Partirà proprio da Roma, al Museo di Roma in Trastevere, la prima mostra dedicata a Rino Gaetano. Una scelta non casuale, visto il rapporto del cantautore crotonese, romano d’adozione, con la Capitale. Il suo ricordo è più vivido che mai a Montesacro, dove si era traferito con la sua famiglia, negli anni Sessanta, e dove aveva deciso di restare anche dopo aver ottenuto successo. Per diversi anni, inoltre, Piazza Sempione ha ospitato il Rino Gaetano Day, tributo musicale che si tiene il due giugno, anniversario della sua prematura scomparsa. Il quartiere Trastevere, tuttavia, non è da meno. Da sempre luogo d’incontro di musicisti e creativi, era frequentato dal talento calabrese sin dai tempi del Folkstudio.

Proprio nel cuore di questo storico crocevia di arte e musica, dal 15 febbraio 2024, sino al 28 aprile, sarà possibile avvicinarsi alla persona dietro il personaggio, grazie ad un’ esposizione che permette di ripercorrere la fulminante storia di Gaetano. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Alessandro Nicosia, in collaborazione con Alessandro Gaetano, nipote di Rino. A realizzarla, è C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto di Zètema Progetto Cultura, sotto il patrocinio di SIAE in partnership con Rai e Rai Teche, che conserva buona parte dei filmati concernenti il cantante, e Universal Music Publishing Group.

Rino Gaetano: la mostra in suo onore, tra cimeli e musica

Rino Gaetano in prova al QConcert, Archivio di Anna Gaetano

La rassegna, arricchita da memorabilia ed effetti personali, concessi per l’occasione dalla sorella di Rino, Anna, offre uno spaccato della sua carriera e, al tempo stesso, è una fotografia nitida della società italiana a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Il repertorio di Gaetano, dopotutto, si nutriva della realtà quotidiana e delle ingiustizie di un Paese spaccato dalle divisioni economiche e sociali. Cantava gli ultimi, ma anche i primi, e lo faceva trattando tutti allo stesso modo. Nelle sue denunce musicali non c’era spazio per distinzioni di casta: la sua penna pizzicava chiunque in egual misura. Scherniva Gianna, che «difendeva il suo salario dall’inflazione», e non risparmiava critiche a poteri forti, autorità e figure di spicco. Indimenticabile il siparietto con Susanna Agnelli, anch’essa bersagliata nella celebre Nuntereggae più. Il geniale cantautore gliele cantò in faccia con leggerezza e lei incassò il colpo, a metà tra il serio e il divertito.

La discografia di Rino Gaetano offre una varietà melodica e tematica senza eguali, resa inconfondibile dal graffio della sua voce. Era sarcastico e sfacciato, ma mai crudele, e le persone lo amavano, pur senza comprenderlo fino in fondo. Lungo il percorso allestito nelle sale del Museo di Roma, ci si trova davanti a oggetti di scena che hanno reso iconica ogni apparizione sul palcoscenico. Troviamo, ad esempio, il famoso cappello indossato a Sanremo 1979, regalatogli da Renato Zero. Ammiriamo il noto maglioncino celeste e le giacche di pelle, ma incappiamo anche in foto di famiglia, testimonianze di un’infanzia lontana e di sorrisi del fanciullo che fu. Un viaggio emozionante, quello tra le copertine dei suoi album, e tra gli scarabocchi, i testi, i regali. Frammenti della vita straordinaria di un ragazzo fuori dagli schemi, che nessuno riuscì mai a ingabbiare e che difese strenuamente la sua libertà d’espressione.

L’inaugurazione della mostra: gli interventi e le parole di altri musicisti

Nella sala conferenze del museo si è tenuta l’inaugurazione ufficiale dell’atteso evento. Coordinata e introdotta da Alessandro Nicosia, la conferenza stampa ha visto la partecipazione di Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice della Direzione Musei Civici, e di Alessandro Gaetano. Ad impreziosire la giornata, gli interventi di alcuni volti noti del panorama musicale italiano, tutti collegati, ognuno a modo suo, al paroliere. Il primo a prendere la parola è stato Sergio Cammariere. Il pianista condivide con lui una parentela inaspettata. La madre di Gaetano, infatti, è nata da una relazione extraconiugale del nonno di Cammariere, rendendo gli artisti, di fatto, cugini. I due, però non si sono mai incontrati, un grande rimpianto per Sergio.

Cortese e sentito, invece, è il pensiero rivolto da Giusy Ferreri. Nel 2009, la cantante ha inciso una cover della celeberrima Ma il cielo è sempre più blu; una rielaborazione di una delle canzoni più importanti di sempre, scritta nel lontano 1975, eppure più attuale e incisivo che mai. La cantautrice palermitana, all’anagrafe Giuseppa Gaetana Ferreri, era solo una bambina quando Rino morì; nonostante questo, è cresciuta ascoltando i suoi dischi, riconoscendone l’incredibile freschezza e l’impegno civile nascosto, ma non troppo, dietro ogni ritornello scanzonato.

Il ricordo di Riccardo Cocciante, e una sorpresa finale

A catalizzare l’attenzione, commuovendo i presenti, è stato Riccardo Cocciante, che con Gaetano aveva un legame fraterno, oltre ad aver formato con lui un binomio artistico d’eccezione. Descrivendolo come un animo inquieto, ma gentile e, a modo suo, anche timido, il maestro ha raccontato qualche aneddoto riguardante la loro amicizia, il loro connubio musicale e le loro strade congiunte. Entrambi, schivi, ma capaci di trasformarsi sul palco, entrambi osservatori della realtà circostante e narratori di essa, seppur in modo diverso. Cocciante ha accennato brevemente la sua struggente A mano a mano, cantata anche dallo stesso Rino, che la modificò senza mancarle di rispetto. Poi, in un platonico abbraccio all’amico, ha intonato un estratto dal capolavoro Notre Dame de Paris.

Nel cortile del complesso museale, infine, Alessandro Gaetano, insieme alla Rino Gaetano Band, ha eseguito un mini concerto acustico. Un delicato omaggio alla memoria del fenomenale cantautore, apprezzato trasversalmente da ogni generazione, precursore dei suoi tempi e forse più avanti anche dei nostri. Ciliegina sulla torta, un ultimo intervento di Cocciante, di nuovo con A mano a mano, accompagnato dalla band. Un saluto a Rino Gaetano, scomparso oltre quarant’anni fa, ma ancora ardente di vita grazie alla sua musica.

Federica Checchia

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