Rising Skill di Luca Noschese: un gioco di ruolo che lascia liberi di creare

Conosco Luca Noschese da anni ormai, ma ci eravamo persi di vista nel corso del tempo per le varie casualità della vita che ci accomunano un po’ tutti quanti; nonostante questo però avevo modo di salutarlo quella volta all’anno in cui con costanza e passione presentava il suo Rising Skill durante il Romics di Roma, invitando gli astanti a provare una sessione con notevole successo. Potete immaginare la mia sorpresa quando lo trovai sorridente al bancone il primo giorno che aprii la porta del Victorian Fox, anche se ripensandoci a posteriori era sicuramente l’unico posto in cui con certezza avrei potuto ritrovare quel ragazzone dalla folta barba.

Parla un po’ di te a coloro che non ti conoscono, tra i quali figurano anche gli altri membri della redazione Infonerd. Chi sei? Qual è il tuo legame con la catena Victorian? E Rising Skill?  

Menomale che non mi conoscono! Comunque, partiamo dall’inizio, sono Luca Noschese e sostanzialmente io ho un background da grafico pubblicitario, avendo pensato allora che quella sarebbe stata la mia strada, e poi mi sono reso conto che quella non era per niente la mia strada; per questo ho deciso di dedicarmi a quella che era la mia grande passione, ovvero i giochi di ruolo. Da giocatore incallito di titoli più famosi e di quelli un po’ meno conosciuti, ho iniziato a maturare l’idea di affrontare un progetto personale che appunto è Rising Skill, ma ci arriveremo dopo. Il mio incontro con Sidney e l’ambiente Victorian, all’epoca soltanto Victorian Monkey e oggi anche Victorian Fox, è nato proprio grazie a questo progetto perché avevo presentato questo gioco a Tivoli e qualcuno mi parò del ludopub Victorian Monkey. Un giorno andai e feci una chiacchierata con Sidney, chiacchierata che poi nel corso del tempo è sfociata in un’amicizia. Ho cominciato a fare delle sessioni di prova nel suo locale che hanno destato molto interesse reciproco e alla fine mi invitò a lavorare con lui. Ed eccomi qua nella soffitta, riqualificata a sala esclusiva, del Victorian Fox con te!

(Photo Credits: Luca Noschese)

Infatti va specificato ai nostri lettori che siamo nella saletta del Victorian Fox che è funzionale ai giocatori di ruolo e affini.

Sì, esattamente. Qui facciamo proprio sessioni di gioco ed è una sala esclusiva anche per il modo in cui è arredata: un unico tavolo molto grande e numerose sedie intorno. Proprio per questo si possono fare molte sessioni di giochi di ruolo, ma anche giochi da tavolo come Warhammer e altri wargame che magari richiedono uno spazio maggiore.

Qui immagino si giochi anche a Rising Skill… parlacene un po’.

Rising Skill è un gioco di ruolo che io ho sviluppato più o meno in autonomia diversi anni fa. Nel 2008 è cominciata a balenarmi l’idea di fare questo gioco e ho pensato “Perché no? Ne conosco parecchi, ne ho giocati tanti e voglio fare qualcosa di mio”. All’inizio è stato un esperimento fallito perché volendo o non volendo andavo a ricalcare e ricopiare quello che già avevo visto per esempio in Dungeons & Dragons. Da quel momento in poi ho cominciato a chiedermi come avrei visto un mio gioco di ruolo e da allora è cominciata questa seconda fase, il “gioco di ruolo 2.0”, che poi è diventato Rising Skill. Il nome di per sé vuole essere generico poiché il gioco in sé è generico: non è un gioco di ruolo dedicato a un’ambientazione, ma è più un sistema di gioco open per tutte le ambientazioni. Anziché creare un gioco di ruolo dedicato a un’ambientazione fantasy, come Dungeons & Dragons, o a una horror-noir, come Call of Cthulhu, o ancora a una odierna sui vampiri, come Vampire the Masquerade, io ho deciso di creare le regole e chi narrerà la storia potrà scegliere il mondo che più gli piace.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Se ricordo bene poi questa era la problematica di Dungeons & Dragons quando si andava a parlare di altre ambientazioni che non fossero fantasy.

Quello era un gioco che funzionava talmente bene nel suo ambiente che uscirne fuori non avrebbe avuto senso, poi autori che hanno voluto legare Dungeons & Dragons ad altri mondi hanno creato semplicemente altri giochi, e hanno proprio bypassato il problema.

Un po’ come te!

Sì! Io sono fondamentalmente la mente e il cuore del progetto, non ho al momento altri collaboratori se non illustratori. Ho avuto in passato qualcuno che mi ha dato una mano, ma sostanzialmente è un progetto che ho cresciuto con me. Quello che state vedendo è un manuale base con una meccanica molto rigida perché io avevo adottato all’epoca un linguaggio molto sistematico e preciso che non lasciava spazio al dubbio, per cui la stessa regola te la ribadisco più e più volte finché poi tu non la capisci. Questo ha portato alla conclusione che devo fare un restyling del manuale che infatti è in lavorazione. Il gioco di per sé si appoggia su delle meccaniche molto intuitive, adattabili a qualsiasi tipo di ambiente, e al momento sto sviluppando diverse ambientazioni. Ogni ambientazione non porta nuove regole, se non alcune legate a cose come la magia nel mondo fantasy, ma esse sono già nel manuale base.

