Nel finesettimana la Moldavia si è recata al voto per un doppio appuntamento elettorale cruciale per il futuro del Paese: per le elezioni presidenziali e per un referendum in cui dovranno decidere se inserire nella Costituzione il percorso di adesione per entrare nell’Unione europea. A sorpresa, dopo che nella notte i primi risultati parziali del cruciale referendum per l’ adesione all’Ue hanno visto per diverse ore il ’No’ nettamente in testa, mentre i sì risultavano parecchio distanziati, lo spoglio spoglio elettorale tuttora in corso vede oggi passare in vantaggio i favorevoli a Bruxelles, pur con uno scarto scarto minimo. Sono state scrutinate 2.182 sezioni su 2.219 (oltre il 98%). Il Sì è al 50,03% (per 730.832 voti) mentre il No è al 49,97% (730.088 voti): si tratta di appena 744 voti di scarto. E’ quanto emerge dalla Commissione elettorale nazionale. Nelle liste elettorali di base figurano 2.714.239 elettori.

Il giallo sul Referendum per l’Europa della Moldavia

Giallo sul voto in Moldavia per il referendum sul futuro, possibile ingresso del paese ex sovietico nell’Unione europea: per tutta la notte il “No” è stato in vantaggio ma nel giro di pochi minuti, questa mattina, il “Sì” ha effettuato il sorpasso per un pugno di schede. E la presidente uscente Maia Sandu ha già denunciato “ingerenze russe”. La posta in palio, infatti, è altissima e interessa da vicino anche Mosca.

Il quesito riguarda l’inserimento dell’obiettivo di aderire all’Ue nella Costituzione, rendendo in questo modo il “matrimonio” con Bruxelles fattore vincolante per le politiche dei prossimi anni. Visto il contesto geopolitico, la vicenda rischia di creare un’Ucraina-bis, con la svolta filo-europea di Maidan del 2014 che ha poi condotto a una escalation di tensioni politiche e belliche con la Russia. Nei mesi scorsi, si è molto parlato tra l’altro di un coinvolgimento diretto della Moldavia nel conflitto, attraverso la confinante Transnistria, regione autonomia in tutto e per tutto filo-Mosca. Secondo molti report dell’intelligence, da lì sarebbero potute partire truppe mosse dal presidente russo Vladimir Putin per annettersi lo Stato alle porte dell’Ucraina e controllare un ulteriore fetta di Mar Nero. L’adesione della Moldavia all’Ue, secondo molti elettori, potrebbe essere un nuovo fronte di contrasto con il Cremlino. 

La Sandu, quando il “No” era ancora in vantaggio, ha parlato senza mezzi termini proprio di “ingerenza fraudolenta” da parte dei servizi segreti di Mosca, visto che tutti i sondaggi della vigilia parlavano infatti di una vittoria amplissima dei “Sì”. “Gruppi criminali, agendo di concerto con forze straniere ostili ai nostri interessi nazionali, hanno attaccato il nostro Paese con decine di milioni di eurobugie e propaganda” per “intrappolare il nostro Paese nell’incertezza e nell’instabilità”, ha dichiarato Sandu, incontrando i giornalisti a Chisinau. Per la presidente sarebbe in atto “un attacco senza precedenti alla nostra democrazia”. Sandu, che ha voltato le spalle a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina e che ha portato la candidatura del suo Paese a Bruxelles, aveva indetto il referendum per convalidare la sua strategia e determinare il destino di questa ex repubblica sovietica di 2,6 milioni di abitanti.

Quanto al voto per le elezioni presidenziali, con il 98,4% delle sezioni scrutinate la presidente uscente di centro-destra ed europeista Maia Sandu guida saldamente con il 41,97% ma sembra sfumare l’elezione al primo turno. Se la dovrà vedere con ogni probabilità con Alexandr Stoianoglo, sostenuto dal partito socialista, tradizionalmente filo-russo, e distanziato al 26,31 per cento dei consensi. Lontani gli altri nove candidati, salvo per l’ex sindaco di Balti Renato Usatii al 13,74%, apertamente filo-russo. Il vantaggio di Sandu appare superiore a quello previsto nei sondaggi della vigilia.