Secondo Corriere della sera l’avvocata Serena Grassi avrebbe raggirato la sua assistita Randi Ingerman illudendola sia di aver vinto cause sia di aver ottenuto risarcimenti, ma non solo.
Tutto ha inizio quando Randi Ingerman, alle prese con diverse problematiche personali, si rivolge alla sua legale di fiducia per essere rappresentata in alcune cause importanti. Tra queste, vi era una causa contro Ubi Banca, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento per danni derivanti dal mancato oscuramento di una segnalazione negativa presso la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.
Cosa è successo, come l’avvocata ha truffato la Ingerman
L’avvocata Grassi, secondo quanto emerge dall’indagine, aveva assicurato alla sua cliente che la causa era stata vinta e che il Tribunale civile di Milano aveva stabilito un risarcimento di 277.000 euro in suo favore. Tuttavia, la realtà era ben diversa: la causa era stata persa e il risarcimento promesso non esisteva.
Per convincere la sua assistita della vittoria, Serena Grassi avrebbe falsificato una sentenza del Tribunale, facendola apparire come un documento autentico redatto dalla giudice Adriana Cassano Cicuto. La falsificazione non si sarebbe limitata a questo caso: l’avvocata avrebbe anche contraffatto altri documenti legali, facendoli sembrare come sentenze emesse da altri giudici: tra queste la giudice Zenaide Crispino del Tribunale del Lavoro. Una complessa rete di menzogne che è venuta alla luce quando Randi Ingerman, insospettita e delusa dalle promesse mai realizzate, ha deciso di rivolgersi a un altro legale, Davide Steccanella, per valutare la situazione. È stato proprio Steccanella a scoprire l’inganno e a denunciare Serena Grassi, facendo partire l’indagine a suo carico.
Un inganno che è stato scoperto da Randi Ingerman dopo che una serie di evidenze che non ha potuto più ignorare l’hanno condotta a chiedere un secondo consulto sul suo caso





