Attualità

Quando cambiare l’ora a ottobre 2022

Come di consueto, le lancette saranno spostate indietro di un’ora quando saranno le 3 di notte di domenica 30 ottobre: gli strumenti più vecchi dovranno essere cambiati manualmente mentre quelli più tecnologici (pc, smartphone, ecc.) andranno automaticamente a posizionarsi da soli nell’orario corretto. In pratica, alle 3 di notte gli orologi dovranno segnare le 2. È pratica comune, comunque, non svegliarsi necessariamente in piena notte ma ricordarsi di spostare indietro le lancette quando ci si alzerà la mattina o spostarli indietro direttamente quando si va a dormire. L’ora solare rimarrà in vigore per i prossimi 5 mesi fino alla fine del mese di marzo 2023 quando poi torneremo a spostare le lancette in avanti.

Come dice il nome stesso, “legale” riferito all’orario è dovuto alla legge numero 503 del 14 maggio 1965 chiamata “Istituzione dell’ora estiva dal 22 maggio al 24 settembre di ogni anno a decorrere dal 22 maggio 1966″. Come spiega Miolegale.it, però, legge del 24 dicembre 1966 n. 1144 abrogò la 503/1965 stabilendo che la data di inizio dell’ora legale fosse compresa tra il 15 marzo e il 10 giugno e, quella in cui cessava, nel periodo compreso tra il 20 settembre e il 31 ottobre di ogni anno con una data che sarebbe stata decisa di anno in anno da un decreto del presidente della Repubblica. A sua volta, poi, questa legge è stata abolita nel 2010 e sostituita da quella del 4 giugno 2010, n. 96 che stabilisce l’inizio dell’ora legale nell’ultima domenica di marzo e dell’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

Viceversa, con il termine “solare” si fa riferimento all’orario cosiddetto “naturale” del Sole che stabilisce con il suo movimento apparente del Sole nel cielo. Focus ci dice che l’ora solare viene “stabilita astronomicamente dal passaggio del Sole per il meridiano locale. Quando il Sole raggiunge il punto più alto della sua traiettoria in cielo, in quel luogo è mezzogiorno”. Nel lontano 1884 la conferenza di Washington divise la Terra in 24 spicchi, chiamati fusi, così da differenziare armonicamente l’orario tra le varie parti del globo.

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