Sabato 25 novembre tra le ore 14.00 e 15.00 locali (corrispondenti alle nostre 6.00 a.m. del giorno dopo, domenica 26) l’americano Mike “Mad” Hughes effettuerà il secondo test di volo su un razzo costruito da sé.
Mad Mike è un sessantunenne californiano, autista di limousine, che non vede l’ora di dimostrare la sua ipotesi a favore del “Terra-piattismo”.
Per realizzare questo progetto, il cui culmine sarebbe un volo che lo porterebbe ai limiti dell’atmosfera così da poter scattare una foto al “disco piatto” terrestre, ha iniziato una campagna di autofinanziamento.
Da principio ha provato a trovare sostegno su Kickstarter ma con esito insufficiente: riuscì a raccogliere solo 310$ a fronte dell’obbiettivo di 150.000 $. In seguito si è rivolto a GoFundMe dove è riuscito a raccogliere la discreta somma di 8000 $.
Al momento attuale il signor Hughes ha impiegato approssimativamente 20.000 $ nella sua missione, potendo contare sulla sponsorship di Research Flat Earth.
È sorta anche la necessità da parte sua di ricorrere anche ad alcuni espedienti per procedere al risparmio: si è ad esempio avvalso di molti materiali di scarto e di recupero per tagliare sulle spese inevitabilmente appunto astronomiche.
La cosa curiosa è che all’inizio della sua carriera da realizzatore di razzi, non solo era completamente estraneo all’idea della terra piatta ma anche lo scopo dietro la costruzione di questi veicoli a propulsione accelerata parrebbe essere stato solo quello di testare la propria abilità e il proprio ingegno in progetti inusuali.
Successivamente, quando si è cimentato in questa impresa di costruzione missilistica ha deciso di farlo pur ricorrendo a una tecnologia che si basa sull’utilizzo di leggi della fisica e della matematica fondate sul fatto che la Terra NON sia piatta.
È più probabile pensare che Mike Hughes abbia deciso di abbracciare questa (bizzarra per usare un eufemismo) idea per ottenere investimenti che altrimenti da solo avrebbe difficilmente racimolato.
Difatti, è stato egli stesso ad affermare che vuole passare alla storia come il primo uomo che ha effettuato un lancio spaziale in totale autonomia dagli enti governativi e che dunque sia arrivato da solo nello spazio!
–Se non sei spaventato a morte, sei un idiota. È terrificante come l’inferno ma nessuno esce vivo dalla vita.
Mi piace fare cose straordinarie che nessun altro può fare e nessuno ha mai pensato nella storia dell’umanità di progettare, costruire e lanciare se stesso nel proprio razzo.-
–Voglio ispirare gli altri; per ottenere l’attenzione di tutti devi fare qualcosa di incredibile.-
Ciononostante continua a ribadire che la Terra in realtà sarebbe un grande disco piatto (come un vinile) i cui bordi ricoperti dai ghiacci perenni impediscono al mondo di scivolare giù.
La risposta di Mad Mike alle domande che gli sono state poste evidenziano infatti la presunta convinzione in una teoria del complotto: a suo dire, la NASA sarebbe un’istituzione nelle mani dei massoni (come John Glenn, Neil Armstrong ed Elon Musk) che vorrebbero tenere l’umanità all’oscuro del vero aspetto del pianeta.
È curioso come Mike, non del tutto estraneo all’ingegneria dei razzi e auto definitosi un conoscitore delle leggi dei fluidi e dell’aerodinamica, abbia ribadito in più dichiarazioni che non esistono nella sua opinione differenze sostanziali fra scienza e fanta-scienza.
–Non credo nella scienza.
Conosco l’aerodinamica e la dinamica dei flussi e come le cose si muovano in aria, (so) qualcosa a proposito della dimensione degli ugelli dei razzi e della spinta.
Ma questa non è scienza, è solo una formula.
Non c’è differenza tra scienza e fanta-scienza.-
Mike Hughes davanti al veicolo a propulsione che prenderà il volo sabato 25 novembre
Il primo tentativo di volo a cavallo di un missile alimentato a vapore ebbe esito abbastanza deludente.
Avvenuto il 30 gennaio 2014 in una proprietà privata in Arizona, riuscì a coprire una distanza di soli 400 metri e l’utilizzo di un paracadute di qualità scadente non gli rese facile l’atterraggio; complessivamente gli ci vollero due settimane per riprendersi.
Questa volta il suo progetto è coprire quattro volte la distanza del primo lancio, quindi 1600 metri a 800km/h e atterrare nel deserto del Mojave in California.
Il mezzo partirebbe nella cittadina fantasma di Amboy, lungo la storica Route 66, previo rilascio dell’autorizzazione da parte dell’uomo che nel 2005 ha rilevato la proprietà della città (per chi non lo sapesse il luogo a cui si sono ispirati negli studi Disney per rappresentare la cittadina di Radiator Springs di Cars!), Albert Okura.
Il lancio sarà filmato in diretta streaming YouTube ma l’area del decollo non sarà accessibile al pubblico per ragioni di sicurezza.
Se il prode Mike Hughes uscirà indenne da questo esperimento il suo prossimo progetto lo porterà ancora più vicino alla meta: sta considerando infatti di sfruttare una “Rockoon”, una mongolfiera-razzo!
– Alessandro Mannarini





