Cronaca

Pyongyang ormai è una potenza nucleare da disinnescare

Il lancio avvenuto ieri, alle 19.30 italiane, di un missile intercontinentale, mai lanciato prima da Pyongyang, parla chiaro: la Corea del Nord avanza molto velocemente nello sviluppo tecnologico tanto che un attacco nucleare non sarebbe fantascienza.

Dopo un breve periodo di silenzio e “tranquillità”, il regime di Pyongyang torna a ruggire allertando il mondo intero. Kim Jong-un ha infatti ha infatti lanciato ieri un nuovo missile,per dimostrare all’intera comunità internazionale la potenza del suo regime, rimasto isolato.

Nella notte di ieri, infatti, dalle postazioni di lancio di Pyongyang, è partito un nuovo missile (l’ultimo lancio risaliva al 15 Settembre), questa volta però intercontinentale. La testata, come rilevato anche dall’intelligence Usa e giapponese, un Hwasong-15, caduta vicino alle acque territoriali nipponiche, sarebbe in grado di percorrere ben 13.000 chilometri, molto più di quanto fatto vedere sino ad ora da Pyongyang con i precedenti test.

Il missile può essere caricato con qualsiasi cosa, a partire da merci ma anche una testata classica, fino ad un ordigno nucleare. Per questo, avendo avuto il test esito positivo, il regime di Pyongyang ha salutato con soddisfazione l’impresa. La Corea del Nord è ora a tutti gli effetti una potenza nucleare.

La comunità internazionale reagisce continuando sulla linea diplomatica

Nel mirino di Pyongyang potrebbero finire i rivali storici, tra cui Russia e Stati Uniti in quanto si trovano ad una distanza raggiungibile dal missile Hwasong-15. In pericolo, però, e molto più vicini, sono anche il Giappone e la Corea del Sud che, allarmate, hanno chiesto l’intervento della comunità internazionale.
C’è da dire, però, che sia gli Stati Uniti che la Russia sono in possesso di un arsenale adeguato per respingere gli attacchi e pensare anche ad un contrattacco, drammatico per la popolazione di Kim Jong-un.

Sia l’esercito giapponese che quello sudcoreano sono immediatamente stati attivati e nelle prossime ore, come è stato comunicato, svolgeranno attività di esercitazione e difesa. 

«La Corea del Nord sta portando avanti i programmi atomici a un passo più veloce. Non possiamo escludere che entro un anno possa annunciare la definizione della sua forza nucleare» – ha affermato il Ministro sudcoreano per l’Unificazione, Cho Myoung-gyon.
La Corea del Sud, insieme a Giappone e Stati Uniti, ha anche chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu, organo delle Nazioni Unite che ha il compito di decidere sugli atti, e le loro conseguenze, che minano l’obiettivo primo dell’Onu, la pace.

Il Ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha condannato l’ennesimo affronto della Corea del Nord, dichiarando solidarietà ai paesi interessati in prima linea.
Donald Trump, dal canto suo, ha tenuto la calma e al telefono con il premier giapponese Abe ha prefigurato l’ipotesi di isolare ulteriormente Pyongyang, continuando quindi con la linea diplomatica.

Il clima è dunque teso, forse come non mai fino ad ora. Spetta ancora una volta alle grandi potenze mondiali il compito di portare la situazione alla normalità ed evitare che Pyongyang, come invece temono in molti, avanzi ancora nello sviluppo di armi nucleari che sarebbero a disposizione di un dittatore folle e senza scrupoli.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

 

 

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