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Review Serie A: tutti i risultati della 37esima giornata

Si chiude con il “botto” la penultima giornata di Serie A, con un quadro ormai ben definito ma che lascia ancora piccole incertezze che verranno chiarite definitivamente negli ultimi 90 minuti.

Con Benevento e Verona già retrocesse, la 37esima giornata di campionato porta con sé notevoli emozioni, dalla vittoria del settimo scudetto consecutivo della Juventus (ai danni di un ottimo Napoli) alla matematica qualificazione alla prossima Champions League della Roma, passando per l’acceso in Europa del Milan (matematicamente sicuro di giocare la prossima Europa League) fino alle emozionanti sfide della prossima giornata, in cui si definirà in primis quale sarà la quarta forza del campionato (posizione valevole per l’ultimo posto in Champions) e poi chi avrà modo di rimanere nella massima divisione anche il prossimo anno.

Benevento – Genoa (1-0)

Al Ciro Vigorito va in scena una partita di per sé senza grandi pretese, tra un Genoa già salvo e senza ulteriori obiettivi e un Benevento che non ha più nulla da offrire a questa Serie A, se non una vittoria per i suoi tifosi, cercata per 90 minuti e ottenuta grazie alla rete di Diabatè al minuto 87.

Inter – Sassuolo (1-2)

Matteo Politano e Domenico Berardi, nell’anticipo serale, complicano non poco la vita di Luciano Spalletti, alle prese con una stagione altalenante e sul filo di un rasoio tra l’essere relativamente vincente o fallimentare. Il quarto posto è un obiettivo concreto ma i gol al 25′ e al 72′ dei due italiani del Sassuolo hanno rimarcato le lacune di questa Inter e reso ancor più difficile il suo perseguimento. Ora non resta che giocarsi il tutto per tutto contro la Lazio, con un Rafinha in più (suo il gol al minuto 80′) e con la consapevolezza che la squadra c’è, le statistiche anche di quest’ultima partita non mentono (a dimostrazione che Spalletti sa imporre il proprio gioco), deve solo continuare a lavorare

Verona – Udinese (0-1)

L’Hellas saluta il Bentegodi non nel modo migliore, chiudendo la sua stagione in A con una sconfitta contro l’Udinese che sa tanto di resa. Non ai fini del risultato, condannata alla retrocessione già prima del match ma in riferimento almeno alla voglia di non sfigurare. Con la rete di Barak al 20′ l’Udinese batte il Verona e si prepara a salutare il proprio pubblico nell’ultima giornata, contro il Bologna.

Torino – Spal (2-1)

Cuore e grinta non sono sufficienti per questa Spal al suo primo anno in Serie A e in una giornata che avrebbe potuto lasciare tutt’altro sapore ai propri tifosi, la squadra di Ferrara allenata da Semplici giunge a Torino con tanta voglia di fare ma non è sufficiente per fermare i “granata”. 2-1 è il risultato finale con la rete del momentaneo vantaggio della Spal firmata Grassi (22′) e il pareggio di Belotti (68′) seguito dal gol vittoria di De Silvestri (87′) che decretano la vittoria dei padroni di casa e condanna la neo promossa a giocarsi il tutto per tutto nell’ultima giornata di campionato.

Fiorentina – Cagliari (0-1)

Partita abbastanza interessante al Franchi tra una Fiorentina che ha cercato per 90′ di ottenere una vittoria in ottica Europa League ma che si è dovuta scontrare con un Cagliare inaspettatamente agguerrito. Il “Cholito” e i suoi non sono riusciti a superare la formazione schierata da Diego Lopez, la quale vince grazie al gol decisivo di Leonardo Pavoletti al minuto 37. Molti cartellini e animi infuocati per l’intera partita, fino alla “rissa” in campo scoppiata a seguito dell’intervento scomposto e falloso di Veretout su Joao Pedro (costatogli il rosso al 95′).

Crotone – Lazio (2-2)

In una partita dal sapore di Champions la Lazio di Inzaghi si reca allo stadio Ezio Scida forte del risultato di Milano ma impatta contro un Crotone che crede ancora nella salvezza e non arretra di un solo passo davanti al proprio pubblico. Senza il suo cannoniere, la squadra di Claudio Lotito gioca ma non segna, o per lo meno non facilmente come quando è in campo Immobile e il risultato è un faticoso 2-2 ottenuto grazie al gol di Savic al minuto 84, dopo l’iniziale vantaggio firmato Senad Lulic (su calcio di rigore) e il successivo svantaggio a seguito dei gol di Nwankwo e Ceccherini. Qualificazione dunque rinviata all’ultima partita, proprio contro l’Inter.

Bologna – Chievo (1-2)

In quel di Bologna va in scena una partita meno anonima del prevista, in cui gli uomini di Lorenzo D’Anna devono dare il massimo per provare a strappare una vittoria che profuma di salvezza. Inizio non dei migliori con il vantaggio dei padroni di casa grazie al solito Verdi, che al 12′ segna su rigore. Partita rimessa sul binario giusto solo nel secondo tempo, grazie a un gol di Giaccherini (48′)da cineteca, che ricorda in parte la famosa rete segnata da Totti contro la Sampdoria. al minuto 60 si chiude il cerchio con il gol di Inglese che regala al Chievo 3 punti preziosi.

Atalanta – Milan (1-1)

Finalmente Gattuso può tirare un sospiro di sollievo. Dopo la finale di Coppa Italia persa contro la Juventus con un sonoro 4-0, nel difficile campo di Bergamo, il Milan ottiene l’accesso alla prossima Europa League, non con qualche nota di demerito, avendo perso l’opportunità di portare a casa una vittoria, quasi necessaria per il morale, al 92′ con il gol di Masiello, in risposta all’iniziale vantaggio rossonero targato Kessié. Per L’Atalanta ora la situaizone si fa più difficile, dovendo giocarsi il tutto nell’ultima partita.

Sampdoria – Napoli (0-2)

Tanta voglia di vincere ma inutilmente. Al Ferraris va in scena l’ultimo atto di questo campionato. Milik prima (72′), Albiol poi (80′), fanno gioire e rimpiangere il Napoli, ma intanto a Roma le cose non vanno per il verso giusto. Ottima la prestazione, piacevole veder segnare Milik ma il tutto è ormai fine a se stesso. il Napoli gioca, vince e si prepara a salutare i propri tifosi al San Paolo.

Roma – Juventus (0-0)

Un risultato utile ad entrambe, specie per come si era messa la partita dopo l‘espulsione di Nainggolan al 68’. Uno 0-0 che permette alla Juve di portare a casa il settimo scudetto consecutivo e alla Roma di avere la certezza matematica del piazzamento Champions nonché un vantaggio di un paio di punti sulla quarta.

FRANCESCO FIORAVANTI

 

 

 

 

 

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