Dodici militari statunitensi sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro una base aerea americana in Arabia Saudita, due in modo grave.

L’attacco ha preso di mira la base aerea Prince Sultan, e almeno un velivolo è stato danneggiato. Nessuno dei feriti è considerato in pericolo di vita.

L’attacco alla base aerea americana Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti anonime. Secondo quanto riportato dal Wsj, i soldati si trovavano all’interno di un edificio della base al momento dell’attacco. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni.

Intanto il Pentagono valuta di schierare altri 10.000 soldati in Medio Oriente. Se dovesse procedere, gli Stati Uniti si potrebbero presto ritrovare con 17.000 truppe nell’area: non abbastanza per un’invasione, ma un numero sufficiente per il sequestro di parte del territorio, mettere al sicuro l’uranio iraniano e prendere il controllo di una delle isole di Teheran.

Gli Usa potrebbero schierare oltre 17mila soldati in Medio Oriente

Se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovesse dare il via libera, gli Stati Uniti potrebbero presto schierare oltre 17.000 soldati di terra alle porte dell’Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal. Ciò si aggiungerebbe ai circa 5.000 marines e ai 2.000 paracadutisti dell’82esima Divisione aviotrasportata già inviati nella regione. Le truppe aggiuntive includerebbero probabilmente fanteria, veicoli corazzati e supporto logistico, spiega il Wsj, osservando che si tratta di un numero di gran lunga inferiore ai 150.000 soldati che gli Stati Uniti hanno schierato nel marzo 2003 per invadere l’Iraq, un paese molto più piccolo dell’Iran sia in termini di superficie che di popolazione.