossimo.

Il termine veniva usato dai Romani e durante le celebrazioni eucaristiche officiate in lingua latina, come si soleva fare fino a qualche decennio fa. Alla fine della messa i devoti rivolgevano questo augurio al sacerdote. Anche i chierichetti, una volta giunti in sagrestia, si rivolgevano all’officiante con questa parola. Il prete ricambiava con delle formule ben specifiche: «Deo gratias»,«Vobis quoque» o «Deo gratias et vobis”/”Deo gratias vobis quoque».

In quali Paesi si usa questa formula?

In Italia, come ben sappiamo, il termine non è molto diffuso. In Germania, al contrario, è utilizzato su larghissima scala. Le legioni romane che occuparono anticamente questo territorio solevano brindare alle vittorie in battaglia a suon di Prosit. Un’usanza che ha influenzato notevolmente la cultura tedesca, permettendo alla formula di arrivare fino ai giorni nostri. Anche i confinanti Paesi Bassi non mancano di ricorrere a questo augurio, nonostante, secondo il galateo, i brindisi non dovrebbero essere accompagnati da alcuna parola.

Poco male, però, per chi sceglie di dare più importanza alla convivialità, rispetto alle buone maniere. Prosit viene usato anche dopo uno starnuto o quando s’incontra qualcuno che non si vedeva da molto; dopotutto, un po’ di fortuna non si nega a nessuno!

Federica Checchia

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