Renato Zero e Achille Lauro, due artisti simili ma non uguali - photo credits: meteoweek.com
Renato Zero e Achille Lauro, due artisti simili ma non uguali – photo credits: meteoweek.com

Renato Zero compirà 70 anni il 30 Settembre e non le manda a dire a nessuno. Presenta alla stampa i suoi nuovi lavori che usciranno il 30 Settembre, giorno del suo compleanno, il 30 Ottobre e il 30 Novembre. “Zerosettanta – Volume Tre”, il primo dei tre dischi che il cantautore ha deciso di regalarsi per l’importante celebrazione, sarà un disco che a detta del cantautore romano “conterrà brani rappresentativi di un trascorso che qui vuole ribadire lo sforzo e l’attenzione verso quella coerenza che mi ha sempre contraddistinto”.

Quando Renato Zero parla, dobbiamo assolutamente recepire il suo messaggio. Stavolta, senza neanche polemizzare più di tanto, ma mettendo giustamente i puntini sulle i, ammette di non avere nulla a che fare con un suo simile. Abbiamo detto simile perchè, stando ai fatti, Achille Lauro è sicuramente un figlio artistico di Renato Zero: i loro stili, le loro provocazioni e il loro linguaggio estetico hanno sicuramente dei punti in comune. Lungi però nel mettere sullo stesso piano due artisti simili (come detto), ma non uguali. Renato Zero e Achille Lauro hanno percorsi totalmente differenti. Per l’epoca, per lo status, per le tematiche delle canzoni sociali trattate e per la musica.

ll videoclip “L’angelo ferito”, primo singolo estratto dal Volume Tre in uscita dal 30 settembre 2020.

“Quando ho iniziato io…” lo sfogo di Renato Zero

Renato Zero ha così affermato in occasione dell’annuncio dei suoi nuovi progetti discografici: “Quando ho iniziato io dovevano sgomberare le piste dei locali, non c’erano palcoscenici. Sfollavano la pista da ballo e io cantavo con solo un revox, nella mia nudità coperta di piume. Non giocavo a fare il clown della situazione, io cantavo le problematiche della periferia, della borgata della gente emarginata”.

Naturalmente le possibilità e la fatica nel lavoro negli anni 70′ e 80′, soprattutto se ti chiamavi Renato Zero e proponevi al pubblico degli stimoli di quella statura, furono elementi e note di merito che oggi portano sulla schiena del cantante un bagaglio d’esperienza di tutto rispetto. L’arte e le tecniche del trasformismo e le determinate tematiche (allora tabù insopportabili per quella società) erano difficili da portare avanti, in una Italia governata dalla Democrazia Cristiana dal dopoguerra. E di questo, a Renato Zero, va dato atto. Non per niente, Renato Zero è Renato Zero anche per quei trascorsi, per quel passato che oggi ricordiamo con tanta ammirazione.

Achille Lauro nel Rolls Royce Tour - photo credits: scarletboulevard.com
Achille Lauro nel Rolls Royce Tour – photo credits: scarletboulevard.com

Nulla da togliere all’incredibile ecletticità e alla straordinaria carriera di Achille Lauro. Nato dal trap, oggi reincarna una sexy pin-up punk rock che sta letteralmente mandando in estasi la musica italiana. Nulla da togliere neanche al percorso artistico-musicale di Lauro. Anche lui, dotato di molta sensibilità artistica, è incline a quel mondo fatto di piume, trucco e parrucco che tanto ci ha fatto divertire al Festival di Sanremo. Riconosciamo anche all’ex trapper una assoluta dedizione alla produzione dei suoi testi, immersi in una realtà (ricordiamo Ragazzi Madre) non serena e costernata di problematiche giovanili.

Renato Zero, nato a Roma il 30 settembre 1950, in uno scatto degli anni Settanta - photo credits: quotidiano.net
Renato Zero, nato a Roma il 30 settembre 1950, in uno scatto degli anni Settanta – photo credits: quotidiano.net

Zero e Lauro? Due mondi e due epoche diverse

E allora? Le diverse epoche che hanno visto assoluti protagonisti i due cantanti, sono naturalmente diverse per le ragioni suddette. Achille Lauro, pare più avvantaggiato almeno per le chances di emergere: In questi anni divorati dalle immagini, dai social network e dalle infinite strade virtuali del web, Lauro si è saputo destreggiare con un piglio davvero ammirabile. Renato Zero tutto questo non lo ha vissuto. Neanche l’appoggio delle radio, canale importante per la divulgazione musicale, è andato sulla stessa corsia. Infatti, lui stesso afferma: “Nel nome del target, non passano le mie canzoni. De André, Guccini, Lauzi, Battiato sono stati abbandonati dalle radio che non danno la possibilità di ascoltare chi in questo Paese ha cantato alto”.

Durante la presentazione del nuovo lavoro, con i giornalisti collegati via Zoom, Zero ha proseguito parlando della musica di oggi: “Non si può fare la musica chiusi in una stanza, soli davanti al pc, perché così diventa un soliloquio sterile. E la facilità di visibilità che hanno oggi i ragazzi rischia di bruciarli troppo presto”.

Achille Lauro – Maleducata, soundtrack ufficiale della serie Netflix “Baby 3”

Puntuale appunto di un artista che oltre a produrre musica, ha anche uno sguardo totale sulla condizione della musica di oggi. C’è anche da dire che in tutta questa musica digitalizzata, oserei senza neanche troppa paura dire virtualizzata, ci sono degli spiragli di pregevole fattura. E Achille Lauro, con la sua verve da Divo, rappresenta un valido motivo nel credere in questa dimensione della musica attuale. Infondo, la bellezza della musica sta proprio in questo: Ogni epoca partorisce un linguaggio, una moda, una visione diversa del mondo.

Articolo a cura di Gianrenzo Orbassano

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