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Retronerd #7 – Policenauts, il capolavoro dimenticato di Hideo Kojima

Quando sentite parlare di Hideo Kojima, la vostra mente va a quella splendida saga dal titolo di Metal Gear Solid. Più attualmente, anche al suo ultimo lavoro, Death Stranding. Entrambi i titoli godono di grande seguito, seppur non esenti da qualche critica. Oggi, la rubrica Retronerd è dedicata ad una delle sue opere minori, ma non per questo meno importante: Policenauts.

Policenauts è Arma Letale nello spazio o forse, è molto di più?

Hideo Kojima ha ridefinito il significato di videogioco e l’ha innalzato a qualcosa di molto più grande e ricercato. Kojima è stato il fautore dell’opera videoludica sempre più simile ad un’opera cinematografica. Lunghe sequenze narrative, trame contorte, molteplici riferimenti a film di culto sia occidentali che giapponesi. Insomma possiamo dire, senza esagerare, che Kojima è stato uno dei primi a portare il cinema nei videogiochi e ha fatto in modo che il cinema portasse i videogiochi al suo interno.

Si mormora infatti dell’Easter Egg riferito a Metal Gear Solid V: The Phantom Pain in Star Wars Il Risveglio della Forza, con un C3-PO impreziosito da un familiare braccio bionico di colore rosso, come se volesse riprendere quello di Venom Snake.

Qual è il background di Hideo Kojima? Quali sono le sue opere antecedenti Metal Gear Solid, approdato su Playstation nel 1997?

Kojima inizia a lavorare per Konami durante gli anni Ottanta e, nel biennio 1987-1988, fa uscire le sue prime opere caratterizzate da trame affascinanti e allo stesso tempo contorte: Metal Gear e Snatcher. Il primo, non ha bisogno di presentazioni, è il primo episodio della saga di Solid Snake (famosa “operazione intruder N313″) che lo vede scalare la fortezza di Outer Heaven, ispiratosi a vari film come Terminator e 1997: Fuga da New York; il secondo invece, è una visual novel fortemente ispirata al capolavoro cyberpunk Blade Runner di Ridley Scott. Entrambi sono un successo di critica e pubblico, regalando ad Hideo Kojima il posto “d’onore” nella compagnia e, fiero del suo operato, si avvia così verso i fortunati anni Novanta.

Jonathan Ingram
Jonathan Ingram nel suo ufficio in Old L.A. Fonte: web

Nel 1994 esce una piccola pietra miliare del genere visual novel a carattere investigativo spesso sconosciuta ai più ma fondamentale per conoscere anche i successivi lavori di Hideo Kojima: Policenauts.

Policenauts nacque dall’interesse di Kojima nel creare una storia che implicasse il viaggio nello spazio e la costruzione delle prime colonie spaziali e come, la vita su di esse potesse modificare l’individuo sia psicologicamente che fisicamente. Inoltre, la trama è vagamente ispirata alla leggenda folkloristica giapponese di Urashima Taro il quale, dopo aver passato tre giorni in un fantastico mondo subacqueo grazie al salvataggio di una tartaruga morente, ritorna nel suo villaggio scoprendo che in realtà erano passati trecento anni da quando era andato via e nessuno si ricordava più di lui.

Uscito per svariate console, come NEC PC-98, personal computer abbastanza in voga nel Sol Levante in quegli anni e, successivamente, 3DO e ottimizzato negli anni successivi anche per Sega Saturn e Playstation, Policenauts è un’avventura grafica a stampo fantascientifico che – ancora una volta – prende a piene mani riferimenti cinematografici di film usciti qualche anno prima, come Arma Letale con Mel Gibson.

Jonathan e Martin
Jonathan e Ed come Martin Giggs e Roger Murtaugh in Arma Letale. Fonte: web

Policenauts è il risultato dell’unione di due parole: police e astronauts.
I policenauts fanno riferimento ad un corpo speciale di polizia spaziale di cui fa parte il protagonista principale, Jonathan Ingram, un ex-poliziotto in forze su Beyond Coast, la prima colonia spaziale che ruota intorno alla Terra.

Tuttavia, durante una spedizione nello spazio per testare le nuove tute, Jonathan, a causa di un errore, viene sbalzato via sotto gli occhi increduli dei suoi colleghi e scompare nel cosmo. Dopo 28 anni, viene ritrovato ancora vivo e giovane, grazie al sistema di ibernazione presente nella sua tuta spaziale.

Policenauts cover
I membri delle forze speciali Policenauts in missione su Beyond Coast. Fonte: web

Dopo aver ripreso conoscenza e – vedendo il mondo gradualmente cambiato davanti a sé – torna ad Old Los Angeles, negli Stati Uniti, iniziando il lavoro di detective privato. Le giornate scorrono tranquille quando, una sera, bussa alla porta del suo studio Lorraine, la sua prima ed unica moglie, invecchiata e successivamente risposata con un uomo chiamato Kenzo Hojo, e gli chiede di indagare sulla misteriosa scomparsa del nuovo marito. Jonathan si dimostra titubante al nuovo incarico, ma, una volta uscita dallo studio, Lorraine è vittima di un fatale agguato. Dopo averla soccorsa, inutilmente, Jonathan si fa coraggio e accetta la richiesta della moglie, indagando sulla sorte di entrambi i coniugi e volando verso la colonia spaziale di Beyond Coast ancora una volta, per fare luce sull’accaduto.

