Politica

Quirinale, quando la politica resta una prerogativa degli uomini

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Tra continui battibecchi e colloqui inconcludenti, le elezioni del prossimo Presidente della Repubblica si stanno rivelando più difficoltose del previsto. Come c’era da aspettarsi, per le prime due votazioni la fumata è stata nera e con ogni probabilità lo sarà anche per la terza. Non che sia una novità, ma tra le varie forze politiche non si riesce a trovare un punto di incontro. Pertanto, una risoluzione per il Quirinale sembra essere tutto fuorché vicina. Quel che è certo, però, è che dalle svariate e più impensabili proposte, avanzate sia dal centrodestra che dal centrosinistra, agli improbabili nomi scrutinati nei giorni scorsi, la componente femminile risulta decisamente minore (per non dire assente) rispetto a quella maschile.

Alfonso Signorini, Amadeus & Co. al Quirinale: la politica è forse un reality show?

Qualunque reality show che si rispetti ha un vasto repertorio di spettacoli, battute e siparietti volti ad accaparrarsi il consenso del pubblico. E visti i recenti sviluppi in merito alla scelta del tredicesimo inquilino del Quirinale (Gasparri e il lavaggio dell’ascella insegnano), lo stesso si potrebbe pensare per la politica. Nelle ultime settimane, infatti, in molti si sono prodigati per cercare un candidato adeguato per ricoprire il ruolo di Capo dello Stato. Donne, uomini, diplomatici, deputate, rappresentanti della comunità LGBT e chi più ne ha, più ne metta. Insomma, nomi altisonanti e che lasciavano ben sperare, soprattutto in previsione di una donna sul seggio più importante d’Italia. Eppure, alla fine, o almeno fino ad ora, nessuno di questi è stato votato. Basti pensare a Liliana Segre, fortemente voluta da Giuseppe Conte e poi mai più menzionata.

Alfonso Signorini, Amadeus, Alberto Angela. Sono questi coloro che sono risultati tra i preferiti, nemmeno ci si ritrovasse a dover scegliere il nuovo conduttore del Grande Fratello Vip o il direttore artistico del Festival di Sanremo. Poche, difatti, sono le donne che hanno fatto la loro comparsa tra le urne e neanche una che fosse legata alla nostra classe politica o ad un qualche ruolo di rilievo. Anzi, forse una c’è stata: la famosissima “scheda bianca”. Lei è quella che al momento ha riportato più voti e che di certo resterà sulla scena ancora per un po’.

Che dire, in un periodo storico piuttosto particolare come quello che stiamo attraversando, ci si aspetterebbe un po’ più di serietà, perlomeno dai nostri rappresentanti. Ma si sa, nel bel Paese, la serietà è proprio una di quelle cose che tarda ad arrivare!

Scritto da Diego Lanuto.

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