La distribuzione di cibo nella Striscia di Gaza è ricominciata da pochi giorni dopo due mesi di blocco da parte di Israele. La distribuzione è stata affidata dal governo israeliano alla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), una ong estremamente problematica creata da Israele stesso. Già il primo giorno di distribuzione del cibo da parte dell’organizzazione, martedì, era stato disastroso: anche in quel caso si era creata molta calca, per via del sistema adottato per la consegna del cibo, e 47 persone palestinesi erano rimaste ferite in molti casi colpite dagli spari dell’esercito israeliano. Ieri pomeriggio migliaia di persone palestinesi hanno cercato di fare irruzione in un magazzino di cibo gestito dalle Nazioni Unite nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, in una situazione di grande caos. Due persone sono rimaste schiacciate nella calca e sono morte. Atre due persone sono morte con ferite di arma da fuoco: al momento non è chiaro chi abbia sparato.
Testimoni dell’incidente hanno riferito che le forze israeliane hanno iniziato a sparare dopo che una folla di palestinesi
ha sfondato le recinzioni attorno al magazzino di cibo, gestito da un gruppo sostenuto dagli Stati Uniti, scelto da Israele per inviare alimenti a Gaza, che ha perso il controllo del suo sito di distribuzione. Un elicottero militare israeliano è stato visto lanciare razzi e si sono udite raffiche di colpi d’arma da fuoco in lontananza. In un video, si vede una grande folla di civili in preda al panico, tra cui donne e bambini, che fugge calpestando la recinzione.
“Dopo 80 giorni di blocco totale di tutti gli aiuti alimentari e di altro tipo a Gaza, i bisogni umanitari sono diventati incontrollabili”, si legge nella dichiarazione. “Gaza ha bisogno di un immediato aumento degli aiuti alimentari. Questo è l’unico modo per rassicurare la popolazione che non morirà di fame”.





