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Maggio 8, 2021, sabato

Rissa a San Siro, indagati Baby gang e Neima Ezza: perquisite case di 13 ragazzi

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Sette giorni dopo la guerriglia di San Siro, finiscono sotto indagine i giovani sospettati di aver lanciato sassi, bottiglie e bastoni contro la polizia. Tra gli iscritti nel registro degli indagati dal capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili, anche il rapper 19enne Neima Ezza“. L’ italo marocchino che sabato 10 aprile aveva chiamato a raccolta via social circa 300 fan per girare le riprese del video di una sua canzone. Il musicista, da 142 mila follower su Instagram, aveva dato appuntamento via social ai sostenitori alle 16 in piazzale Selinunte. Nonostante le restrizioni anti Covid. Poi il gruppo si era spostato in via Micene dove sono state realizzate le riprese del video musicale. Indagato e perquisito anche il rapper Baby Gang, era con Neima Ezza a girare il video.

Nelle prime ore della mattina di venerdì 16 aprile gli agenti della Digos, della squadra Mobile e del commissariato Bonola hanno perquisito le case di 13 giovani. Tre sono minorenni, accusati (a vario titolo) di resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e manifestazione non autorizzata.

Rissa a San Siro: I giovani indagati sono quasi tutti nati a Milano

I giovani indagati sono quasi tutti nati a Milano e di origine nordafricana. Sono la cosiddetta «seconda generazione» degli immigrati arrivati quindici o vent’anni fa da Egitto e Marocco. Le perquisizioni sono state eseguite alla ricerca di conferme sulla loro partecipazione alla guerriglia di sabato scorso ma anche per cercare di “spegnere sul nascere” ulteriori episodi di tensione. La situazione allarma le forze dell’ordine. Non tanto per la gravità dei fatti ma perché si teme possa diventare un focolaio di rivolta delle nuove generazioni come visto in questi anni nelle periferie di Francia e Belgio. Su questo fronte però l’azione repressiva non basta. Occorrono interventi strutturali sulla situazione di forte degrado del quartiere, di sostegno anche economico alle famiglie ed educativi sui giovani che vivono nella zona. Ragazzi già molto provati dalle difficili situazioni familiari e sociali e ancora più colpiti dal lockdown e dalla didattica a distanza.

Rissa a San Siro, i residenti del quartiere avevano avvisato le forze dell’ordine per assembramenti

Alcuni abitanti avevano segnalato l’assembramento ai carabinieri. I quali hanno dovuto richiedere alla questura l’intervento dei blindati del reparto mobile e del battaglione Lombardia per disperdere i ragazzi. Quando poliziotti e carabinieri sono scesi dai mezzi sono stati accolti da un lancio di bottiglie, pietre e bastoni da parte di alcuni giovani. Un episodio “preoccupante” secondo la procura perché ha visto in pochi minuti i ragazzi organizzarsi in una reazione violenta contro l’intervento degli agenti. Urlando “andatevene fuori dal quartiere”.

Alessia Scrima

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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