La Recanatese è stata tra le protagoniste del girone F della Serie D, raggruppamento nel quale dopo 26 giornate sulle 34 previste, ha raccolto il bottino davvero invidiabile di 48 punti (14 vittorie, 6 pareggi, 6 sconfitte), che gli sono valsi il 4° posto in classifica.
Grazie al tecnico della formazione marchigiana, Federico Giampaolo, abbiamo ripercorso l’ultima stagione e provato ad immaginare cosa potrà accadere nel prossimo futuro…
La propria stagione e le altre formazioni
La Recanatese, finché il virus lo ha permesso, si è messa in luce in modo positivo, nel sesto girone della Serie D. Il tecnico della squadra giallorossa, arrivato nella Società marchigiana nel corso dell’ultima estate, ha commentato la stagione così: “Gli obiettivi erano quelli di fare meglio dello scorso anno, quando la squadra, al termine di un buonissimo campionato, era riuscita a chiudere al terzo posto, ma anche quello di valorizzare qualche giovane. La Recanatese ci tiene tanto alla valorizzazione dei giovani del territorio marchigiano. Direi che le due cose sono andate bene. Abbiamo fatto un inizio di campionato stupendo, forse passato poco sotto i riflettori, dato il percorso fatto dal San Nicolò Notaresco. Questo ha tolto un po’ di attenzione a ciò che abbiamo fatto noi. Molti giovani – aggiunge il tecnico della Recanatese – si sono però valorizzati, come Lombardi, poi ceduto al Monza, o Guercio, che ha fatto qualche presenza. Per cui penso sia stato un campionato che ha rispecchiato le ambizioni che aveva la Società. Al nostro campionato mancano 8 partite e dunque c’era ancora tanto da capire e da fare. Vedremo cosa ci riserverà il futuro”.
Approfittando del curriculum di Federico Giampaolo già alla sua seconda panchina in Serie D, con una nota e vasta esperienza da professionista come calciatore, chiediamo un parere sulle altre formazioni del girone F. Sul punto Giampaolo dichiara: “Il San Nicolò Notaresco era una buona squadra, soprattutto per quello che riguardava gli Under, però immaginavo che prima o poi, non avrebbe avuto la forza di continuare sulla scia, molto positiva, tracciata nella prima parte del campionato. Il Campobasso alla fine si è rivelata una squadra forte, che ha avuto problemi all’inizio, ma che in seguito, quando ha trovato la “quadra”, con l’organico di cui disponeva, è riuscito a far valere il suo valore. Il Matelica mi è parso meno forte sul piano tecnico dello scorso anno, però è sempre stata una squadra molto ben organizzata, fisica. Chi però mi ha impressionato al livello di gioco, a tratti, è stata l’Olympia Agnonese. Hanno mostrato un buon calcio, seppure con calciatori non molto conosciuti. Sono riusciti a giocare davvero bene”.
Gli Under ed un’idea per il futuro
Sulla questione Under e sulla possibilità che si possa riflettere sulla modifica della norma, che, ad oggi, li “impone” alle squadre della quarta serie (e non solo), il tecnico della Recanatese ci dice che: “Io ho esordito in Serie C2 con il Giulianova a 16 anni e non c’era la regola sugli Under. Se un giovane giocatore è bravo, è ovvio che giocherebbe comunque, anche in assenza di questa regola. Negli anni l’Italia non ha più sfornato giovani calciatori ed in più si è aggiunta la problematica di tanti giocatori che venivano dall’estero, chiudendo così gli spazi a quelli italiani. Occorrerebbe valutare – afferma Giampaolo – da quale inclinazione si osserva questo tema. E’ un argomento difficile da affrontare e sinceramente non saprei da che parte affrontare questo argomento. E’ vero però, che ci sono i pro ed i contro di questa situazione”.
