Cinema

Renée Zellweger, la preparazione per il ruolo di Bridget Jones

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Compie 53 anni oggi l’amatissima attrice texana Renée Zellweger, la quale vanta di una straordinaria carriera, seducendo anche la più prestigiosa statuetta d’oro: è stata vincitrice dell’Oscar sia nei panni di miglior attrice non protagonista, nel 2004 per il film ‘Ritorno a Cold Mountain’, sia nei panni di miglior attrice protagonista, per l’interpretazione in Judy’ nel 2020.

Nel corso degli anni, la critica non ha potuto fare a meno di riconoscere il suo gran talento con ambitissimi premi, ma la Zellweger è riuscita a far qualcosa che va oltre un oggettivo giudizio di bravura: entrare nei cuori della gente. 

Renée Zellweger: simbolo delle donne grazie a Bridget Jones

Non è da tutti gli attori, infatti, essere continuamente menzionati e ricordati affettuosamente per un’interpretazione in particolare, ma lei ci è riuscita! Era appena il 2001 quando Renée ha fatto innamorare tutto il grande pubblico per la parte della buffa e dolcissima Bridget Jones nell’omonimo e iconico  film ‘Il diario di Bridget Jones’.

Bridget Jones è entrata ufficialmente nella cultura di massa e nell’immaginario collettivo, diventando il simbolo di qualsiasi donna che almeno una volta nella sua vita si è sentita come lei: goffa e impacciata, sfortunata in amore e piena di piccoli difetti che la fanno sentire lontana dallo stereotipo di ‘donna perfetta’.

L’impegno della Zellweger per il ruolo

Renée Zellweger fu scelta per il ruolo di Bridget Jones non con poca fatica: infatti, riuscì a prevalere in un’agguerritissima sfida stellare che includeva Kate Winslet, Toni Collette e Helena Bonham Carter

Questo non potè far a meno di rendere la strada dell’attrice ancora più in salita, accaparrandosi grandi aspettative che di certo non poteva deludere. Così, la allora trentenne Renée si investì di grande responsabilità e volle prestarsi alla parte con una meticolosa preparazione.

Partiamo dal presupposto che il film necessitava avere per forza uno stile inglese, ambientato in Inghilterra, e così via. L’attrice, che però era americana, dovette così esercitarsi duramente nell’apprendere e padroneggiare perfettamente l’accento britannico. Non fu questo l’unico sforzo a cui si sottopose. Infatti, per entrare meglio nella parte l’attrice decise di svolgere lo stesso lavoro della protagonista del film, ovvero impiegata in una casa editrice: ecco come per due settimane si trasformò quindi in stagista facendo caffè, fotocopie e rispondendo al telefono sotto il nome di Bridget Cavendish.

E ancora, dovette assecondare sempre di più l’immaginario della Jones. Considerata troppo magra, fu costretta a ingrassare di 12 chili seguendo una dieta a base di cibo spazzatura e bevande proteiche, nonché, per tutta la durata delle riprese, che la vedevano nei panni di un’accanita fumatrice, fumò sigarette “finte”, non a base di tabacco ma di alcune erbe innocue, per evitare di mettere a rischio la sua  salute.

Francesca D’Oriano

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