Daniela Shualy era la moglie di Raiz, noto per aver interpretato Don Salvatore Ricci, il padre di Ciro e Rosa, nella serie TV italiana Mare Fuori. La donna, madre della piccola Lea, è morta di cancro lo scorso 31 marzo, all’età di 47 anni, dopo una lunga malattia e 13 anni di relazione con l’attore. L’amore per Daniela è sempre stato molto forte, tanto che per quest’ultima Raiz si era convertito all’ebraismo: la moglie era di origini ebraiche e ungheresi e possedeva una casa a Tel Aviv (l’aveva ereditata) dove andava spesso con il marito e Lea. Parliamo di una dimora che affaccia sul mare e costruita dai nonni di Daniela dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nella città che all’epoca era la Capitale di Israele.

Riguardo alla sua conversione religiosa, l’attore ha poi spiegato di avere radici ebraiche: “Alcuni miei avi lo sono, ma non ho avuto bisogno di fare lunghe ricerche. Poi la contaminazione con la musica reggae e il misticismo giamaicano, per cui ho avuto una certa attrazione, hanno fatto il resto“.

Raiz parla a Verissimo della malattia che ha portato via sua moglie Daniela, con cui ha avuto la figlia Lea: “Mia moglie combatteva contro il tumore da cinque anni”. La diagnosi era arrivata pochi mesi dopo la nascita della loro bambina: “Il cancro si è sviluppato in gravidanza. Mentre il suo corpo si preparava a dare la vita, quello stesso corpo nutriva il cancro che aveva già dentro. Nel nostro caso la vita e la morte sono state l’una dietro all’altra”.

Oggi Lea ha cinque anni. “Daniela si è presa cura di lei in questi cinque anni, come se non dovesse mai andarsene. Non si è mai abbandonata alla negatività. L’ultima cosa che ha fatto è sorridermi”, racconta Gennaro Della Volpe, vero nome di Raiz.

Ripensando alla loro storia d’amore, il cantante e attore dice: “Con mia moglie ho attraversato una lunga giornata di sole durata 13 anni. Nel dolore dell’evento conservo tutti gli attimi di felicità che abbiamo passato”.

Nel 2022, Raiz raccontò in un’intervista a The Wom di aver dedicato la canzone Make it Work, contenuta nell’album appena uscito degli Almamegretta, proprio alla moglie che stava affrontando la convivenza con un tumore: “Make it Work è da incoraggiamento per mia moglie e per tutte le persone che stanno affrontando la sua stessa situazione, il brutto male… Nessuno ha il coraggio di chiamare il cancro con il suo nome: brutto male, come se poi esistesse un bel male. Come il diabete o il raffreddore, è giusto chiamarlo con il suo nome per sapere bene con chi si ha a che fare. È la prima cosa che insegnano ai malati di cancro appena prendono coscienza della malattia”.

“Nella canzone affronto il tema del cancro in maniera molto ottimista, per esorcizzarlo” – aveva proseguito l’artista – “quello che è rotto, aggiustalo. Il cancro che cos’è? È una cosa che non è un virus e non è un batterio… è una cosa che tu generi. Forse un giorno scopriremo che la genesi del cancro ha molto a che vedere con la psiche”.

Dopo la scomparsa della moglie Daniela, Raiz si è allontanato dai social media e dedicato alla figlia Lea, comparendo nuovamente sui suoi profili con un post, una sorta di preghiera, dedicato in particolare ai bambini: “Alla vita di mia figlia e di tutti i figli di mamma. Dio mio, che non finiscano mai la sabbia e il mare, il fruscio dell’acqua, il fulmine del cielo, la preghiera dell’umanità“. Lo stesso attore in un secondo momento, riferendosi alla compagna di vita venuta a mancare, ha scritto: “Una figlia che cercherò di crescere alla luce del suo esempio“. Non a caso, per ringraziare tutti coloro che erano passati per dare l’ultimo saluto a Daniela, ha usato tali parole: “Una donna di valore, chi la troverà? Il suo valore è superiore a quello delle perle“.