(Photo Credits: Luca Noschese)

La cosa che ho da subito notato infatti di Rising Skill è il suo essere un manuale slim, che penso sia un vantaggio, perché ricordo l’incubo tra i giocatori di varie edizioni di Dungeons & Dragons sia per le dimensioni che per l’avere tutti i volumi necessari al gioco.

È un vantaggio perché indubbiamente lo zaino è più leggero!

Ma non pensavo solo a quello! Pensavo anche al tempo di studio di un manuale!

Quello assolutamente. Il manuale base spiega la regola madre del gioco nelle prime tre pagine, dopodiché sono tutte “complicazioni”: il resto è infatti tutta narrativa composta da dettagli da apportare al proprio personaggio. Dico questo perché Rising Skill, che appunto si traduce come “capacità crescente/capacità nascente”, sta a indicare che non è importante chi tu sia, come per esempio il Dungeons & Dragons la cosiddetta classe, ma tu hai delle cose che sai fare, scelte liberamente tramite una spesa di punteggi, e nel corso della partita tu affini queste capacità. In Rising Skill il fulcro è la capacità, cioè ciò che sai fare.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Parlavamo anche di questo con Sidney nell’intervista che ha inaugurato questa collaborazione con il magazine, del fatto che sia una cosa buona che vengano premiati – in quel caso parlavamo dei giochi da tavola – quei giochi che sono semplici da apprendere e che poi diventano complessi nel giocare, come per esempio Azul.

Chiaro! È sempre bello quando l’esperienza paga. È indispensabile che l’approccio sia semplice in modo da non spegnere l’entusiasmo iniziale. Un malloppo di regole alto così o l’essere costretto a investire su più manuali rischia di smorzare l’entusiasmo del giocatore occasionale.

Sto cercando in tutti i modi di rendere Rising Skill il più accessibile possibile anche al giocatore occasionale, perché parte da un concetto di gioco leggermente più avanzato e richiede quello sforzo di fantasia un po’ più elaborato che io apprezzo tantissimo.

Prima hai accennato agli illustratori, che io penso sia una parte che a volte viene anche un po’ sottovalutata dei giochi da tavola, quindi mi piacerebbe sentire da te qualcosa a riguardo degli illustratori che ti hanno aiutato in questo percorso.

Innanzitutto c’è stata un’indagine precedente tra vari potenziali illustratori, soprattutto perché io cercavo – e cerco tutt’ora – uno stile di disegno un po’ particolare. Non è un gioco che si appresta molto a uno stile manga e nemmeno allo stile americano come quello della Marvel, cerco qualcosa legato di più al realismo.

Io ho avuto un’illustratrice molto brava e molto promettente delle parti di Tivoli, Giulia Passacantilli, che è stata la mia collaboratrice principale, ma anche la disegnatrice che ha lavorato di più all’interno dell’ambientazione fantasy. C’è anche una pittrice molto brava di Perugia, una persona che mi sta dando veramente grandi soddisfazioni sempre legate all’ambientazione fantasy. E poi ci sono io che ogni tanto prendo la matita. L’illustrazione per me è sempre stata una passione, ma l’ho sempre vista come una seconda cosa, però adesso, tra una cosa e l’altra, mi ci sto rimettendo poco a poco riprendendo la manualità.

Per quel che riguarda il manuale base le illustrazioni non ci sono: vuole essere un manuale asciutto raccontato più tramite delle icone o delle illustrazioni astratte. Questa è stata la scelta che ho adottato per il restyling. È una scelta difficile, visto che a tutti piace vedere la bella illustrazione dettagliata, ma visto che il manuale è generico penso che le illustrazioni debbano essere altrettanto generiche; esse devono dare un’impronta leggera per l’immaginazione di chi legge. Vedremo dove andrò a parare!

(Photo Credits: Luca Noschese)

Quanti anni ha adesso il gioco?

L’edizione che abbiamo qui presente ha visto la luce più o meno quattro anni fa, prima io giravo con le fotocopie legate a spirale con la foderina trasparente, gli appunti, i post-it, ecc. Non mi sono voluto appoggiare a degli editori, ma ho voluto fare un esperimento di autoproduzione. Molte persone che lo hanno preso e provato mi hanno dato feedback positivi e negativi, in modo da farmi capire bene cosa aggiustare e cosa no.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Come è andata la promozione in passato e come ti sei mosso?