In attesa che gli Organi preposti si pronuncino, eventualmente, sul modo con cui la Serie D si potrebbe riorganizzare nel futuro, all’allenatore della formazione marchigiana chiediamo un giudizio sull’avvio di una possibile Serie C2. Ci viene risposto che: “Potrebbe essere un’idea interessante. Ho letto da qualche parte che forse Spadafora potrebbe aver voglia di riformare il sistema calcio. Come sappiamo i dilettanti sono tantissime squadre, dove tanti presidenti investono soldi, ma poi solo una squadra vince e sale di categoria. Si giocano i playoff, ma poi non contano molto. Una cosa che mi è piaciuta, è che si potrebbe fare una Serie C1 d’Elite a girone unico e poi fare tre gironi “semiprofessionisti” di Lega Pro, dove si dà giustamente a molte squadre di dilettanti, la possibilità di partecipare. In questo modo salirebbero le prime tre o quattro squadre di ogni girone di Serie D. In questo modo si alzerebbe il livello, perché non fai più il “dilettante” ed inizi ad avere dei diritti e delle prerogative importanti, perché più giù, veramente, è dura, sotto tutti i punti di vista. In questo modo, le prime dei vari gironi, potrebbero dar vita ad un campionato più stimolante, più bello”.
Il futuro della Recanatese, di Giampaolo ed i tifosi
Guardando al futuro della Recanatese, Giampaolo afferma: “Per questa Società non c’è ancora molta strada da fare per il professionismo, perché la Recanatese ha delle basi molto solide. E’ una Società molto seria, ha struttura, competenza, ambizione e vuole entrare nel calcio professionistico. Infatti sono diversi anni che in zona playoff ci arriva con continuità. Il problema della Serie D, è che la promozione è centrata da una sola squadra. Non devi sbagliare, devi essere costante dall’inizio alla fine. Se arrivi secondo, hai fallito. E’ quindi un campionato davvero difficile. Devono combaciare tante cose per arrivare primo, e questo è difficile. Però penso che la Recanatese possa arrivare in alto, perché ha possibilità economiche, strutturali e competenze adeguate”.
Il percorso fatto negli anni da Federico Giampaolo come allenatore, induce con facilità a pensare che, in un futuro non troppo lontano, il tecnico possa ricoprire incarichi importanti lì dove, da calciatore, è stato per tutta la carriera, ovvero nel calcio professionistico. La risposta che otteniamo è la seguente: “Io lo spero e me lo auguro, effettivamente, perché nella vita bisogna essere ambiziosi. Devono però essere raggiunti dei risultati, si deve essere bravi. Io ho fatto la mia carriera da calciatore sempre nei professionisti e da due anni sono in una categoria dilettante. Quando sei professionista, mi rendo conto, non hai un occhio di riguardo verso i dilettanti, perché non capisci bene, non ci sei dentro. Quando invece ci sei dentro, effettivamente ti rendi conto che tante cose non vanno bene. Non mi riferisco soltanto al livello calcistico, ma parlo considerando il tutto a 360 gradi. La speranza è quella di avere una possibilità per dimostrare di essere bravo nell’allenare una squadra professionistica. So che non è facile – ci confessa Giampaolo – perché o devi saper vincere il campionato, oppure devi avere qualche Direttore Sportivo che ammiri il tuo lavoro, tanto da avere la possibilità di fare questo salto”.
In ultimo chiediamo al tecnico giallorosso un pensiero per i tifosi e lui ci risponde dicendo: “Per noi che ci viviamo dentro, il calcio, più che uno sport stupendo seguito da tanti milioni di persone, è una passione. Questa passione viene anche recepita dai tifosi, dal pubblico, per cui si crea quell’atmosfera spettacolare, che poi ti fa amare il calcio. Questa situazione ci ha preso alla sprovvista. Non so se riprenderemo. Nei dilettanti non ci sono i presupposti per riprendere, perché non abbiamo la sicurezza adeguata per continuare. La Serie A e la Serie B, invece, che hanno possibilità economiche, devono ricominciare, anche per i tanti i tifosi che hanno al seguito, così come un operaio – spiega Federico Giampaolo – va a lavorare rischiando nella fase 2, non vedo perché un calciatore, con le dovute attenzioni, non possa dare spettacolo. Credo che il 99% del mondo del calcio, vorrebbe ritornare in campo, perché questa è la nostra vita e la nostra passione. C’è naturalmente da capire se le direttive sulla sicurezza, sono adeguate oppure no”.
(Photo credit in evidenza: Recanatese news)
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