Una volta su Beyond, si legherà presto al suo vecchio amico e collega, Ed Brown, e farà conoscenza dell’unica figlia della donna, Karen.

Policenauts Meryl
Le due Meryl a confronto. Sulla destra, la versione del personaggio in Policenauts. Fonte: web

Alcuni personaggi in Policenauts sono stati trasferiti nell’universo di Metal Gear Solid, il più noto è il personaggio di Meryl Silverburgh presente in entrambi gli universi videoludici. In Policenauts, è un’abile soldatessa terrestre in forza nel corpo di polizia di Beyond Coast e aiuterà Jonathan e Ed nelle loro indagini. Prima di unirsi al dipartimento di polizia “coloniale”, faceva parte dell’unità Foxhound, sulla Terra. Il suo partner, Dave Forrest, è un poliziotto di natura bonaria e pacifista, ghiotto di junk food. E’ biondo e indossa un gilet arancione, lo stesso che indosserà Meryl nel finale di Metal Gear Solid, e porta sempre degli occhiali da aviatore in testa, gli stessi che ritroveremo anche al collo di Eva in Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Inoltre, Dave getta le basi per il personaggio di Johnny in Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriot, condividendo lo stesso carattere, un po’ impacciato ed infantile.

Policenauts fu lodato all’epoca per la storia contorta e molto matura che tocca temi spinosi quali il traffico di droga e il commercio illegale di organi.

Policenauts gameplay
Schermata della sezione di shooting in prima persona, sotto abbiamo la barra della vita e le munizioni disponibili. Fonte: web

La longevità di Policenauts, una decina di ore complessive, è perfetta per un punta-e-clicca che tiene sempre viva l’attenzione dello spettatore grazie a costanti ed inaspettati colpi di scena. Ad arricchire la natura investigativa del titolo, c’è la presenza di dialoghi a scelta multipla. Una volta esaminati tutti gli elementi, o i dialoghi, di uno scenario si passa al successivo. Sono presenti anche sezioni in action in prima persona, in cui Jonathan dovrà disinnescare una bomba o sparare. Nelle sezioni di shooting, la versione di Sega Saturn implementa l’utilizzo della light gun.

La colonna sonora è di notevole fattura e l’opening di Policenauts è diventata un marchio di fabbrica anche del successivo Metal Gear Solid per Playstation, riconoscibile dal jingle che accompagnava il logo Konami all’inizio del gioco.

Policenauts non è mai uscito fuori dai confini giapponesi, era stata programmata una pubblicazione in Occidente, cancellata a causa di problemi tecnici con l’implementazione della traduzione inglese. Tuttavia, nel 2009 è stata pubblicata una traduzione amatoriale in inglese che ha permesso al pubblico anglofono, e non, di giocare finalmente questo titolo. La pubblicazione della traduzione inglese è stata pubblicata il 24 Agosto 2009, una data simbolo in cui Jonathan e Lorraine si sono sposati e giorno di nascita di Hideo Kojima stesso.

Policenauts
Jonathan Ingram in azione. Fonte: web

E’ possibile provare sia Policenauts che il prequel spirituale Snatcher sui nostri PC tramite emulatore ma è sempre auspicabile una versione rimodernata e in alta definizione di queste due pietre miliari dei punta-e-clicca e delle visual novel giapponesi in generale. Inoltre, sono opere fondamentali per avere una visione più ampia dell’operato di Hideo Kojima che ha sempre collegato, seppur tramite easter eggs, tutti i suoi lavori. Non a caso, il mio personale interesse per Policenauts nacque già nel 2002 quando notai il poster della locandina del videogioco nella computer room della Big Shell in Metal Gear Solid 2.

Policenauts è, insieme a Snatcher, un’avventura che merita di essere giocata e vissuta nella sua interezza. La sua narrazione ha aperto varie strade dell’animazione giapponese e la fantascienza dedicata alle avventure nelle colonie spaziali, e la prima che mi salta alla mente è quella splendida opera intitolata Cowboy Bebop. Malgrado avessero compiti differenti, la personalità di Jonathan Ingram mi ricorda molto quella di Spike Spiegel, oltre al fatto che sono entrambi dei fumatori incalliti.

Policenauts vs Cowboybepop
Cowboy Bebop, anime cult di fine anni Novanta. Fonte: web

Se vi piace Hideo Kojima, l’animazione giapponese, le avventure spaziali e donne prosperose: Policenauts fa al caso vostro!

Termina qui il settimo appuntamento con la rubrica Retronerd e vi invito a seguire il prossimo appuntamento, venerdì 22, curato dalla brava Federica Giorgi!

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