Riapertura dei confini in Europa: l’elenco dei Paesi in cui si potrà viaggiare dal 1 luglio

L’Europa riapre i confini internazionali a una lista di 15 Paesi che esclude (al momento) gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia. Per l’estate 2020, dunque, gli italiani potranno spostarsi nel mondo rispettando le limitazioni imposte dai vertici dell’Unione. Ecco dove sarà possibile recarsi.

Riapertura confini Europa: via libera verso 15 Paesi

Dopo la riapertura dei confini regionali in Italia (dal 3 giugno scorso), l’Europa è pronta a riaprire anche le frontiere con i Paesi extra-Ue. In particolare è stata stilata una lista di 15 Stati verso i quali sarà possibile spostarsi anche per le vacanze estive a partire dal mese di luglio 2020. A causa dell’emergenza coronavirus, infatti, era possibile viaggiare solo per motivi di lavoro o di salute. Mentre dal 1° luglio arriva il via libera all’ingresso dei visitatori nell’area Schengen provenienti da: Marocco, Algeria, Tunisia, Serbia, Montenegro, Georgia, Canada, Uruguay, Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Rwanda.

Anche i visitatori provenienti dalla Cina potranno entrare in Italia, ma soltanto se il Paese rispetterà l’accordo di reciprocità eliminando, quindi, la quarantena obbligatoria imposta agli italiani in arrivo. I criteri di riferimento tenuti in considerazione per stilare la lista hanno analizzato i tassi di contagio – che dal 15 giugno scorso dovevano essere simili a quelli registrati in Europa -. Inoltre, sono stati rilevanti anche i nuovi focolai emersi di recente e l’elevato numero di vittime registrate in alcuni Stati. Nella lista approvata dall’Ue figurano anche quattro enclaves europee: Andorra, San Marino, Vaticano e Montecarlo.

Chi sono gli esclusi?

Non sarà possibile spostarsi in tutto il mondo a partire dal 1° luglio 2020: infatti, dalla lista europea sono stati esclusi gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e l’India. Niente pass di ingresso e uscita nemmeno per Israele. La decisione dei vertici europei deriva dall’analisi dell’andamento epidemiologico di questi Paesi: i livelli di infezioni sono ancora troppo elevati. Il rischio è quello di cadere nel cosiddetto “contagio di ritorno”.

La Gran Bretagna – la cui situazione Covid sembra ancora grave – rimane al momento considerata come parte dei Paesi Ue. Ma la lista delle esclusioni verrà aggiornata ogni due settimane sulla base degli andamenti dei contagi negli Stati considerati ad alto rischio.

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