

L’Europa bacchetta il Lazio, e Roma in particolare, per come gestisce la spazzatura. “La situazione rifiuti a Roma si fa notare”, dice il commissario Ue all’Ambiente, Virginijus Sinkevicius, al sito Euractiv.com prima di affondare il colpo: “Siamo ben consapevoli delle difficoltà, ma i problemi di fondo devono ancora essere affrontati“.
La stoccata è diretta all’intero sistema e, quindi, agli enti che lo gestiscono: il Campidoglio con la sua maxi partecipata dei rifiuti, l’Ama, ma anche la Regione che ha competenza diretta sul tema e pure il governo che, soprattutto dopo l’emergenza Covid, vigila dall’alto. “Spedire i rifiuti in altre regioni italiane è legalmente possibile, ma non è la soluzione migliore“, spiega Sinkevicius che interpreta il nuovo piano rifiuti della Regione Lazio, in corso di approvazione, come “occasione perfetta per correggere le carenze individuate in passato, e spero possa aprire la strada a soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti in tutta la regione”..
“Sinkevicius ha ragione: il Lazio ha la peggior situazione strutturale d’Italia, qua mancano gli impianti e una politica industriale. Io ho consegnato al Campidoglio le linee guida del piano industriale con quattro scenari di sviluppo e aspetto una decisione anche se il quarto scenario, quello che prevede i termovalorizzatori, è stato scartato. Ora serve un tavolo tra Regione, Comune e governo, e la cosa più importante è riuscire prima di tutto a mettere a punto tutti gli impianti su cui c’è un accordo. Poi ascoltare il governo visto che, già dallo “Sblocca Italia”, i rifiuti sono tema di sicurezza nazionale. A maggior ragione dopo l’emergenza coronavirus: se malauguratamente la diffusione del virus nel Lazio fosse stata ai livelli della Lombardia, mi chiedo come avremmo fatto noi a smaltire i rifiuti contaminati”, dice il presidente dell’Ama, Stefano Zaghis.





