Cultura

Quattro chiacchiere con Carlo Pellegatti, il noto giornalista del Milan

Ogni ragazzino sulla faccia della Terra sa perfettamente che ogni Supereroe che si rispetti, oltre ad avere un particolare potere che lo differenzia dalle persone comuni, possiede anche un preciso compito da portare a termine scrupolosamente. Ad esempio Spiderman ha quello di vegliare su New York City, Batman su Gotham, Superman su Metropolis e così via. Quando cresci, però, piano piano vieni a conoscenza di altri tipi di Supereroi, che magari non hanno fisici scultorei, magari non portano mantelli o pittoresche maschere in volto, magari non hanno la capacità di volare o lanciare ragnatele, ma comunque altrettanto speciali, con altrettanti importanti doveri e che costituiscono di fatto il simbolo per eccellenza di altrettante determinate città. Oggi ho avuto l’enorme piacere e l’onore di entrare in contatto con uno di questi nuovi Supereroi moderni: Carlo Pellegatti, giornalista, voce ufficiale di tutte le telecronache delle partite del Milan andate in scena dal 1983 fino a quella del 20 maggio 2018 (Milan-Fiorentina) e paladino indiscusso dei colori rossoneri. Ma conosciamolo un po’ meglio:

Carlo Pellegatti (fonte: dal web)

1. Buonasera Sig. Pellegatti, innanzitutto le chiedo da dove è nato questo suo amore per il Milan, se magari già qualcuno dei suoi familiari tifava questa squadra o c’è un episodio in particolare nella sua infanzia a riguardo?

“E’ stato mio padre che mi ha portato a San Siro le prime volte. Andavamo sempre insieme allo stadio e siamo stai abbonati in tribuna centrale per anni. Poi ho continuato per conto mio a seguire il Milan anche in trasferta e quindi, per rispondere alla domanda, sono Milanista certamente per origini familiari”.

Stadio San Siro (fonte: dal web)

2. Il suo sogno da ragazzino era proprio quello di diventare giornalista e seguire la sua squadra del cuore?

“No, non era questo il mio sogno. È stata una cosa abbastanza casuale. Quando sono nate le radio private e le televisioni private ho chiesto a una piccola radio di Milano se potevo essere il telecronista delle partite in trasferta del Milan e, visto che loro non lo avevano, ho cominciato così. A quel tempo si poteva trasmettere le partite anche senza troppe regolamentazioni. Poi sono passato a Telelombardia, al programma Qui studio a voi stadio, e da lì è iniziata la mia attività”.

Carlo Pellegatti (fonte: dal web)

3. Da dove trae ispirazione nel dare i soprannomi ai giocatori? Presumo che lei abbia fatto studi classici, attingendo spesso dalla mitologia e usando citazioni dal greco antico e dal latino.

“Non c’è una fonte sola per quello che riguarda i soprannomi ai giocatori. Ovviamente gli studi classici mi hanno aiutato, ma è anche la vita di tutti i giorni, come vedere un film, o leggere certe frasi sui libri. Mi ispira soprattutto il vederli giocare e capire le loro caratteristiche, non solo professionali, ma anche umane. Quindi non c’è una fonte sola”.

4. Come vede il Milan di quest’anno, sia a livello societario con il tanto atteso ritorno di Maldini tra le fila della dirigenza, sia a livello di squadra con Gattuso sulla panchina?

“Una squadra è forte quando c’è una società forte e solida alle sue spalle. Si veda il Milan, per esempio, di Silvio Berlusconi, o il Milan di Rizzoli, o quello di Carraro: questa è una cosa fondamentale per i successi di una squadra. Adesso a livello di proprietà il Milan è molto solido, mentre a livello di società deve ancora formarsi pienamente. Arriverà Gazidis il primo di Dicembre; poi vedremo se arriverà, insieme o dopo Gazidis, anche Umberto Gandini, che rappresenta anche lui la storia del Milan ed è quindi un elemento importante. Ed è un elemento altrettanto importante anche avere questi ex giocatori come dirigenti o come allenatore, perché sanno che cosa rappresenti il Milan, hanno vissuto il grande Milan di Silvio Berlusconi e quindi, diciamo così, è un pochino più facile il loro lavoro, anche se rimane pur sempre complicato”.

Umberto Gandini e Ivan Gazidis (fonte: dal web)

5. Qual è stato secondo lei il giocatore più forte o comunque quello che più l’ha entusiasmata nella storia del Milan?

“Non c’è un giocatore in assoluto. Gianni Rivera era ed è certamente un nostro idolo. Ai tempi di Arrigo Sacchi poi siamo passati a Gullit e Van Basten; ai tempi di Fabio Capello, invece, impazzivamo tutti per Savićević fra i tanti. Ricordo il Milan stellare della stagione 1995/1996 con insieme Weah, altro giocatore straordinario, Marco Simone, Roberto Baggio, Paolo Di Canio, Boban e lo stesso Savićević, già prima citato. Quindi sono tanti giocatori. Diciamo poi nel Milan, che Adriano Galliani ha definito dei ‘meravigliosi’, Kakà Shevchenko e Inzaghi. Ecco, diciamo Inzaghi in particolare, perché comunque rappresentava il ragazzo che arriva ai massimi livelli con tanto impegno, tanta classe e con tanto amore per la squadra e per la maglia che indossa. Un altro mio idolo però rimane anche Zlatan Ibrahimović”.

Zlatan Ibrahimović (fonte: dal web)

6. Ultima classica domanda: i suoi progetti futuri? A cosa intende dedicarsi ora, non occupandosi più della telecronaca?

“Continuo intanto a seguire il Milan come tifoso, in casa e quasi sempre anche in trasferta. Per quanto riguarda la mia attività lavorativa ora collaboro con qualche televisione privata, ma soprattutto ho aperto un canale YouTube che ha già quasi 30.000 iscritti (https://www.youtube.com/channel/UCJv1AqHPPV0IXM5gB-L6-KA) che mi seguono e mi vogliono bene. La mia vita quindi continua come prima, anche se ovviamente un po’ meno televisiva da Mediaset, dove ho lasciato sicuramente il cuore. Mi mancano tanto le telecronache, ma non mancano solo a me, mancano anche ai tifosi. Vedremo per il futuro”.

Striscione dei tifosi del Milan dedicato a Carlo Pellegatti (fonte: dal web)

E tutti noi amanti e appassionati di questo meraviglioso sport, tifosi milanisti e non solo, non possiamo fare altro che augurarci un presto ritorno del Signor Carlo Pellegatti sul palcoscenico del calcio, il quale con il suo incredibile estro e la sua brillante verve da sofisticato e spumeggiante accademico di razza, qual è, rappresenta a tutti gli effetti l’autentico e leggendario Supereroe che, sebbene adesso si trovi lontano dai riflettori, continua a vigilare silenzioso sulla Milano rossonera.

Carlo Pellegatti (fonte: dal web)

Tartaglione Marco

 

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