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Quarta dose: ecco cosa dicono gli esperti 

Iniziata la somministrazione della quarta dose nei Paesi europei. Uno studio dimostra che gli anticorpiaumenterebbero di cinque volte a una settimana dalla sua somministrazione.

Quarta dose in Europa

È stato Israele ha fare da battistrada per la somministrazione della quarta dose.

Silvio Brusafero, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, si è espresso sulla possibilità di una quarta dose:

“La terza dose protegge molto bene dalla malattia grave, se ne sta studiando la durata ed è presto per parlare della quarta”.

In Danimarca, con il peggioramento della pandemia a causa della variante Omicron, sono stati rotti gli indugisulla somministrazione.

La stessa cosa è accaduta in Ungheria, che è stato il primo paese dell’Unione europea ad iniziare la somministrazione della quarta dose a chiunque su richiesta.

Anche le autorità sanitarie spagnole hanno autorizzato  la quarta dose. In questo caso, però, solo a persone con alta fragilità.

Quarta dose negli USA

Anche negli Stati Uniti sono partite da circa una settimana le vaccinazioni supplementari alle parti fragili della popolazione.

In generale il tasso di vaccinazioni negli Stati Uniti appare in ribasso rispetto al passato, ma sta aumentando il numero di persone che ricevono le dosi aggiuntive.

I dubbi dell’Ema sulla quarta dose

Il regolatore dei farmaci dell’UE, però, ha espresso dubbi sulla somministrazione della quarta dose.

Il responsabile per i vaccini dell’Agenzia europea del farmaco Ema Marco Cavaleri, durante un briefing video con la stampa martedì 11, ha detto:

“Non abbiamo ancora visto i dati. Siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi”.

La riformulazione del preparato 

Negli ultimi giorni si sono succedute diverse prese di posizione da parte dei più eminenti studiosi italiani, tra le quali prevale in linea di massima la prudenza.

Giovanni Maga, direttore istituto genetica molecolare del Cnr, ha detto:

“È presto per giudicare. Dobbiamo vedere i dati di Israele e non sappiamo neanche quanto possa durare la protezione data dalla dose di richiamo.”

“In merito agli eventuali effetti negativi di una sovrastimolazione del sistema immunitario è difficile pensare a un sovraccarico del sistema immunitario ma stimolarlo con lo stesso antigene non credo possa essere la soluzione ottimale anche perché il virus varia. Piuttosto bisognerebbe utilizzare una formulazione diversa, è opportuno ripensare il vaccino”.

Secondo l’immunologo Sergio Abrignani:

“Sulla base delle conoscenze immunologiche scaturite dallo studio in 50 anni dei moderni vaccini, non ha molto senso ripetere una quarta dose a 2-3 mesi dalla terza con un preparato non aggiornato”.

Un punto problematico riguarda la fase particolare di trasmissione del coronavirus in Italia, con incidenza al momento alta ma di cui si attende in tempi ragionevolmente la decrescita

Secondo Pierluigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’Università del Salento:

“Omicron sicuramente è ormai maggioritaria in tutta Italia, ma ragioniamoci su prima di dire che è necessario fare una dose ad hoc. Ema sta ragionando con le aziende, ha senso vaccinare per Omicron in primavera quando ormai l’ondata sarà passata? Allora meglio impegnarsi per mettere a punto dei vaccini polivalenti”.

Le parole di Ciccozzi

Il direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma, Massimo Ciccozzi, ha dichiarato:

“Un richiamo e quindi una quarta vaccinazione non deve distrarre dal fare la terza che sappiamo efficace all’88% anche contro Omicron”.

“Teniamo conto nel frattempo che se Omicron rimane con lieve sintomatologia e non scende ad infettare le cellule polmonari fermandosi alle prime vie respiratorie, siamo diretti verso una endemizzazione, così come l’evoluzione naturale dei virus ci insegna. Dunque pressione selettiva ambientale (mascherine) e naturale (sistema immunitario indotto dal vaccino) saranno le armi vincenti che porteranno il virus all’adattamento all’uomo”.

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