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Maggio 10, 2021, lunedì

“Rango”, quando un camaleonte diventa eroe del west

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Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Abbiamo dedicato il nostro quinto ed ultimo speciale natalizio ad un cartone animato straordinario e insperato. Faremo un viaggio nel deserto americano per rivivere il grande mito della frontiera e del vecchio west. Stiamo per parlare di “Rango” di Gore Verbinski.

Rango, il western secondo Verbinski

In un mondo quasi interamente dominato dalla Pixar “Rango” è stata una piccola grande eccezione. Eppure quando ha deciso di realizzarlo Gore Verbinski non aveva nessuna esperienza in cartoni animati ne tanto meno la Industrial Light & Magic. Quest’ultima infatti è una famosa azienda nel campo degli effetti speciali per film non per cartoni. Eppure stiamo parlando di un prodotto riuscitissimo e acclamato dal pubblico. Un film d’animazione che rispolvera ottimamente il famoso mito della frontiera che va difeso dall’arrivo della modernità.

Un mito che rivive grazie alle avventure di un camaleonte sceriffo che deve salvare una piccola cittadina e i suoi abitanti dalla siccità dovuta alla costruzione di una nuova grande città che si è presa l’acqua. Una storia fantastica in cui non mancano riferimenti a grandi film del passato come i western di Sergio Leone e “Paura e delirio a Las Vegas”. Il tutto reso ancora più bello grazie al certosino lavoro di motion capture per realizzare ogni singolo dettaglio delle espressioni dei personaggi che hanno le voci di un cast eccezionale. A dare la voce al camaleonte Rango, nella versione originale, ad esempio, c’è Johnny Deep.

Il trailer di Rango, fonte KingNetseek

Un cartone non per bambini

Quando nel 2012 “Rango” vinse il premio Oscar come miglior film d’animazione fu una grande sorpresa e una piccola rivoluzione. Per la prima volta veniva premiato un cartone animato che non fosse Pixar o DreamWorks. Questo anche grazie ad una storia perfetta resa incredibile anche da battute e personaggi irriverenti. Basti pensare all’divertente Spirito del West che appare a bordo di una golf car carica di Oscar che è un chiaro omaggio a Clint Eastwood.

Tuttavia non è mancata qualche controversia. A causa infatti di alcuni momenti horror ed una serie di gag volgari questo cartone ha suscitato la perplessità di alcuni critici. Per questo infatti è stato anche visto come un film d’animazione per un pubblico adulto e non per bambini a cui in genere è destinato un cartone animato.

Stefano Delle Cave

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Stefano Delle Cavehttp://wwww.metropolitanmagazine.it
Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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