Renato Zero- Photo Credits viagginews.com
Renato Zero- Photo Credits viagginews.com

Renato Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini, nasce il 30 settembre 1950 a Roma. Noto per essere un cantautore, showman, ballerino e produttore discografico, è considerato una leggenda della musica italiana. Egli è anche un artista eclettico e talentuoso, e ha realizzato successi intramontabili entrando nel cuore delle persone, con la sua musica e la sua personalità. 

Dopo aver conseguito la licenza media, decide di seguire i suoi interessi e inizia un percorso artistico iscrivendosi ad una scuola di cinematografia e televisione. Al terzo anno però interrompe gli studi e fa emergere il suo acume per il marketing, ed il suo spirito imprenditoriale, iniziando a lavorare con il suo talento. Studiando da autodidatta, coltiva le passioni della musica, del ballo, canto e recitazione, che lo hanno reso un artista poliedrico.

Renato Zero: La malattia infantile e inizio della sua carriera

Renato Zero – immagine web

Prima di arrivare al successo planetario di Renato, però, facciamo un passo indietro. Non sempre la sua vita è stata una strada in discesa, infatti appena nato, il piccolo “Zero” è stato costretto ad affrontare la prima grande prova della sua vita. A pochi giorni dalla sua nascita, ebbe una grave una forma di anemia, che lo costrinse a una trasfusione completa. “Grazie” a quella esperienza, Renato ha da subito sviluppato un grande e forte senso di attaccamento alla vita.

Renato Zero, dopo quella terribile anemia cresce sano e forte, e con una grande passione per l’arte. Tuttavia da ragazzino non desiderava ancora fare il cantante. Ha studiato, come abbiamo già introdotto prima in un istituto per la Cinematografia e la Televisione fino a sedici anni. Inizia così la sua carriera al seguito di Rita Pavone, nientemeno che come ballerino. Renato inaugura la sua carriera musicale tempo dopo, accanto a  due icone della canzone italiana. Si tratta di Mia Martini e Loredana Berté che lo accompagnano nel mondo della musica. Inutile dire che si tratta di un’ ottima gavetta per un ragazzo che è ancora alle prime armi.

La consacrazione come cantante

Negli anni 70 inizia a seguire la moda del glam-rock, e crea un personaggio tutto suo. parliamo di un Renato eccentrico, controverso ma apprezzato. Si tratta di un tipo decisamente sopra le righe, fuori da ogni schema, che verso la fine degli anni 70 acquista un tendone del circo Togni e gli dà il nome di Zerolandia. Giusto per citare una delle sue tante “sane follie”. E così è proprio negli anni 70 che inizia la sua scalata al successo e la definizione della sua identità artistica. Il suo look abbraccia la scena glam-rock del momento. Così come alcuni famosi cantanti di quell’epoca, tipo Freddie Mercury, anche Zero riempiva le scene, arricchendo il suo personaggio indossando svariati gadget e accessori.

Utilizza coloratissime parrucche, paillettes scintillanti, e cipria bianca sul volto che lo rendono unico nel suo genere. Nascono così i suoi primi pezzi come “Mi vendo” e “Il cielo”. In seguito, una serie di successi televisivi e numerosi album, tra cui quelli dove ci sono brani come “I migliori anni della nostra vita“, o “Triangolo“, “Nei giardini che nessuno sa” o “Ovunque sei” lo consacrano come musicista. Tuttavia negli anni ’80 arriva una profonda crisi  e il lavoro discografico di “Zero” ha un calo clamoroso. Nel 1991 però ha un’enorme ripresa, si esibisce sul palcoscenico di Sanremo, dove la sua esibizione si conclude con un standing ovation.

Renato Zero, aneddoti e curiosità

Renato Zero - Photo Credits radioflash.fm
Renato Zero – Photo Credits radioflash.fm

Diversi sono gli aneddoti e i misteri che si celano dietro il personaggio di Renato Fiacchini. Il primo riguarda proprio il suo soprannome “Zero”. Esso deriva dagli esordi della sua carriera. In quel tempo, un giovanissimo Renato si esibiva in alcuni locali romani, che gli riservarono un’accoglienza tutt’altro che calorosa. Egli racconta infatti, che la scelta del suo nome d’arte, è data da una frase che si sentiva rivolgere di continuo, “Sei uno zero”.

Un altro aneddoto da lui smentito, è il vociferare della sua presunta omosessualità. Probabilmente il suo essere un personaggio un po’ androgino, ha indotto le persone a credere che fosse anche gay; tuttavia egli ha smentito, dichiarando di essere attratto dalle donne e di aver anche avuto relazioni con esse. Un altro curioso fatto divertente, è che tutti i fan della saga di Harry Potter, sostengono che lui sia identico al professor Severus Piton, docente di magia contro le arti oscure, e hanno creato simpaticissimi meme e montaggi video.

“I sorcini” di Renato Zero

Altre curiosità su Renato Zero si possono riscontrare nel soprannome che diede ai suoi fan ovvero “i sorcini”, chè all’inizio del suo successo non erano chiamati in quel modo, ma ‘zerofolli‘. Fu il cantante stesso a coniare il famoso soprannome “sorcini”, un giorno che Renato si trovava a Viareggio, e chiese ad un amico di fargli fare un giro sul suo motorino sul lungomare. Improvvisamente una marea di ragazzini con i propri scooter lo seguirono. Sembrava il pifferaio magico con il suo seguito di topini, e quando scese dal veicolo, glielo fecero notare, e da allora i suoi fans li chiamò “sorcini”

Altra curiosità su Zero è la sua passione per il travestimento. Renato ha sempre adorato il trasformismo, i costumi e l’arte del cucire. Prima di ogni suo spettacolo cuciva e confezionava da sé i propri abiti e applicava da solo il suo make-up. I suoi travestimenti e i suoi look sono stati fonte d’ispirazione anche per le successive pop e rock star estere. Un’ultima curiosità molto recente, è la critica che qualche giorno fa ha rivolto alla “musica” di Achille Lauro. Egli ha controbattuto, perchè qualcuno ha ipotizzato che Lauro potrebbe essere il suo possibile erede. Renato Zero lo definisce un clown”, prendendo giustamente le distanze dal suo modo di fare musica, che non ha nulla a che vedere con quella del cantante Romano, realizzata con molta gavetta e con il sudore della sua fronte.

Ilaria Cipolletta

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