Il balayage è ormai una delle tecniche di schiaritura più utilizzate, dalle mille varianti, che permette di dare punti luce in maniera molto naturale e delicata. Ma non sempre la schiaritura deve essere la base del lavoro: ora esiste la tendenza del reverse balayage, una tecnica che consente di dare particolare tridimensionalità al capello grazie all’utilizzo di una nuance complementare alla radice.

Reverse balayage, scurire invece di schiarire: funziona?

La tecnica è più semplice di quello che si possa pensare. Infatti, invertendo l’ordine logico su cui si fonda la procedura, il lavoro parte da un colore di base, solitamente chiaro, scurendo alcune ciocche per aggiungere intensità tra le ciocche. Questo permette di ricreare l’effetto tridimensionalità. Questo è anche un modo per rinnovare il taglio senza doversi sottoporre a processi più lunghi e stressanti per le lunghezze: l’effetto finale di chiaroscuro sarà lo stesso di quello assicurato dal balayage più classico e le sue varianti (come l’airtouch).

È la tecnica perfetta per chi parte, di base, da un castano dorato o ramato, ma anche biondo o color rame, ma vuole aumentare la tridimensionalità dei capelli senza però voler schiarire ulteriormente le lunghezze. Ma come funziona? Il colorista seleziona una nuance complementare a quella di base. L’intensità è funzionale al tipo di contrasto desiderato: per questo, seleziona le ciocche più chiare, per tingerle dalle radici alle punte. Questo crea un’ombreggiatura che interessa soprattutto la sezione inferiore della chioma. Così, oltre a scurirsi, i capelli acquistano una profondità che si traduce a un primo sguardo in maggiore volume, dimensione e corposità del taglio, rendendo il balayage una tecnica fattibile anche per chi ha i capelli corti (dove generalmente questa colorazione è sconsigliata).

Marianna Soru

Seguici su Google News