I numeri legati ai giovani migranti sono allarmanti e altisonanti, riecheggiano più volte poiché comportano delle conseguenze ben precise per l’Italia. D’altronde, sia per motivi legati allo studio che al mondo del lavoro, i ragazzi preferiscono lasciare la penisola italiana per dirigersi altrove allo scopo di trovare maggior fortuna. I salari sono indubbiamente più alti all’estero, e perciò consentono di adottare uno stile di vita confortevole e sereno. La tranquillità è necessaria proprio a vivere bene, e i giovani con delle sviluppate capacità imprenditoriali riescono sfondare la porta del successo con il loro talento e le relative risorse.

La prospettiva di andare a formarsi in Paesi in cui si ha la possibilità di scegliere tra una quantità infinita di corsi di laurea – ad esempio gli Stati Uniti d’America, l’Australia (al riguardo segnaliamo l’approfondimento dei tutor di Lae Educazione Internazionale, agenzia tra le più accreditate per questo Paese) e l’Inghilterra – è probabilmente tra i fattori che incidono di più se si parla di giovani che scelgono di trasferirsi per ragioni di studio. Tali destinazioni sicuramente risultano affascinanti e pesano sulla decisione finale di un giovane italiano nell’emigrare, lasciando casa e famiglia per poter soddisfare ogni ambizione. Ma per approfondire: ecco i numeri degli ultimi anni relativi ai giovani che vanno via dall’Italia.

I dati relativi ai giovani che lasciano l’Italia per l’estero

Analizzando i dati registrati da Aire, è possibile osservare che ben 6 milioni di giovani italiani hanno preferito trasferirsi all’estero per studiare o lavorare. Questa enorme cifra è relativa soltanto al 2023, e denota un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente. A sua volta, nel 2022 gli italiani iscritti all’Aire dopo 12 mesi (passaggio obbligatorio) dal trasferimento sono 127.350, evidenziando anche in quest’ambito un preoccupante +2.2% in rapporto al 2021.

Ma segnalando altri numeri fondamentali, è facile notare che sono gli under 30 quelli più attivi nell’emigrazione, in quanto nel 2022 la proporzione dei giovani italiani espatriati è di 10,7 su 100, arrivando complessivamente a contare 1,8 milioni stabilitisi all’estero. Stando alla dura legge dei numeri, dal 2015 in poi la media degli under 30 che lasciano l’Italia per recarsi altrove è di 50.000 ogni anno. Infine, è possibile riscontrare una forte crescita dei giovani emigrati in partenza da determinate città: Venezia guida con un +23%, segue Firenze con il +20,4%, terminano Milano e Torino rispettivamente con il +18% e il +17,8%.

Il buco economico lasciato in Italia dalla migrazione dei giovani

Ricollegandoci subito al discorso appena concluso, una media così elevata di 50.000 giovani emigrati all’estero ogni anno dal 2015, equivale alla perdita di investimento di circa 14 miliardi di euro annui. La cosiddetta fuga di cervella – così denominato questo fenomeno – lascia un buco economico non indifferente per l’Italia, poiché la nazione sta perdendo l’1% del Pil allargando sempre più il divario con il resto d’Europa, a partire proprio dal 2015. I dati sono in costante discesa, e il fattore più preoccupante riguarda anche il ricambio generazionale futuro. Infatti, su 6 milioni di giovani italiani emigrati all’estero, il rapporto dei possessori di importanti qualifiche è di 1:3; il 33% di essi sono laureati.

Le principali destinazioni in cui emigrano i giovani italiani

Le destinazioni che destano più fascino agli occhi dei giovani italiani sono molteplici. In prima posizione c’è la Svizzera, una nazione capace di formare con qualità gli studenti nel settore finanziario, preparandoli così a diventare abili banchieri, imprenditori, consulenti e così via. Segue la Gran Bretagna, dove la maggioranza degli studenti italiani si reca per laurearsi in medicina o in lingue straniere. La Francia conclude il podio con la Sorbona e il Politecnico di Parigi, università nelle quali si formano numerosi giovani per soddisfare i loro desideri professionali.