Sono molto soddisfatto e, essendo un progetto che ho curato io personalmente senza terzi al primo tentativo, sento di darmi una pacca sulla spalla. Sono stato molto sostenuto, per esempio io collaboro con “La Tavola Rotonda”, un’associazione di Frascati conosciuta tramite il Victorian, che si occupa principalmente di attività ludiche e promozione di giochi di ruolo e giochi da tavolo. Da lì poi sono arrivato al Romics e poi al LuccaComics. Un altro ragazzo che mi ha aiutato molto è Arturo Benzi della “GdrTales” di Genova, conosciuto allo Spezia Comics, che ha fatto con me un evento ludico su Rising Skill nella sede di Rocca Trecorvi. Ci sono poi altri nomi di persone importanti che hanno contribuito al progetto, anche se indirettamente e in alcuni casi anche senza saperlo, e uno di questi è Nicola de Gobbis della “Need Games”, che mi ha inviato all’evento “Free RPG day” che fanno a Milano. Poi dobbiamo dare il giusto merito a Rising Skill stesso poiché i suoi punti di forza ci hanno permesso di farlo apprezzare moltissimo durante la promozione.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Invece come ti muoverai per la promozione della versione 2.0? Sarai al Romics tra pochi giorni?

Questo Romics non penso di riuscire a farlo, ma considera che ogni volta che mi chiedono quando lo presenterò io rispondo sempre “Tra un mese”, ma sono tipo otto mesi che mi fanno questa domanda! Comunque il lavoro di restyling del manuale base è a buon punto: ho visto e riscritto la maggior parte del manuale. Dopo aver finito questa parte si tratterà solo di dargli una connotazione grafica, perché fino ad adesso mi sono concentrato sul contenuto, ma sulla parte estetica ho già molte idee. In aggiunta a questo sto portando avanti il manuale di ambientazione fantasy, e quello mi richiederà un po’ più di tempo. Non so dare una data purtroppo, ma posso dirti che entro quest’anno vorrei chiudere il restyling del manuale base, e per quel che riguarda il manuale di ambientazione fantasy vorrei cercare di chiuderlo entro giugno dell’anno prossimo. Al momento sono molto combattuto se aprire una campagna kick-starter o se tornare a fare un’autoproduzione.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Puoi darci delle precisazioni sui manuali di ambientazione?

I manuali devono essere visti alla stregua di un atlante: ti racconto un mondo e da lì potrai trarre ispirazione per le tue storie.

Faccio un esempio legato a D&D più che altro perché è il più facile da usare come esempio: anziché avere il Manuale dei Mostri, il Manuale del Dungeon’s Master e gli altri, il tutto sarà condensato in uno.

Al momento oltre all’ambientazione fantasy ci sono altre quattro ambientazioni in cantiere: quella steampunk, quella cyberpunk, quella noir e quella celtica. Gli illustratori serviranno proprio per questi manuali-atlante.

Invece l’uscita della 2.0 sarà accompagnata da gadget o oggetti per giocare?

Di per sé Rising Skill funziona da solo, hai il manuale e la famosa scheda del personaggio come in ogni gioco di ruolo classico, tuttavia l’ho sperimentato pure con delle miniature e con degli ambienti 3D dove giocarlo, tanto che al Romics ho utilizzato le ambientazioni di Giuliano Paladini, una persona che ho conosciuto sempre tramite Sidney, per svolgere le mie sessioni di prova. Per quel che riguarda il discorso gadget pensavo a questi molto di più per l’ambientazione, quindi si va dalla classica mappa del continente a un gadget stupido e utile come può essere un segnalibro. Perché poi il discorso è questo: nel caso dell’ambientazione fantasy, la storia si basa molto su un mondo medievale diviso tra regni.

(Photo Credits: Luca Noschese)

Pensavi a gadget inerenti le fazioni!

Esatto! C’è molto questa parte legata alle fazioni, ai popoli, alle regioni, ecc., quindi tengo a precisare che è un progetto tra tutte le ambientazioni che avrà più… “ciccia”, più mordente diciamo.

“Ciccia” mi piace perché dà un’idea di materico! Tienici aggiornati allora sulla seconda edizione e le sue traversie. Direi di concludere l’intervista con un’ultima domanda: dove può una persona giocare a Rising Skill e dove può trovare un gruppo con cui farlo?

Chiamatemi, no?! A parte gli scherzi, qui al Victorian Fox partirà a breve una campagna di Rising Skill e io sarò il master. Un’altra sede ovviamente è quella del Victorian Monkey. Poi si sta pensando, devo ancora parlarne bene con l’associazione “La Tavola Rotonda” di Frascati, di fare degli eventi anche lì presso la loro sede. Per il momento ci sono questi posti, in quanto in almeno due di loro posso esserci io fisicamente per presiedere il gioco; però ci sono dei miei collaboratori, sempre della realtà de “La Tavola Rotonda”, che conoscono il manuale e già in passato si sono proposti di fare avventure. Tenete d’occhio questi luoghi con le rispettive pagine e sicuramente troverete il modo per provare questo gioco.

Ti ringrazio tanto Luca, anche a nome della redazione Infonerd, e direi che ci salutiamo con la speranza di aggiornamenti prossimi riguardo alla nuova versione. In bocca al lupo!

Crepi il lupo! Grazie a voi!