A rendere globalmente conosciuta questa data sono stati il fumetto di Alan Moore e il celebre film V per Vendetta ma, per il Regno Unito, il 5 Novembre ha un enorme valore storico e culturale. In questo giorno, infatti, cade l’anniversario della cosiddetta Congiura delle Polveri, un complotto ordito da un gruppo di cattolici inglesi ai danni del re protestante Giacomo I, conclusosi con un plateale fallimento.

La Congiura delle Polveri: chi erano i cospiratori, e cosa speravano di ottenere

I congiurati

A orchestrare la cospirazione fu il politico Robert Catesby, che riteneva ormai esaurite le vie pacifiche per ottenere una politica di tolleranza nei confronti dei cattolici. I problemi avevano avuto inizio dopo la morte della regina Elisabetta I Tudor. Non avendo eredi, le era succeduto il nipote Giacomo VI di Scozia, figlio di Maria Stuart (fatta giustiziare dalla stessa cugina anni prima). Il nuovo re era salito al trono con il nome di Giacomo e, nonostante il trattato di pace stipulato con Filippo III di Spagna, che avrebbe dovuto garantire la libertà di culto alla popolazione, non aveva rispettato i patti, lasciando la comunità cattolica ai margini della società.

Stanchi delle continue angherie, alcuni estremisti decisero di riunirsi in una locanda, e tramare alle spalle del monarca. Tra loro, oltre a Catesby, c’erano Guy Fawkes, Thomas Percy, Tom Wintour e Jack Wright. La loro idea consisteva nel piazzare un gran numero di barili, contenenti polvere da sparo, nei sotterranei del Parlamento inglese, per far saltare in aria la famiglia reale e i membri del governo. Il progetto includeva anche il rapimento della principessa Elisabetta, terzogenita di Giacomo, che avrebbe dovuto prendere il posto del padre alla guida del regno.

Il fallimento del piano

Per far funzionare le cose, occorreva trovare un Protettore, ovvero un uomo pronto a governare, riportando l’ordine e introducendo le tanto agognate riforme religiose. Inizialmente i congiurati avevano individuato questa figura nel Conte di Northumberland, parente di uno di loro, ma poi si decise di lasciare tutto al caso. Forse mosso da dubbi dell’ultimo minuto, Catesby sentì il bisogno di confessarsi, e parlò del complotto a padre Garnet che, naturalmente, disapprovò. Non potendo confidare a nessuno quanto appreso, poiché vincolato dal segreto del sacramento, scrisse una lettera a papa Paolo V, domandandogli di ricordare ai fedeli di non usare la violenza.

Il progetto, in ogni caso, proseguì. I cospiratori decisero che, ad accendere la miccia, sarebbe stato Fawkes. Subito dopo l’attentato, avrebbe dovuto raggiungere in barca l’altra riva del Tamigi, per poi lasciare l’isola e spiegare ai sovrani cattolici d’Europa le motivazioni dietro il gesto. Le cose, tuttavia, andarono storte: il 1° novembre il re ricevette una missiva anonima che lo informava del pericolo, e fece subito ispezionare la struttura. La notte tra il 4 e il 5 novembre, le guardie reali scoprirono e arrestarono Fawkes, rinvenendo le polveri; dopo pochi giorni di tortura e interrogatori, l’uomo crollò, e fece i nomi dei complici. I congiurati vennero giustiziati il 30 gennaio davanti al palazzo di Westminister; in punto di morte, nessuno di loro rinnegò la propria fede.

La Congiura delle Polveri nella cultura di massa

Il ricordo del 5 novembre 1605 viene celebrato ogni anno dal 1606 attraverso l’Observance of 5 November Act, promulgato nel gennaio del 1606 come ringraziamento per la non avvenuta morte del re. Questa data viene commemorata con il nome di Guy Fawkes Day o Bonfire Night; fino a un paio di secoli fa, la popolazione era solita bruciare in pubblica piazza le effigi di personaggi odiati dal popolo, oltre a pupazzi di stoffa e paglia raffiguranti Guy Fawkes. Ora questa tradizione si è un po’ persa, ma i cittadini si riuniscono ancora, accendendo dei falò e festeggiando tutta la notte, tra dolciumi e fuochi d’artificio. In memoria dell’impresa fallita, sin dai primi anni del Novecento, è usanza che dieci guardie del corpo del sovrano controllino i sotterranei, prima il Parlamento venga ufficialmente aperto.

È ancora molto popolare la filastrocca dedicata all’evento storico:

Remember, remember!
The fifth of November,
The Gunpowder treason and plot;
I know of no reason
Why the Gunpowder treason
Should ever be forgot!
Guy Fawkes and his companions
Did the scheme contrive,
To blow the King and Parliament
All up alive.
Threescore barrels, laid below,
To prove old England’s overthrow.
But, by God’s providence, him they catch,
With a dark lantern, lighting a match!
A stick and a stake
For King James’s sake!
If you won’t give me one,
I’ll take two,
The better for me,
And the worse for you.
A rope, a rope, to hang the Pope,
A penn’orth of cheese to choke him,
A pint of beer to wash it down,
And a jolly good fire to burn him.
Holloa, boys! holloa, boys! make the bells ring!
Holloa, boys! holloa boys! God save the King!
Hip, hip, hooor-r-r-ray!

“Remember, remember! The Fifth of November”

Chi ricorda questi versi, avrà sicuramente visto il film V per Vendetta, diretto da James McTeigue e tratto dall’omonino romanzo a fumetti scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd. Il protagonista è vestito da Guy Fawkes e progetta di far esplodere il Parlamento, simbolo di potere e oppressione in un futuro distopico e totalitarista. A differenza del congiurato originale, tuttavia, egli riesce nell’impresa, in nome della libertà del popolo. Riabilitata anche grazie alla pellicola, la figura di Fawkes e il suo volto sono ormai un simbolo della lotta contro lo status quo e in opposizione al sistema, e la sua maschera è utilizzata da diversi gruppi antigovernativi o anarchici, come gli hacker di Anonymous.

Dopotutto, come racconta Natalie Portman, in un celebre monologo nel film: «Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d’uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma quattrocento anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un’idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore… le idee non amano. Non è di un’idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai».

Federica Checchia